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Tag: Escursioni nel Parco Sirente-Velino

In questa sezione troverai tantissime idee per escursioni e trekking lungo gli itinerari del Parco Sirente-Velino, con descrizioni dettagliate e schede tecniche molto accurate sui dislivelli, la durata, le difficoltà degli itinerari, la segnaletica sentieristica e la cartografia.

La varietà di paesaggi rocciosi e di fenomeni geologici contribuisce al fascino del Velino, dei monti della Duchessa e del Sirente, le cui rocce si sono formate dai 130 milioni di anni fa del Cretaceo ai 25 milioni del Miocene.
Il Velino, la terza montagna dell’Appennino per quota, si affaccia a nord sulla conca de L’Aquila. A est guarda verso l’Altopiano delle Rocche (dove sorgono Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Terranera, Rovere e Ovindoli) e il Sirente. A sud scende con ripidi pendii verso il Fucino e la città di Avezzano.
Il Sirente, più basso ma più spettacolare del Velino, si affaccia a nord verso la valle dell’Aterno e il Gran Sasso, con una delle pareti calcaree più imponenti dell’Appennino. Il Sirente stupisce alpinisti ed escursionisti per il contrasto tra il suo roccioso versante settentrionale, e quello dolce e ondulato che scende in direzione del Fucino.
I monti della Duchessa, che formano il settore nord-occidentale del sistema montuoso, dominano la Valle del Salto e l’abitato di Corvaro con le imponenti vette del Monte Morrone (2141 m) e del Monte Ginepro (1984 m). A sud di queste cime, oltre il bellissimo Lago della Duchessa, il più noto lago di montagna dell’Appennino centrale, si affaccia sulla profonda Valle di Teve l’impressionante parete Sud del Muro Lungo (2184 m).
Una miniera di paesaggi e spettacoli naturalistici che ti invitiamo a scoprire con i nostri itinerari e le nostre escursioni.

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Il 7 ottobre da RRtrek con Stefano Ardito per la nuova guida dedicata al Sirente-Velino

Siete tutti invitati a trascorrere una serata in compagnia di Stefano Ardito presso lo store RRTrek di Roma per la presentazione della guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino.
L’autore presenterà il libro venerdì 7 ottobre alle ore 19,30.

La nuovissima guida è dedicata ai sentieri dei due imponenti massicci che si alzano nel cuore delle montagne d’Abruzzo, e che si affacciano verso il Lazio con il Lago della Duchessa e le vette che lo circondano.
L’autore descrive 102 itinerari a piedi su queste spettacolari montagne. Alcuni si svolgono all’interno delle aree protette che le tutelano (il Parco Sirente-Velino, la Riserva Naturale Monte Velino e la Riserva Montagne della Duchessa), altre sono appena fuori dai loro confini.

Un appuntamento da non perdere, non mancate!

AGGIORNAMENTO:

Considerando i molteplici progetti speculativi che negli ultimi mesi sembrano nuovamente abbattersi sui Piani di Pezza, a partire dal faraonico year-round resort, che prevede 10 hotel, 168 appartamenti, 150 chilometri di piste, 70 tra caffè e ristoranti, abbiamo ritenuto opportuno far intervenire durante l’evento anche due figure attive e molto ben informate a riguardo.

Saranno con noi infatti Eleonora Saggioro, gestore del rifugio Vincenzo Sebastiani, e Claudio Arbore, alpinista, geografo ed esperto di cooperazione internazionale.

Oltre a loro, come già annunciato, ci sarà ovviamente anche l’autore della guida, Stefano Ardito, che proprio nelle pagine introduttive del volume scrive:

“Poco prima che questa guida vada in stampa, alla fine di un inverno con pochissima neve, il rilancio dei progetti per collegare le piste della Magnola e di Campo Felice, devastando il magnifico Piano di Pezza, fa mobilitare di nuovo camminatori e alpinisti. Oggi come trent’anni fa, i politici dell’Abruzzo e delle regioni vicine pensano allo sviluppo della montagna solo in termini di piste di discesa e seggiovie”.

