Skip to main content

Vivi lo straordinario mondo del Parco d’Abruzzo con le ciaspole

Vivi lo straordinario mondo del Parco d’Abruzzo con le ciaspole
11 Gennaio 2016

Stefano Ardito e Angelo Monti nella nuovissima guida in arrivo il 21 novembre Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo ci descrivono dei magnifici itinerari nel Parco d’Abruzzo da svolgere con ciaspole, piccozza e ramponi per la gioia di tutti gli escursionisti.

Secondo i manuali di zoologia, l’orso d’inverno va in letargo. Chi percorre d’inverno le valli e gli altopiani del Parco d’Abruzzo, invece, sa bene che il plantigrado si risveglia ogni tanto dal sonno, e cammina lasciando sulla neve delle impronte in grado di suscitare una grande emozione in chi le scopre. Altrettanto facile è incontrare le impronte del lupo, del camoscio o del cervo che con la montagna innevata vive a poca distanza dai paesi.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è il cuore della natura protetta dell’Appennino, ed è visitato dalla primavera all’inizio dell’autunno da centinaia di migliaia di persone. D’inverno, mentre gli sciatori di pista si dedicano alle discese di Pescasseroli e Scanno, le vette e le alte valli ridiventano silenziose. Se le strade sterrate che attraversano boschi e altopiani diventano un terreno di gioco ideale per passeggiate o escursioni con le racchette da neve o gli sci da fondo, i canaloni, le creste, le vette offrono un magnifico terreno di avventura a chi preferisce la piccozza e i ramponi.

Se le carrarecce che traversano boschi e altopiani sono diventate classiche fin dai primi anni Ottanta tra gli appassionati dello sci di fondo escursionistico, gli stessi itinerari (più altri, in zone dove il bosco è più fitto) vengono oggi frequentati soprattutto con le ciaspole. Si può scegliere tra percorsi di lunghezza, impegno e caratteristiche diverse. Le impronte dell’orso e del lupo attendono.

escursione-ciaspole-parco-abruzzo-angelo-monti
Un po’ di geografia

I Monti Marsicani si affacciano verso il Fucino, le valli del Sangro e del Sagittario e l’Altopiano delle Cinque Miglia in Abruzzo, sulla Valle di Comino nel Lazio e verso la Valle del Volturno in Molise, e si articolano in tre catene. La più occidentale, che è anche la più lunga, inizia a nord con il Monte Cornacchia (2003 m) e il Monte Serrone (1974 m), affacciati sulla valle del Liri. Nei pressi del rifugio di Jorio si salda a questa la dorsale del Monte Marcolano (1940 m), del Monte di Valle Caprara (1998 m) e del Monte Schiena Cavallo (1981 m). Seguono, sul confine tra Lazio e Abruzzo, il Picco la Rocca (1869 m), il Monte La Rocca (1924 m), il Monte Tranquillo (1841 m) e la Serra Traversa (1868 m).

Oltre Forca d’Acero, traversata dalla strada che unisce Sora e la Ciociaria con la Valle del Sangro, si alzano il Monte San Nicola (1900 m), la Serra Matarazzo (2007 m) e la Serra delle Gravare (1960 m), dalla quale si stacca il contrafforte della Rocca Altiera (2018 m) e del Monte Bellaveduta (2061 m), che separa la Valle Fischia dalla Val Canneto.
Oltre il Passaggio dell’Orso, traversato da un’antica mulattiera, lo spartiacque si rialza nel Balzo della Chiesa (2073 m) e nel Monte Capraro (2100 m). Più a nord è il Monte Amaro di Opi (1862 m). Oltre il valico e il rifugio di Forca Resuni sono il Monte Petroso (2249 m), il Monte Tartaro (2191 m) e la Mèta (2242 m). Tra la Valle Jannanghera e la Valle dell’Inferno si alza il Monte Jamiccio (1974 m). Presso la Mèta si incontrano Lazio, Abruzzo e Molise.

Dal Passo dei Monaci, la catena delle Mainarde segna il confine tra il Lazio e il Molise, e culmina nella Metuccia (2114 m), nel Monte a Mare (2124 m) e nelle Coste dell’Altare (2075 m). Oltre il Passo della Tagliola (1672 m) si alzano il Monte Mare (2020) e il Monte Marrone (1805 m). Un contrafforte forma il Monte Cavallo (2039 m) e il Monte Forcellone (2030 m).
La catena centrale, la più breve, segna lo spartiacque tra le valli del Sagittario, del Tasso e del Profluo verso est e quelle del Giovenco e del Sangro verso ovest. La catena culmina nel Monte Argatone (2151 m), nella Terratta (2208 m) e nel Monte Marsicano (2253 m), che è la cima più alta del Parco. Fanno corona al Marsicano il Monte Palombo (2013 m) e il Monte della Corte (2186 m).