Le 3 regole d’oro dell’escursionista: preparazione, orientamento, minimo impatto

A chi si sta avvicinando all’escursionismo, dedichiamo queste righe di Stefano Ardito per iniziare al meglio questa affascinante attività. Buone camminate!

Preparazione

È bene ricordare che, con l’eccezione delle passeggiate più brevi, l’escursionismo è un’attività sportiva che richiede un minimo di preparazione fisica. Chi pratica altre attività “di resistenza” come la bicicletta, il jogging o lo sci da fondo non avrà alcun problema per accostarsi ai sentieri. Per i non giovanissimi che vivono una vita sedentaria è invece opportuno prevedere una visita medica e un programma di allenamento. Per chi conduce una vita piena di impegni, rinunciare per qualche settimana all’ascensore o all’auto può rivelarsi utile.
Camminare in montagna comporta anche un impegno psicologico. La fatica dovuta al peso dello zaino e al sole che picchia sodo d’estate, le discese in cui la mèta sembra non arrivare mai. Sulle Alpi come sugli Appennini capita di smarrire il sentiero segnato  o di dormire sul pavimento di rifugi strapieni. La disponibilità ad affrontare ritardi, imprevisti e situazioni scomode è essenziale per tutti.

Orientamento

Il problema dell’orientamento è uno dei più seri per gli escursionisti. Anche se si dispone di una buona guida, è fondamentale avere con sé una carta topografica della zona che si attraversa. Laddove presenti sul mercato, si può scegliere tra le carte in scala 1:50.000 e, tra le preferite dagli escursionisti, le carte in scala 1:25.000, le sole a consentire di orientarsi davvero sul terreno in caso di difficoltà, pubblicate da editori specializzati o dal CAI. In varie zone d’Italia occorre arrangiarsi con carte non sempre aggiornate, come le “tavolette” dell’Istituto Geografico Militare (IGM).
Per orientarsi utilizzando una carta topografica è bene innanzitutto fare un po’ di esperienza, esercitandosi a “leggere” il territorio su una mappa anche in un itinerario ben segnato e in una giornata di sole. Senza queste prove, in caso di nebbia, si riuscirà a fare ben poco. Aiutano a orientarsi una bussola e un altimetro, altri strumenti che è bene imparare a usare in anticipo.
Il GPS, che consente di fissare la propria posizione grazie a un collegamento satellitare, è sempre più diffuso tra gli escursionisti e rappresenta uno strumento molto prezioso soprattutto in caso di nebbia e maltempo.

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Minimo impatto

“Anche i rumori eccessivi che farete la sera al campo limitano l’esperienza di wilderness degli altri che affrontano questi sentieri” scrive la guida ufficiale del Grand Canyon. Anche se l’atteggiamento degli escursionisti è cambiato, è sempre bene fare attenzione a come ci si comporta sui sentieri. Urla e schiamazzi devono essere banditi, i rifiuti vanno riportati a casa, è bene tenersi sul sentiero principale evitando le scorciatoie che favoriscono l’erosione. Il fuoco dev’essere acceso solo nelle aree predisposte, e poi spento con la massima attenzione.
L’impatto sull’ambiente che si attraversa non è fatto solo di immondizie lasciate in giro. Se sulle Alpi non bisogna traversare i prati e i pascoli che sono preziosi per i montanari, nelle zone più remote del mondo bisogna rispettare la proprietà, la cultura e le tradizioni della gente, informandosi prima di partire o affidandosi a una guida preparata. Nei paesi islamici vanno evitati (anche per gli uomini) calzoni corti e canottiere. Nei parchi degli USA o del Canada, lasciare del cibo in tenda può portare a una visita inattesa da parte di un orso, seguita da una pesante multa da parte dei ranger.