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A piedi sulla Cavendish Road per Montecassino

Da Caira per la Cavendish Road, il Sentiero degli Sminatori Polacchi, con l’itinerario descritto nella nuova guida di Giuseppe Albrizio Sentieri della fede nel Lazio

Il percorso che sale verso l’Abbazia di Montecassino lungo la Cavendish Road è un itinerario che intreccia natura, memoria e storia. Si sviluppa all’interno del Parco Naturale dei Monti Aurunci, in un’area riconosciuta Monumento Naturale, dove la montagna conserva ancora le tracce della Seconda Guerra Mondiale.

Cavendish Road

L’escursione parte dalla piccola Caira, frazione di Cassino, un tempo linea di confine della Linea Gustav. Da qui, il sentiero risale lungo la vecchia strada militare costruita nel 1944 dai genieri polacchi, impegnati nell’avanzata verso Montecassino. La Cavendish Road nacque come via alternativa, segreta e impervia, tracciata per permettere ai mezzi corazzati alleati di aggirare le difese tedesche e raggiungere la quota del monastero.

Oggi quella strada, restaurata e resa percorribile, è un suggestivo itinerario escursionistico che attraversa un ambiente caratterizzato da boschi di leccio, ginestre e affioramenti calcarei. Il paesaggio, modellato dalla natura e dalla storia, offre scorci di grande fascino sulla Valle del Liri, sul massiccio del Monte Cairo e, nelle giornate limpide, fino alle isole Pontine.

I resti delle fortificazioni, le buche dei proiettili e le vecchie postazioni militari emergono lungo il percorso come segni tangibili della memoria. È dedicato al 4° Reggimento Corazzato “Skorpion” dell’esercito polacco il monumento “Carro armato”, che è ciò che resta del mezzo blindato che saltò in aria a causa di una mina tedesca uccidendo i cinque membri dell’equipaggio. A quota 593 metri un obelisco ricorda i numerosi militari della Terza Divisione Fucilieri dei Carpazi che morirono combattendo su questo monte.

Cavendish Road

Proseguendo l’escursione si visiterà il Cimitero Militare Polacco in cui riposano 1051 soldati che parteciparono alla battaglia di Cassino. La salita si conclude davanti all’imponente Abbazia di Montecassino: qui la storia religiosa e quella civile si fondono in un simbolo universale di rinascita.

montecassino

L’itinerario è adatto a coloro che abbiano un po’ di allenamento. Tutto il percorso è ben segnalato dall’Ente Parco e dotato di interessanti cartelli interattivi.

Scheda tecnica Cavendish Road

Quote da 100 a 516 m
Dislivello 750 m
Sviluppo 17 km
Tempo 3.45 ore in salita, 2.15 ore in discesa esclusa la visita all’Abbazia
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 801 e 801B
Periodo consigliato tutto l’anno
Cartografia OpenStreetMap
Con i bambini adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su

La guida

La descrizione dettagliata dell‘itinerario completo di belle foto, cartine e tracce GPX è nella nuova guida Sentieri della fede nel Lazio di Giuseppe Albrizio

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L’Eremo di San Silvestro sul Monte Soratte

Da Sant’Oreste un anello nella Riserva Naturale del Monte Soratte con l’itinerario descritto nella nuova guida di Giuseppe Albrizio Sentieri della fede nel Lazio

Questa splendida escursione, facile e adatta a tutti, parte da Sant’Oreste, borgo fortificato medievale adagiato sulle pendici sudorientali del boscoso Soratte, montagna di quota assai modesta ma molto panoramica perché isolata. Incastonata a nord di Roma tra la Via Flaminia e il Tevere, la Riserva Naturale ne tutela la biodiversità. I sentieri, ben segnalati, sono numerosi e si intrecciano tra loro come una ragnatela.

monte soratte

Dal punto di vista geologico, il rilievo del Soratte fu una grande isola calcarea che emergeva dal mare pliocenico, ed è perciò caratterizzato da ampie grotte e profonde cavità dette “meri” di formazione ipogenica, cioè scavate dall’acqua dal basso verso l’alto in senso contrario alla gravità. Questo itinerario porta subito a vedere, ma rimanendone a debita distanza, la Grotta di Santa Lucia. Si continua su una sterrata circondata dai boschi di carpino nero e orientale, orniello, acero minore e leccio.

