A piedi con gli itinerari più belli sul versante settentrionale del monte Velino

7 magnifici itinerari sul versante settentrionale del massiccio del Velino descrive Stefano Ardito nella sua guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino.

Arido, assolato e ripido nel versante meridionale, che sorveglia Magliano de’ Marsi, Avezzano e il Fucino, il massiccio del Velino cambia volto a nord est, dove digrada verso l’Altopiano delle Rocche e le valli che scendono a Tornimparte e a Lucoli con crinali rocciosi, fitte faggete e ampi altopiani carsici.

Il più vasto di questi pianori, quello di Campo Felice, ha cambiato volto negli anni Settanta con la realizzazione di piste da sci e impianti di risalita, diventando una delle più note stazioni sciistiche abruzzesi.

Il Piano di Pezza, fino a oggi, è invece rimasto integro. Allungato da ovest a est per più di cinque chilometri, l’altopiano è dominato dalle vette della Magnola, delle punte Trento e Trieste, del Costone della Cerasa e del Capo di Pezza.

Dal bosco di Valle Cerchiata, dove la strada si conclude, iniziano alcuni dei sentieri più frequentati dell’Abruzzo. Gli escursionisti più allenati, da qui, possono raggiungere il Velino per un lungo itinerario che si svolge in buona parte su panoramiche creste.

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Offrono mete più accessibili la Punta Trieste, la Punta Trento, il Capo di Pezza, il Costone e le altre vette che si affacciano sul Piano di Pezza, e che si raggiungono con un paio d’ore di cammino. La quota elevata, e le faggete che ombreggiano la prima parte degli itinerari, rendono queste camminate piacevoli anche in piena estate.

Ai piedi della vetta orientale del Costone, il rifugio Vincenzo Sebastiani è un comodo punto di appoggio per gli escursionisti diretti alle cime, e costituisce una meta molto apprezzata dagli appassionati di montagna che trascorrono le vacanze a Ovindoli, a Rocca di Mezzo e nei centri vicini.

D’inverno, quando il Piano di Pezza è innevato, la zona diventa più remota e il rifugio Sebastiani viene raggiunto dal versante di Campo Felice. Sul Piano di Pezza, quando la neve è sufficiente, vengono battuti degli anelli per il fondo.

La zona descritta in questo capitolo, tra le più belle delle montagne d’Abruzzo, è la più minacciata dal progettato collegamento degli impianti e delle piste della Magnola con quelli di Campo Felice. A parte i danni agli ecosistemi e al paesaggio, cacciare da questi luoghi gli escursionisti, gli scialpinisti e i fondisti sarebbe un pessimo servizio per il territorio e per chi lo abita.

La guida
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