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Tag: Escursioni nel Parco Nazionale d’Abruzzo

In questa sezione troverai tante idee e approfondimenti su escursioni e trekking nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

Tutte le valli comprese nel Parco offrono agli appassionati di escursioni una ricca scelta di percorsi, numerosi dei quali utilizzano ancora le vecchie mulattiere tracciate secoli fa per le esigenze di boscaioli, pellegrini e pastori. Chi vuole mettersi in cammino può scegliere tra itinerari di vari tipi. Brevi e pianeggianti passeggiate accessibili a ogni visitatore, classiche escursioni verso rifugi, punti panoramici e valichi, faticose sgambate in direzione di colli e vette lungo le quali capita di dover fare i conti con tratti assolati e ghiaioni.

I 123 sentieri del Parco sono segnati con vernice bianco-rosso, e indicati con una lettera e un numero progressivo. La prima indica uno dei 25 “accessi” contrassegnati sul terreno da cippi in legno, il secondo è il numero progressivo dell’itinerario. In condizioni estive, lungo tutti gli itinerari – a eccezione delle più brevi passeggiate di fondovalle – occorre essere attrezzati con scarponi, zaino, copricapo, giacca a vento, una borraccia e un po’ di cibo. È bene ricordare che le valli e le vette del Parco sono normalmente accessibili senza problemi da maggio alla fine di ottobre.

Con le ciaspole sul Parco d’Abruzzo per emozionanti avventure sulla neve

Oggi vi proponiamo una gita elementare ma lunga, priva di pericoli oggettivi, tra le faggete più belle del Parco Nazionale d’Abruzzo descritta nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo. Si tratta dell’itinerario che da Pescasseroli conduce al rifugio di Prato Rosso e a Terraegna. Ecco come gli autori Stefano Ardito e Angelo Monti ci introducono questa bellissima escursione invernale con le ciaspole.

La profonda Val Canala, circondata da meravigliose faggete, separa il massiccio del Monte Marsicano dalla dorsale del Monte Palombo, e offre in tutte le stagioni agli escursionisti uno degli itinerari più belli delle montagne del Parco. Un’ampia strada sterrata, che si può percorrere a piedi, in mountain-bike, con le ciaspole o sugli sci da fondo, conduce da Pescasseroli alla Fonte Canala, e prosegue tra faggi verso la radura sulla quale si affaccia il rifugio di Prato Rosso, che può essere utilizzato contattando in precedenza la Wildlife Adventures di Pescasseroli.

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Al bivio di fronte alla costruzione si lasciano a destra i ripidi itinerari verso la Serra del Campitello e Scanno, e si continua in ambiente altrettanto rilassante verso il vastissimo pianoro di Terraegna, dove pascolavano in passato dalla primavera all’autunno migliaia di capi di bestiame. Oggi l’allevamento si è ridotto ai minimi termini, e lo stesso vale per il taglio del bosco che ha costituito per secoli un’altra attività di grande rilevanza economica per i montanari delle valli del Sangro e del Giovenco.
Nei primi anni Ottanta, la mobilitazione di ambientalisti, escursionisti e alpinisti (anche il CAI ha svolto un ruolo importante, insieme al WWF, a Italia Nostra e ai responsabili del Parco Nazionale d’Abruzzo) ha bloccato il progetto di costruire un carosello di skilift nei valloni del Monte Marsicano. Oggi in queste valli integre vivono il cervo e il capriolo, ed è relativamente facile imbattersi nelle tracce dell’orso. La segnaletica è stata migliorata dai recenti interventi del Parco. I segnavia dipinti sui faggi possono essere visti e seguiti anche con innevamento abbondante. Se si dispone di due auto è possibile trasformare l’itinerario in una bella traversata verso il pianoro del Templo (sulla strada della Valle del Giovenco) o in direzione di San Sebastiano.

La descrizione dettagliata dell’itinerario, la mappa del percorso e la scheda tecnica la trovi nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

itinerari ciaspolate Abruzzo

ciaspole in Abruzzo

I 50 itinerari più belli con le ciaspole in Abruzzo scelti da Stefano Ardito e Angelo Monti

Ciaspole in Abruzzo a volontà! Nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo di Stefano Ardito e Angelo Monti gli autori ci raccontano la straordinaria bellezza dell’Appennino abruzzese, un massiccio dopo l’altro.

Ciaspole in Abruzzo!

In arrivo la prima neve e allora pronti con le ciaspole in Abruzzo per una stagione divertente e entusismante!