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A piedi con gli itinerari più belli sul versante settentrionale del monte Velino

7 magnifici itinerari sul versante settentrionale del massiccio del Velino descrive Stefano Ardito nella sua guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino.

Arido, assolato e ripido nel versante meridionale, che sorveglia Magliano de’ Marsi, Avezzano e il Fucino, il massiccio del Velino cambia volto a nord est, dove digrada verso l’Altopiano delle Rocche e le valli che scendono a Tornimparte e a Lucoli con crinali rocciosi, fitte faggete e ampi altopiani carsici.

Il più vasto di questi pianori, quello di Campo Felice, ha cambiato volto negli anni Settanta con la realizzazione di piste da sci e impianti di risalita, diventando una delle più note stazioni sciistiche abruzzesi.

Il Piano di Pezza, fino a oggi, è invece rimasto integro. Allungato da ovest a est per più di cinque chilometri, l’altopiano è dominato dalle vette della Magnola, delle punte Trento e Trieste, del Costone della Cerasa e del Capo di Pezza.

Dal bosco di Valle Cerchiata, dove la strada si conclude, iniziano alcuni dei sentieri più frequentati dell’Abruzzo. Gli escursionisti più allenati, da qui, possono raggiungere il Velino per un lungo itinerario che si svolge in buona parte su panoramiche creste.

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Offrono mete più accessibili la Punta Trieste, la Punta Trento, il Capo di Pezza, il Costone e le altre vette che si affacciano sul Piano di Pezza, e che si raggiungono con un paio d’ore di cammino. La quota elevata, e le faggete che ombreggiano la prima parte degli itinerari, rendono queste camminate piacevoli anche in piena estate.

Ai piedi della vetta orientale del Costone, il rifugio Vincenzo Sebastiani è un comodo punto di appoggio per gli escursionisti diretti alle cime, e costituisce una meta molto apprezzata dagli appassionati di montagna che trascorrono le vacanze a Ovindoli, a Rocca di Mezzo e nei centri vicini.

D’inverno, quando il Piano di Pezza è innevato, la zona diventa più remota e il rifugio Sebastiani viene raggiunto dal versante di Campo Felice. Sul Piano di Pezza, quando la neve è sufficiente, vengono battuti degli anelli per il fondo.

La zona descritta in questo capitolo, tra le più belle delle montagne d’Abruzzo, è la più minacciata dal progettato collegamento degli impianti e delle piste della Magnola con quelli di Campo Felice. A parte i danni agli ecosistemi e al paesaggio, cacciare da questi luoghi gli escursionisti, gli scialpinisti e i fondisti sarebbe un pessimo servizio per il territorio e per chi lo abita.

La guida
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Una giornata al Rifugio Sebastiani per la presentazione della guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino

Siete tutti invitati a trascorrere una giornata in montagna nello splendido scenario che circonda il Rifugio Vincenzo Sebastani per la presentazione della guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino di Stefano Ardito.
L’autore presenterà il libro martedì 16 agosto alle ore 13,30. L’evento è a cura di Eleonora Saggioro e della Cooperativa Equorifugio, che gestiscono da anni con passione il Rifugio Sebastiani.

La nuovissima guida è dedicata ai sentieri dei due imponenti massicci che si alzano nel cuore delle montagne d’Abruzzo, e che si affacciano verso il Lazio con il Lago della Duchessa e le vette che lo circondano. L’autore descrive 102 itinerari a piedi su queste spettacolari montagne. Alcuni si svolgono all’interno delle aree protette che le tutelano (il Parco Sirente-Velino, la Riserva Naturale Monte Velino e la Riserva Montagne della Duchessa), altre sono appena fuori dai loro confini.