Arrivati in cima al Monte Soratte, si resta affascinati dall’Eremo di San Silvestro, eretto nel punto in cui sorgeva un tempio dedicato al culto di Apollo. Fin dall’epoca preromana, infatti, il Soratte fu considerata una “montagna sacra” dalle popolazioni circostanti. Oltre all’Eremo di San Silvestro, l’itinerario tocca anche altre chiese, cappelle, romitori, monasteri e resti di strutture religiose.

In tempi più recenti, il Monte Soratte è balzato agli onori della cronaca perché, a partire dal 1937, fu designato da Benito Mussolini per la costruzione, nel suo ventre calcareo, di un enorme rifugio antiaereo (4,5 km di gallerie) destinato alla protezione delle alte sfere del governo fascista. Il sito fu poi occupato dai nazisti del feldmaresciallo Albert Kesselring, che lo utilizzarono come sede del Comando Supremo del Sud Europa. Infine, durante la Guerra Fredda, una parte del complesso ipogeo fu convertita in bunker antiatomico per il Presidente della Repubblica. Questi luoghi sono oggi visitabili, sia a piedi che a bordo di un trenino elettrico, grazie all’A.P.S. “Bunker Soratte” (www.bunkersoratte.it), e sono parte integrante dell’interessantissimo museo storico diffuso denominato “Percorso della Memoria”.

Scheda tecnica

Quote da 410 a 691 m
Dislivello 350 m
Sviluppo 8,5 km
Tempo 4.15 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 202, 206, 205 (Sentiero degli Eremi), 201, tabelle
Periodo consigliato tutto l’anno
Cartografia Carta Sentieristica Riserva Naturale Monte Soratte, disponibile nel Punto Informativo di Sant’Oreste in Piazza Mola a Vento
Con i bambini adatto ai bambini dai 9 anni in su

La guida

La descrizione dettagliata dell‘itinerario completo di belle foto, cartine e tracce GPX è nella nuova guida Sentieri della fede nel Lazio di Giuseppe Albrizio

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Il Giro delle Sette Chiese | Sentieri della fede nel Lazio

Sulle orme dei pellegrini, tra basiliche e memorie di Roma, con l’itinerario descritto nella nuova guida di Giuseppe Albrizio Sentieri della fede nel Lazio

Il Giro delle Sette Chiese è uno dei più antichi itinerari di pellegrinaggio di Roma. Il nome risale al Giubileo del 1300, quando Papa Bonifacio VIII istituì il primo Anno Santo invitando i fedeli a visitare le principali basiliche della città per ottenere l’indulgenza plenaria. Quell’itinerario giubilare divenne presto un cammino di devozione popolare che aveva come mete le sette chiese simbolo della cristianità.

Nel 1552 fu San Filippo Neri a organizzarlo come un vero e proprio pellegrinaggio urbano, da svolgersi nei giorni di Carnevale per contrastare i riti paganeggianti con atti di penitenza e di preghiera. Il percorso previsto durava due giorni e partiva dalla Chiesa di Santa Maria in Vallicella, tradizionalmente detta “Chiesa Nuova”, fortemente voluta da San Filippo Neri che, in realtà, avrebbe desiderato un edificio grande, semplice, con bianche pareti senza le ricche decorazioni aggiunte nel secolo successivo.

L’itinerario proposto attraversa buona parte della città fino alle catacombe e alla campagna romana. Inizia dalla Basilica di San Pietro in Vaticano, cuore della cristianità e custode della tomba dell’apostolo Pietro. In sequenza si raggiungono la Basilica di San Paolo fuori le Mura, edificata sulla sepoltura dell’Apostolo delle Genti; la Basilica di San Sebastiano fuori le Mura, lungo Via Appia Antica, meta dei pellegrini che veneravano le tombe degli apostoli Pietro e Paolo; la Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, legata al martirio del diacono Lorenzo; Santa Croce in Gerusalemme, che conserva le reliquie della croce di Cristo; la Basilica di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma; infine la Basilica di Santa Maria Maggiore, la più grande basilica mariana d’Occidente.