Ciaspolate sul Gran Sasso

L’Appennino abruzzese è formato da diversi gruppi montuosi. Il più importante e più alto è certamente il Gran Sasso. Fiabesco e suggestivo, si eleva con imponenza sui territori circostanti attirando a sé lo sguardo. Un massiccio dai mille volti, da cogliere e immortalare nella fugacità delle albe, dei tramonti e nella mutevolezza delle stagioni. D’inverno, quando uno spesso strato di coltre bianca lo ricopre, si trasforma in un ambiente selvaggio, essenziale, che riporta indietro nel tempo, alle dimensioni antiche e allo spirito avventuroso dei primi esploratori.
Immergersi fra le nevi del Gran Sasso con le ciaspole ai piedi è sempre un’esperienza indimenticabile.

Ciaspolate sui Monti della Laga

Nel mondo immacolato dei Monti della Laga, d’inverno si avverte con forza il senso di lontananza dalla civiltà. Lungo creste e boschi abbondantemente innevati del versante orientale, si può vagare con le ciaspole per ore, sperduti sotto a cieli di solitudine. La varietà e la bellezza dei paesaggi innevati, i colori delle rocce, l’integrità degli ambienti, gli orizzonti sconfinati, la luce intensa dei cieli fanno della Laga uno degli ultimi paradisi dell’Appennino.

Ciaspolate sul Velino-Sirente

Il massiccio del Velino-Sirente, a differenza degli altri gruppi dell’Appennino abruzzese, non è formato da una sola catena montuosa, ma da varie piccole catene che compongono un territorio complesso e vario, ideale d’inverno per compiere stupende escursioni con le ciaspole. Quasi tutti gli itinerari presentati nella guida permettono di godere della luce del sole fin quasi alla fine della gita. Non è quindi raro nelle giornate più corte dell’anno di ritrovarsi, a pochi passi dall’auto, immersi in quella meravigliosa atmosfera che precede la sera, in cui il cielo si colora, e la magia della luce incontra l’incantesimo del buio. È un’esperienza sublime, si resta come sospesi tra sogno e realtà.

Ciaspolate sui Monti Carseolan, Simbruini ed Ernici

Più a ovest, i versanti abruzzesi dei Monti Carseolani, Simbruini ed Ernici presentano rilievi dalla natura selvaggia, ricca di sorgenti, boschi e pareti rocciose. Gli Ernici, in particolare, offrono all’escursionista con le ciaspole la possibilità di risalire selvaggi valloni e aeree creste con panorami mozzafiato, degni dell’alta montagna.

Ciaspolate sui Monti Marsicani

La vasta regione dei Monti Marsicani, che include il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, oltre ad essere un magnifico habitat naturale per molte specie di animali e piante, è anche uno straordinario terreno di avventura per il ciaspolatore. È meraviglioso nella fredda stagione addentrarsi al suo interno, tra boschi, radure e altopiani trasformati dalla neve e dal gelo. A ogni svolta si scoprono angoli di sorprendente bellezza, si provano sensazioni di infinita libertà, momenti di un bianco sogno glaciale che scalda l’anima.

Ciaspolate in Majella

Quella della Majella, infine, è la catena montuosa più affascinante di tutto l’Appennino abruzzese, vuoi per la sua natura selvaggia e grandiosa, vuoi per la sua storia. Questo massiccio a differenza di altri, non ha mai diviso ma ha sempre unito, offrendo a chiunque accoglienza e protezione. Qui nel grembo della “Montagna madre”, hanno convissuto nel corso dei secoli dimensioni antropologiche e sociali diverse e distanti anni luce tra loro. Santi, eremiti, pastori e briganti, hanno condiviso per oltre un millennio l’uso di grotte e ripari naturali. Oggi questo mondo non c’è più, ma la Majella continua lo stesso a fare innamorare di sé escursionisti, amanti del canyoning, scialpinisti e ciaspolatori.
D’inverno, muoversi con le ciaspole, risalire lentamente foreste di faggi, creste e valloni diventa un’esperienza fantastica. Il panorama man mano che ci si innalza verso i pianori sommitali spazia per chilometri e chilometri sui monti, sulla costa abruzzese e sul Gargano, e su una miriade di paesi.

L’escursionismo invernale richiede impegno e allenamento, e una conoscenza approfondita dei pericoli oggettivi e dei sottili equilibri naturali che regolano l’ambiente che visitiamo.