Qualche notizia sul Rifugio Vincenzo Sebastani
Il primo rifugio del massiccio del Velino viene inaugurato dalla sezione di Roma del CAI nel 1922. Viene dedicato all’alpinista e ingegnere Vincenzo Sebastiani, caduto nella Grande Guerra, che ne aveva proposto la costruzione. Questa confortevole struttura sorge a 2102 metri di quota, poco a monte del Colletto di Pezza. È il rifugio più frequentato del Velino per la calda ospitalità offerta e per il magnifico panorama. Incombono sul rifugio la vetta orientale del Costone e la Cimata di Puzzillo, verso est spicca la parete della vetta occidentale del Costone. Oltre il Piano di Pezza si alza il Sirente. Salendo verso il Costone appare il Corno Grande.
Attualmente la struttura dispone di 13 posti letto, è aperto in estate e in molti weekend del resto dell’anno. Informazioni al 368.279463 o su www.rifugiovincenzosebastiani.it.
Gli accessi al rifugio sono da Campo Felice (1.45 ore), dal Piano di Pezza (1.30 ore) o da Cartore (3.30 ore).

Un appuntameno da non perdere, non mancate!

La guida con i migliori itinerari ai massicci del Sirente e del Velino, scelti e descritti da Stefano Ardito:
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Monte Velino

Esce Sentieri nel Parco Sirente-Velino, la nuova guida di Stefano Ardito

Da oggi finalmente disponibile la guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino!
I massicci gemelli del Velino e del Sirente, separati dall’Altopiano delle Rocche e dai suoi borghi, offrono un territorio straordinario a chi ama la montagna in ogni momento dell’anno.
Vi presentiamo la nuova guida con le parole dell’autore Stefano Ardito.

Chi sale al Gianicolo in una bella giornata d’inverno vede all’orizzonte una grande vetta innevata. È il Velino, la terza montagna dell’intero Appennino, che fa capolino oltre ai monumenti di Roma e alle giogaie dei Lucretili e dei Simbruini. Il Sirente, più spettacolare anche se un po’ più basso del vicino, si affaccia con i suoi canaloni e le sue rocce su L’Aquila e sulla conca di Sulmona.
I massicci del Velino e del Sirente, tutelati da un grande parco regionale abruzzese e da altre aree protette meno estese, offrono a chi li percorre l’incontro con la natura dell’Appennino. Accanto al lupo, alla coturnice e all’aquila, sempre presenti nella zona, vivono nel massiccio il cervo, il corvo imperiale e il camoscio, reintrodotti negli ultimi decenni. Le faggete del Velino, dei monti della Duchessa e del Sirente sono vastissime e suggestive. Tra la primavera e l’estate la montagna si colora di fiori.

escursione monte velino
Il Velino e il Sirente sono anche dei luoghi di storia. Ai piedi dei monti sorgono la splendida città romana di Alba Fucens, i castelli medievali di Celano, di Gagliano Aterno e di Ocre, magnifiche chiese affrescate e piccoli eremi abbarbicati alla roccia. Accanto a Ovindoli, a Rovere, a Rocca di Cambio, a Terranera e a Rocca di Mezzo, i cinque centri dell’Altopiano delle Rocche, stupiscono con i loro monumenti i centri della Valle dell’Aterno (Fontecchio e Gagliano su tutti). Pescina, devastata dal terremoto del 1915, ha dato i natali al cardinale Mazzarino e a Ignazio Silone, uno dei più grandi scrittori dell’Italia moderna.
Oggi i due massicci gemelli, a portata di mano dalle città abruzzesi e da Roma, sono una grande palestra di vita all’aria aperta. D’inverno, oltre allo sci sulle piste di Ovindoli e di Campo Felice, permettono di praticare lo sci da fondo su anelli battuti e altopiani, e di salire con le ciàspole verso boschi e rifugi. Gli scialpinisti e gli alpinisti con piccozza e ramponi possono proseguire in direzione delle vette. La parete Nord del Sirente, con neve e ghiaccio, offre itinerari di alta difficoltà.
D’estate, oltre che camminando sui sentieri, la montagna può essere esplorata in mountain-bike o a cavallo. Le Gole di Celano, la Valle d’Arano e altri siti permettono di praticare l’arrampicata. Le splendide Grotte di Stiffe, con le loro cascate, sono accessibili anche ai turisti. L’elenco dei sentieri include centinaia di percorsi. Alcuni, come quelli verso il rifugio Sebastiani, sono famosi e frequentati, altri sono più solitari. Se le ascensioni al Velino, al Pizzo Cafornia, al Muro Lungo e al Sirente sono lunghe e faticose, altri percorsi sono accessibili anche ai camminatori più tranquilli. L’ippovia e le piste ciclabili dell’Altopiano consentono di passeggiare in piano.