Lungo circa 26 chilometri, il percorso unisce le sette basiliche attraversando suggestive vie e scorci di Roma che raccontano secoli di storia. Ovviamente ai tempi indicati nella descrizione del percorso occorre aggiungere il tempo che si vuole dedicare alla visita delle basiliche. Nulla vieta comunque di effettuare l’itinerario in più tappe, secondo il proprio passo e il desiderio di sostare nei luoghi più significativi.

Scheda tecnica

Quote da 17 a 60 m
Dislivello irrilevante
Sviluppo 26 km
Tempo 6.45 ore (escluse le visite alle basiliche)
Difficoltà E
Segnaletica cartelli turistici
Periodo consigliato tutto l’anno
Cartografia Roma Map 1:12.000, Edizioni Cartografiche Lozzi
Con i bambini adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su

La guida

La descrizione dettagliata dell‘itinerario completo di belle foto, cartine e tracce GPX è nella nuova guida Sentieri della fede nel Lazio di Giuseppe Albrizio

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Un Natale in cammino con la nuova guida Sentieri della fede nel Lazio

Cinzia Nardi Lorenzi del Club2000m ci introduce alla lettura della nuova guida di Giuseppe Albrizio Sentieri della fede nel Lazio con queste parole

La fede è quella predisposizione dell’animo, innata nell’essere umano, che appartiene alla vita, introduce alla ricerca interiore e spirituale e rappresenta il bisogno di essere connessi con la parte più profonda di sé, cercando di spingerci fuori dalla zona comfort del quotidiano verso il nuovo e l’ignoto.

Da quando l’uomo ha saputo cogliere quella fonte di energia e quel punto di catalizzazione in grado di collegarlo al trascendente, si è manifestato il bisogno di erigere luoghi di culto. Da quel sentire iniziale, a mano a mano che nei millenni evolveva tecnologicamente, l’essere umano ha avvertito sempre di più il bisogno di luoghi designati, di immagini, di memorie, insomma di qualcosa di tangibile e fisico per connettersi al divino. Ed ecco che si è dato il via alla costruzione di templi, chiese, monasteri, santuari come centri di preghiera, meditazione e ritiri spirituali secondo religioni e credenze diverse.

Intraprendere un cammino verso i luoghi di culto altro non è che una metafora del proprio percorso di vita, teso da un lato al vivere pratico, dall’altro al ricercare l’essenza spirituale insita in ciascuno di noi, che prescinde da qualsiasi confessione religiosa ma rappresenta il proprio modo di sentire e di aspirare a conoscere il lato più profondo di sé.

In questa guida Giuseppe Albrizio ha voluto condividere la sua vastissima esperienza dell’andar per sentieri, siano quelli impervi di montagna siano quelli dolci e accessibili di collina o di fondovalle, tutti accomunati dall’avere per meta luoghi di profonda spiritualità, che invitano alla meditazione e al silenzio.

L’aver arricchito la pubblicazione con i testi di argomento storico-artistico di Maria Antonietta Lozzi Bonaventura, rende la lettura ancora più gradevole e ricca di spunti per esplorare a piedi i luoghi di arte e fede del Lazio, riconnettendo il percorso di scoperta interiore con il piacere della conoscenza di ciò che circonda.

Cinzia Nardi Lorenzi, Club 2000m

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La Valle Santa Reatina | Sentieri della fede nel Lazio

Il suggestivo cammino della Valle Santa Reatina è descritto nella nuova guida di Giuseppe Albrizio Sentieri della fede nel Lazio

La corona formata intorno a Rieti da quattro notissimi santuari francescani – Fonte Colombo, Greccio, Poggio Bustone e La Foresta – tutti fondati dallo stesso San Francesco, offre la possibilità di seguire le tracce di un santo rivoluzionario, che visse il Vangelo predicando pace e fratellanza e incarnando un modello di vita che si ribellava alle logiche di potere e di corruzione. Come hanno osservato diversi studiosi, i quattro santuari si dispongono intorno alla conca reatina disegnando idealmente la forma del TAU, simbolo caro alla mistica francescana e segno di pace e redenzione.
Francesco giunse nella Valle Reatina dopo aver lasciato Assisi in cerca di silenzio, armonia e pace interiore. Qui trovò un luogo ideale per la preghiera e la meditazione, immerso in una natura che ancora oggi conserva intatta la sua forza ispiratrice.