A tutti voi auguriamo strepitose ciaspolate con la guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

itinerari ciaspolate Abruzzo

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Tutto il fascino della neve con la nuova guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

In uscita a metà novembre la nuovissima guida dedicata agli appassionati della montagna invernale: Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo di Stefano Ardito e Angelo Monti raccontate con tanta passione ed entusiasmo dai due autori.

Camminare d’inverno con le ciaspole fra le montagne abruzzesi significa immergersi in un mondo candido e ovattato, fatto di silenzi profondi e incantevoli vedute. Significa riscoprire passo dopo passo quel contatto intenso con la natura di cui l’uomo ha da sempre un innato bisogno, ma che raramente riesce ad appagare.
Le ciaspole sono un’invenzione del lontano passato, riscoperta e aggiornata in anni recenti, che sembra avere un futuro assicurato. Leggere e robuste, possono essere usate da tutti, con ogni tipo di neve. Ma questa facilità d’uso non deve indurre a imprudenze. La conoscenza del terreno di gioco e la stabilità dei pendii innevati sono fattori determinanti per muoversi in sicurezza sul terreno invernale e, come tutte le cose, si imparano con l’esperienza e il tempo.
Le motivazioni di un’escursione invernale con le ciaspole sono principalmente la ricerca di un ambiente innevato, intatto e severo in cui vivere a stretto contatto con le grandi forze della natura (il sole, il vento, le nuvole, il gelo), entrare nel silenzio della solitudine, e assaporare così una dimensione interiore più matura e completa. Mettere alla prova le proprie capacità tecniche e psicologiche, sperimentando a fondo l’avventura.

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Ma c’è soprattutto il desiderio di salire in quota, di elevarsi al di sopra della quotidianità, di spaziare con lo sguardo verso orizzonti infiniti, di sondare con gli occhi e con la mente quelle meraviglie del Creato, che è impossibile intravvedere vivendo immersi in una realtà metropolitana.
C’è in ultimo la ricerca di una felicità che derivi non dalla competizione ma dalla contemplazione. Tutto questo si può trovare fra le montagne dell’Appennino abruzzese che nei secoli hanno affascinato eremiti, pastori, studiosi della natura. E, in ultimo, escursionisti e alpinisti.
È proprio d’inverno, quando le bianche e silenziose vette emergono dalle dense nebbie adagiate sulle pianure, che si creano visioni magiche, inaspettate, ai confini dell’immaginario, spettacoli che suscitano un intenso richiamo. È il momento di mettere le ciaspole ai piedi e di addentrarsi nei boschi che brillano con luccichii di gemme sfolgoranti, andando alla scoperta dell’anima dell’Appennino.

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Testo e foto di Angelo Monti

La guida

itinerari ciaspolate Abruzzo

Parco d’Abruzzo con ciaspole

Vivi lo straordinario mondo del Parco d’Abruzzo con le ciaspole

Stefano Ardito e Angelo Monti nella nuovissima guida in arrivo il 21 novembre Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo ci descrivono dei magnifici itinerari nel Parco d’Abruzzo da svolgere con ciaspole, piccozza e ramponi per la gioia di tutti gli escursionisti.

Secondo i manuali di zoologia, l’orso d’inverno va in letargo. Chi percorre d’inverno le valli e gli altopiani del Parco d’Abruzzo, invece, sa bene che il plantigrado si risveglia ogni tanto dal sonno, e cammina lasciando sulla neve delle impronte in grado di suscitare una grande emozione in chi le scopre. Altrettanto facile è incontrare le impronte del lupo, del camoscio o del cervo che con la montagna innevata vive a poca distanza dai paesi.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è il cuore della natura protetta dell’Appennino, ed è visitato dalla primavera all’inizio dell’autunno da centinaia di migliaia di persone. D’inverno, mentre gli sciatori di pista si dedicano alle discese di Pescasseroli e Scanno, le vette e le alte valli ridiventano silenziose. Se le strade sterrate che attraversano boschi e altopiani diventano un terreno di gioco ideale per passeggiate o escursioni con le racchette da neve o gli sci da fondo, i canaloni, le creste, le vette offrono un magnifico terreno di avventura a chi preferisce la piccozza e i ramponi.

Se le carrarecce che traversano boschi e altopiani sono diventate classiche fin dai primi anni Ottanta tra gli appassionati dello sci di fondo escursionistico, gli stessi itinerari (più altri, in zone dove il bosco è più fitto) vengono oggi frequentati soprattutto con le ciaspole. Si può scegliere tra percorsi di lunghezza, impegno e caratteristiche diverse. Le impronte dell’orso e del lupo attendono.