Buone camminate per tutti!

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La guida con i migliori itinerari ai massicci del Sirente e del Velino, scelti e descritti da Stefano Ardito:
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La Vetta del Monte Velino

18 itinerari sul Velino e sui monti di Campo Felice per ciaspole, ramponi e sci da fondo

Stefano Ardito nella guida Appennino Bianco vol. 1 descrive magnifici itinerari sul Velino e sui Monti di Campo Felice con ciaspole, piccozza e ramponi e sci da fondo.

“Chi sale dal centro di Roma al Gianicolo, d’inverno, scopre all’orizzonte un triangolo bianco. È il Velino, la terza montagna dell’Appennino, una delle più frequentate in ogni momento dell’anno. Aspro e ripido in direzione del Fucino, ondulato verso l’Altopiano delle Rocche, questo massiccio che culmina a 2486 metri di quota deve la sua popolarità all’imponenza, alla varietà dei suoi itinerari, alla brevità dell’accesso dal Lazio e dall’Abruzzo.
“Uno dei gruppi montuosi più importanti costituenti l’Appennino centrale”, formato da “aspre roccie, magnifici altopiani ricchi di belle praterie, vallate, gole selvagge, verdeggianti colline e monti boscosi” dove si possono effettuare d’estate “numerose e interessantissime escursioni” e d’inverno “magnifiche ascensioni per il turista esperimentato”. Così, nel 1903, presentava queste montagne Enrico Abbate nella sua Guida dell’Abruzzo.
Era stato Abbate, insieme a Edoardo Martinori, a compiere nel 1881 le prime ascensioni invernali del Velino e del vicino Sirente. In mancanza della ferrovia, i due viaggiarono per una settimana. Un treno da Roma a Caianello, poi una diligenza fino ad Avezzano e un’altra fino a Magliano de’ Marsi. Poi la traversata del Velino con discesa a Ovindoli, un giorno di riposo, la traversata del Sirente con discesa a Sulmona. Infine un trekking attraverso Anversa degli Abruzzi, le Gole del Sagittario, Scanno, Passo Godi, Barrea e Alfedena per ritrovare la ferrovia in Molise.

Rifugio-del-Lupo-piani-di pezza

Il Velino è il cuore dell’Appennino anche se si bada alla storia. Ai suoi piedi sorgono la città romana di Alba Fucens, la chiesa romanica di Santa Maria in Valle Porclaneta, Rocca di Cambio e Ovindoli, la città di Avezzano ricostruita dopo il terremoto del 1915. A nord, oltre i monti di Campo Felice, sorge L’Aquila, con i suoi monumenti e le ferite causate dal terremoto del 2009.
Nel dopoguerra, gli impianti di risalita di Ovindoli-Magnola e di Campo Felice hanno attirato sulle nevi del Velino migliaia di sciatori provenienti soprattutto da Roma. Il cuore del massiccio, però, è rimasto selvaggio. In epoche più recenti, la Riserva Naturale di Stato Monte Velino, il Parco Regionale Sirente-Velino in Abruzzo e la Riserva delle Montagne della Duchessa nel Lazio hanno permesso il ritorno del cervo, del corvo imperiale e del grifone.
Da sempre frequentato dagli scialpinisti grazie ai suoi valloni innevati fino a primavera, il Velino ha iniziato a essere percorso negli anni Ottanta dagli amanti del fondo-escursionismo e delle ciàspole. Gli alpinisti con piccozza e ramponi frequentano soprattutto i facili itinerari delle due vette maggiori e del vicino Monte Sevice. Dalla croce di vetta del Velino, piegata da centinaia di bufere, lo sguardo spazia sull’Appennino.”