Nel cuore del Lazio, la Valle Reatina è una conca alluvionale circondata dai Monti Reatini, dai Monti Sabini e dal gruppo del Terminillo. È attraversata dal Fiume Velino, che alimenta il sistema lacustre dei laghi Lungo e di Ripa Sottile, importante area naturale protetta. Il paesaggio alterna pianure fertili, colline boscose e rilievi offrendo un ambiente ricco di biodiversità e scorci panoramici. Anche i borghi e le contrade che si attraversano infondono pace e serenità.

Questa guida si apre proponendo l’impegnativo trekking della Valle Santa Reatina, ossia un anello in tre tappe estratto dal Cammino di Francesco. L’anello è descritto in senso orario e parte dal centro della città di Rieti che tradizione vuole sia l’Umbilicus Italiae (ombelico d’Italia). Dopo una rapida visita al centro cittadino, racchiuso tra le mura medievali del XIII secolo e le acque limpide del Fiume Velino, il primo santuario che si raggiunge è quello di Fonte Colombo dove, nel 1223, dopo quaranta giorni di digiuno San Francesco dettò a frate Leone la Regola definitiva.
Questa tappa termina presso il Santuario di Greccio; qui Francesco venne nel 1217 e vi eresse un romitorio dove si rifugiò più volte insieme ai suoi seguaci. Nel dicembre 1223, subito dopo il riconoscimento della Regola, approvata il 29 novembre da Papa Onorio III, rievocò la Natività di Gesù Bambino inaugurando il primo presepe vivente che ha reso famoso questo luogo nel mondo come “la nuova Betlemme”.

La seconda tappa conduce al Santuario di Poggio Bustone, “il paese del buon giorno”, così chiamato per il saluto “Buon giorno, buona gente!” che Francesco rivolse agli abitanti del luogo quando nel 1208, lasciata Assisi con i suoi primi frati, arrivò per la prima volta nella Valle Reatina. Qui ebbe inizio la vita comunitaria ma il Santo era ancora attanagliato da dubbi e sensi di colpa. Ritiratosi in preghiera in una grotta solitaria, ossia il Sacro Speco, ebbe la visione che gli confermò il perdono per i peccati commessi in gioventù e predisse la crescita e la diffusione del suo Ordine.

Ultimo luogo sacro toccato dalla terza tappa è il Santuario di Santa Maria della Foresta, immerso nella vallata del Torrente dell’Acqua Marina, circondato da boschi di castagni e querce, noto per essere il luogo in cui il Santo avrebbe iniziato a comporre il Cantico delle Creature.

Questo lungo anello si svolge in gran parte su sentieri, mulattiere, sterrate e strade asfaltate secondarie in modo da permettere al pellegrino e all’escursionista di camminare il meno possibile su strade soggette a traffico veicolare; nonostante ciò qualche tratto su strade ad alta percorenza sarà inevitabile.

Non toccando mai quote elevate, il cammino è praticabile in qualsiasi periodo dell’anno e si può percorrere anche a cavallo o in mountain bike. Le tappe possono essere affrontate in tre giorni consecutivi grazie ai numerosi punti d’appoggio che si trovano lungo il tragitto. In questo caso suggeriamo di assicurarsi che, laddove necessario, il gestore della struttura sia disponibile a svolgere il servizio di accompagnamento dal punto di arrivo della tappa alla struttura e, il giorno dopo, dalla struttura al punto di partenza della tappa successiva. Se si preferisce effettuare le tappe indipendentemente una dall’altra, bisogna organizzarsi con due auto lasciandone una alla base di partenza e l’altra al punto d’arrivo.
Per ulteriori informazioni e orari di apertura dei santuari consultare www.santuarivallesanta.com.

Scheda tecnica cammino della VALLE SANTA REATINA

Quote da 375 a 1024 m
Dislivello +2100 m; -2100
Sviluppo 72 km
Tempo 3 giorni
Difficoltà E
Segnaletica giallo-blu e la lettera Tau del Cammino di Francesco; assente in alcuni tratti
Periodo consigliato tutto l’anno
Cartografia IGM; OpenStreetMap
Con i bambini non adatto

La guida

La descrizione dettagliata delle 3 tappe complete di belle foto, cartine e tracce GPX è nella nuova guida Sentieri della fede nel Lazio di Giuseppe Albrizio