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Un po’ di geografia

I Monti Marsicani si affacciano verso il Fucino, le valli del Sangro e del Sagittario e l’Altopiano delle Cinque Miglia in Abruzzo, sulla Valle di Comino nel Lazio e verso la Valle del Volturno in Molise, e si articolano in tre catene. La più occidentale, che è anche la più lunga, inizia a nord con il Monte Cornacchia (2003 m) e il Monte Serrone (1974 m), affacciati sulla valle del Liri. Nei pressi del rifugio di Jorio si salda a questa la dorsale del Monte Marcolano (1940 m), del Monte di Valle Caprara (1998 m) e del Monte Schiena Cavallo (1981 m). Seguono, sul confine tra Lazio e Abruzzo, il Picco la Rocca (1869 m), il Monte La Rocca (1924 m), il Monte Tranquillo (1841 m) e la Serra Traversa (1868 m).

Oltre Forca d’Acero, traversata dalla strada che unisce Sora e la Ciociaria con la Valle del Sangro, si alzano il Monte San Nicola (1900 m), la Serra Matarazzo (2007 m) e la Serra delle Gravare (1960 m), dalla quale si stacca il contrafforte della Rocca Altiera (2018 m) e del Monte Bellaveduta (2061 m), che separa la Valle Fischia dalla Val Canneto.
Oltre il Passaggio dell’Orso, traversato da un’antica mulattiera, lo spartiacque si rialza nel Balzo della Chiesa (2073 m) e nel Monte Capraro (2100 m). Più a nord è il Monte Amaro di Opi (1862 m). Oltre il valico e il rifugio di Forca Resuni sono il Monte Petroso (2249 m), il Monte Tartaro (2191 m) e la Mèta (2242 m). Tra la Valle Jannanghera e la Valle dell’Inferno si alza il Monte Jamiccio (1974 m). Presso la Mèta si incontrano Lazio, Abruzzo e Molise.

Dal Passo dei Monaci, la catena delle Mainarde segna il confine tra il Lazio e il Molise, e culmina nella Metuccia (2114 m), nel Monte a Mare (2124 m) e nelle Coste dell’Altare (2075 m). Oltre il Passo della Tagliola (1672 m) si alzano il Monte Mare (2020) e il Monte Marrone (1805 m). Un contrafforte forma il Monte Cavallo (2039 m) e il Monte Forcellone (2030 m).
La catena centrale, la più breve, segna lo spartiacque tra le valli del Sagittario, del Tasso e del Profluo verso est e quelle del Giovenco e del Sangro verso ovest. La catena culmina nel Monte Argatone (2151 m), nella Terratta (2208 m) e nel Monte Marsicano (2253 m), che è la cima più alta del Parco. Fanno corona al Marsicano il Monte Palombo (2013 m) e il Monte della Corte (2186 m).

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Scopri il Parco Nazionale d’Abruzzo con 28 divertenti itinerari di scialpinismo

28 straordinarie escursioni con le pelli al Monte Genzana, Monte Rognone, Monte Marsicano, Monte Godi, Monte Meta, Monte Cavallo: ecco solo alcune delle cime dei Monti Marsicani e del Parco Nazionale d’Abruzzo descritti da Luca Mazzoleni nella sua guida Scialpinismo in Appennino Centrale. La montagna incantata.

Queste dolci montagne, anche se di quota modesta, offrono allo scialpinista tante divertenti gite. Con fantasia ed entusiasmo è facile individuare molti itinerari, alcuni semplici e altri più impegnativi, con lunghe traversate da valle a valle e salite a cime attraenti e panoramiche.


I folti boschi che sono caratteristici della zona si lasciano spesso percorrere dallo sciatore senza intralciarne fatalmente il cammino, mentre le valli e i pendii in quota si offrono invitanti al ricamo dei suoi sci. A ciò si aggiunge il fascino del più antico dei parchi dell’Appennino Centrale, dove la natura da decenni è protetta e si ha la possibilità di incontrare animali selvatici altrove purtroppo scomparsi e attraversare ambienti naturali splendidamente intatti. Va da sé la raccomandazione di contenere al minimo ogni possibile disturbo alla preziosa fauna che si dovesse incontrare durante le gite. In determinati periodi dell’anno e in alcune zone sono in vigore limiti all’accesso degli escursionisti ai fini della salvaguardia della fauna selvatica protetta. Informazioni sul Parco presso la sede di Pescasseroli (AQ), ufficio operativo via Santa Lucia tel. 0863.912132-91131. Servizio Sorveglianza tel. 0863.9113241.

La guida

La guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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