scialpinismo sirente velino

Scatena la tua passione per lo scialpinismo con 35 itinerari sul Sirente-Velino

Luca Mazzoleni nella guida Scialpinismo in Appennino centrale. La montagna incantata descrive 35 itinerari nel territorio del Parco del Sirente-Velino. Dalla Val Majelama al Cefalone, dal Murolungo al Cornacchia, dal Monte Magnola al Canalone Maiori ci si può sbizzarrire tra gite che presentano difficoltà, dislivelli e sviluppi adatti per tutti i livelli e per i vari gradi di preparazione fisica.

L’impressione che dalla piana di Avezzano si ha della brulla piramide del Velino e della monotona costiera del Sirente può non entusiasmare lo scialpinista. In più qui l’esposizione meridionale non offre frequentemente un grande innevamento, soprattutto alle pendici della montagna. Ma è risaputo quanto un osservatore superficiale possa essere ingannato dalla prima impressione: basta raggiungere una qualsiasi delle cime del gruppo per vedere allargarsi lo sguardo su luoghi bellissimi e isolati, verso vette, valli e pendii che sono il terreno ideale per lo scialpinismo. Inoltre le cime del Monte Velino e del gemello Monte Cafornia sono uno splendido terrazzo affacciato sulla Marsica e da cui si spazia su tutto l’Appennino Centrale.

L’orografia complessa e articolata del gruppo danno modo di fare itinerari e traversate di difficoltà e impegno variabili, lasciando spazio a differenti combinazioni tra le varie gite qui proposte. Anche la presenza di due importanti stazioni sciistiche come Campo Felice e Ovindoli non altera significativamente l’originale integrità e bellezza dei luoghi.

scialpinismo Sirente Velino

Non ho difficoltà ad ammettere che ho una predilezione particolare per il massiccio del Velino: per me queste sono le montagne della scoperta giovanile, delle prime escursioni, il rifugio Sebastiani fu il primo in cui dormii in Appennino.

Amo questi luoghi e spero di riuscire a trasmettere quest’amore in chi tra i miei lettori ancora non li conosca a fondo. Salendo al mattino dalla piana del Fucino alle vette che la sovrastano è facile essere sorvolati dai numerosi grifoni che popolano il parco, i quali, sfruttando le correnti ascensionali sul fianco delle montagne, si spostano silenziosi e imponenti in cerca di cibo. È anche probabile che il volo improvviso e rumoroso delle coturnici in fuga vi faccia trasalire, mentre siete assorti a spingere gli sci nelle valli e su per le montagne. I camosci sono stati reintrodotti in questi ultimi anni e siamo fiduciosi che in breve ripopoleranno numerosi le balze del Sirente e del Velino. Finalmente grazie all’opera di protezione e ripopolamento del Parco Regionale Sirente-Velino si tornano a vedere i più antichi abitanti della montagna: gli animali, perseguitati al limite dell’estinzione dall’insensata attività venatoria del passato. Infine non resta che esprimere un ringraziamento all’Ente Parco Sirente-Velino per il patrocinio dato a questa guida.

La guida

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Novità 2016: esce la guida escursionistica Sentieri del Velino-Sirente

A due passi dalle città dell’Abruzzo, a portata di mano da Roma. Insieme a una natura magnifica e all’aspetto imponente delle cime, anche la distanza accessibile dalle case di molti camminatori spiega la popolarità del Velino, dei monti di Campo Felice e della Duchessa, della Serra di Celano e del Sirente tra gli appassionati di montagna dell’Appennino centrale.
Per tutti loro, Stefano Ardito e la Iter Edizioni tornano in libreria e in edicola con una nuova guida dedicata agli itinerari dei due imponenti massicci che si alzano nel cuore delle montagne d’Abruzzo, e che si affacciano verso il Lazio con il Lago della Duchessa e le vette che lo circondano.
In Sentieri nel Parco Sirente-Velino, (192 pagine, 12 euro, circa 200 foto a colori, uscita prevista luglio 2016) sono descritti 102 itinerari a piedi su queste spettacolari montagne. Alcuni si svolgono all’interno delle quattro aree protette che le tutelano (il Parco Sirente-Velino, la Riserva Naturale Monte Velino, la Riserva Naturale delle Gole di San Venanzio e la Riserva Montagne della Duchessa), altre sono fuori dai loro confini.

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Tra gli itinerari inediti o poco noti che vengono descritti nella guida segnaliamo l’escursione da Prato Capito (o Agabito) all’Eremo di Sant’Onofrio, la spettacolare salita verso la Neviera del Sirente e i suoi speroni rocciosi, varie escursioni nell’alta valle dell’Aterno. Non manca l’attenzione alle vette dell’Appennino di 2000 metri e oltre, la cui collezione è sempre più popolare tra i camminatori dell’Italia centrale.
In un comprensorio dove abbondano i sentieri faticosi, una proposta accessibile a molti è il Sentiero Silone che si svolge intorno a Pescina, località-cerniera tra i monti del Parco Sirente-Velino e quelli del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il percorso, realizzato dalla locale sottosezione del CAI, è stato ideato da Stefano Ardito.
Anche sul Sirente, nel 2013, sono stati reintrodotti i camosci. Uno spettacolo in più, per chi cammina in un territorio magnifico.

A presto, allora!

14 – 15 – 16 ottobre 2016: Festival della Montagna, Parco del Castello, L’Aquila

Anche quest’anno torna il Festival della Montagna, la manifestazione a cura dell’associazione GranSasso AnnoZero e del Comune de L’Aquila. E anche quest’anno Iter Edizioni sarà presente con il suo stand all’interno del villaggio del Festival, e con un evento da non perdere: la presentazione della guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino

Dal 14 al 16 ottobre, il Parco del Castello si trasformerà in un vero e proprio villaggio della montagna, all’interno del quale si svolgeranno attività indoor, arrampicata, snowboard estivo, bike park, mostre fotografiche, spazio letteratura e concerti, momenti di dibattito e di confronto, oltre a un angolo dedicato all’esposizione di attrezzature e materiali per la montagna, oltre che di prodotti enogastronomici della tradizione aquilana e abruzzese.

Troverete il nostro stand presso il foyer dell’Auditorium. Inoltre vi segnaliamo un appuntamento da mettere in agenda: domenica 16 ottobre alle ore 12 Stefano Ardito presenta la nuova guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino. Introduce Claudio Arbore. All’evento sarà inoltre presente anche Oremo Di Nino, Direttore del Parco Naturale Regionale Sirente Velino.

Il Festival della Montagna è nato con l’obiettivo di affermarsi come il più interessante a Sud d’Europa. Come afferma Federico Bologna, Presidente dell’associazione GranSasso AnnoZero:

“l’obiettivo dei promotori è quello di aprire una finestra sulla montagna e sulle potenzialità che essa riveste per il rilancio turistico del territorio aquilano. La valorizzazione della montagna aquilana e dei suoi borghi, richiede infatti l’adozione di una programmazione strategica e di una nuova visione culturale, che sappia creare un sistema in grado di produrre valore aggiunto per l’offerta turistica locale.”

Ovviamente, non mancheranno le attività outdoor sul Gran Sasso, coordinate da professionisti e operatori del settore: ci saranno escursioni a piedi e in mountain bike e arrampicata in ambiente.

Per il programma del Festival clicca qui!