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Tag: Ciaspole

ciaspole sul gran sasso

Dai Prati di Tivo a Cima Alta e all’Arapietra con le ciaspole

Nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo è descritto l’itinerario che dai Prati di Tivo conduce a Cima Alta e all’Arapietra. Stefano Ardito e Angelo Monti ci invitano a scoprire questa straordinaria e facile escursione con le ciaspole sul Gran Sasso.

Il crinale dell’Arapietra, che si allunga verso nord dalla base del Corno Piccolo e separa la valle del Vomano (e quindi Pietracamela) da quella del Mavone e di Isola del Gran Sasso, in estate è uno dei luoghi più frequentati delle montagne d’Abruzzo. La cabinovia di Prati di Tivo porta ogni giorno a duemila metri di quota gli escursionisti diretti al rifugio Franchetti e al Corno Grande, e gli alpinisti che puntano alle centinaia di vie tracciate sulle pareti dei due Corni.

discesa-verso-arapietra-angelo-monti
D’inverno l’Arapietra ritrova la calma. Gli sciatori che affollano le piste dei Prati di Tivo lasciano l’impianto alla stazione intermedia, gli scialpinisti diretti al Vallone delle Cornacchie salgono dalla Madonnina verso il Passo delle Scalette. Un itinerario a volte battuto, e indicato da paline, permette di scendere ai Prati di Tivo sci ai piedi.

Itinerario

L’itinerario che consigliamo agli amanti delle ciaspole utilizza la strada (asfaltata e poi sterrata, e che non viene spazzata dalla neve) che sale dai Prati fino al Piano del Laghetto (o “il Balcone”), che si apre tra il crinale dell’Arapietra e la Cima Alta, e che offre uno straordinario panorama sul Paretone e la catena orientale del Gran Sasso. La comoda passeggiata che conduce fin qui merita di essere prolungata salendo alla panoramica Cima Alta, tornando al Piano del Laghetto, e poi salendo ancora verso una grande croce protesa sul versante di Isola e l’albergo mai completato che deturpa la zona da decenni.
Proseguendo ancora si può raggiungere la Madonnina e tornare ai Prati di Tivo in cabinovia. Il Passo delle Scalette, che dà accesso al Vallone delle Cornacchie, è un passaggio riservato ad alpinisti.

Scheda Tecnica

Mete Cima Alta 1715 m , albergo diruto dell’Arapietra 1896 m
Caratteristiche una bellissima e facile escursione di fronte a un sensazionale panorama
Difficoltà E
Quote Prati di Tivo 1450 m, Piano del Laghetto (o Balcone) 1600 m, Cima Alta 1715 m, albergo diruto dell’Arapietra 1896 m
Dislivello 560 m
Sviluppo 12 km a/r
Tempo salita 2 ore, discesa 1.45 ore; 0.30 ore a/r in più per la deviazione alla Cima Alta
Punti di appoggio Rifugio Cima Alta, 20 posti letto, tel. 379.1438416
Cartografia Carta CAI L’Aquila 1:25.000 Gran Sasso d’Italia
Segnaletica paletti e segnavia tra il Piano del Laghetto e l’Arapietra

Accesso

L’itinerario inizia dal piazzale e dagli alberghi dei Prati di Tivo (1450 m), che si raggiungono per una tortuosa strada che si stacca dalla statale 80, e tocca il suggestivo borgo di Pietracamela.

Itinerario

Dal piazzale si imbocca la strada, solitamente innevata, che sale verso est (sinistra arrivando), costeggia un parco-avventura aperto solo in estate, e si alza in una bellissima faggeta con qualche bella apertura panoramica verso il Corno Piccolo, che visto da qui è particolarmente aguzzo.
Circa a metà del suo sviluppo il tracciato si alza con due tornanti, supera un grande fontanile, e poi continua a mezza costa fino al Piano del Laghetto (o Balcone, 1600 m, 1 ora), dal quale ci si affaccia verso l’alta valle del Mavone e molte cime del Gran Sasso.
Proprio di fronte appaiono le vette più orientali del massiccio, a iniziare dal Monte Camicia. Mozzafiato il colpo d’occhio sul Corno Grande, di cui appare in tutta la sua imponenza il Paretone, sul Vallone delle Cornacchie e sul Corno Piccolo. Qui la strada, che in estate è aperta alle auto, finisce ed è sbarrata da un guard-rail.
Volte per ora le spalle all’Arapietra, si piega a sinistra (nord est) e si risale il crinale, comodo ma abbastanza ripido, che conduce verso la Cima Alta. Dopo un primo ripiano, si riprende a salire, costeggiando delle macchie di faggi, fino alla cima (1715 m, 0.30 ore a/r). Sulla cresta e sul punto più alto occorre fare attenzione ai salti rocciosi che scendono a destra, sul versante di Isola del Gran Sasso. Si riparte tornando per qualche decina di metri in direzione dei Prati, e poi riprendendo a salire in direzione dei due Corni. Si percorre un valloncello, poi si sale a sinistra a una grande croce (1683 m) che offre uno straordinario panorama.
Si continua traversando un pianoro, superando un breve tratto più ripido, e poi salendo a destra (ovest) del crinale, tra grandi massi, su un percorso indicato da segnavia e da paline, e spesso da tracce di sci. Dove la cresta rimpiana si raggiunge l’albergo diruto (1896 m, 0.45 ore), che sorge al margine di un suggestivo pianoro innevato. La zona è un altro meraviglioso belvedere. Chi vuole proseguire dall’albergo fino all’arrivo della cabinovia ha bisogno di altre 0.45 ore a/r. La discesa dall’albergo mai completato richiede 0.30 ore fino al Piano del Laghetto, e 1 ora da questo ai Prati di Tivo.

La guida

itinerari ciaspolate Abruzzo

 

In montagna con le ciaspole: abbigliamento, attrezzatura e sicurezza

Stefano Ardito e Angelo Monti offrono validi suggerimenti nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo su come vestirci, cosa portare nello zaino e, soprattutto, cosa bisogna sapere sulla sicurezza: leggete con attenzione.

Abbigliamento e attrezzatura

L’abbigliamento e l’equipaggiamento dell’escursionista invernale devono essere scelti con cura. Occorre indossare dei pantaloni impermeabili, una maglia e una calzamaglia termiche, un pile e una giacca a vento preferibilmente in gore-tex, non imbottita. Consigliabili anche le ghette, soprattutto se si affronta un percorso dove c’è molta neve fresca oppure se nevica durante la gita.
Non devono mai mancare nello zaino gli occhiali da sole, un berretto e i guanti, meglio se affiancati da ricambi. Crema solare, carta topografica, bussola (e/o GPS), borraccia e viveri in grado di fornire rapidamente energia completano l’attrezzatura. Utili anche un pronto soccorso e un telo “spaziale” da bivacco.

abbigliamento-attrezzatura-ciaspole
Ai piedi occorre avere delle buone scarpe da trekking con tomaia impermeabile (ottime ma care quelle in gore-tex, vanno bene anche delle buone scarpe in pelle). Gli scarponi pesanti da alpinismo bloccano troppo la caviglia. In Europa si utilizzano normalmente ciaspole con forma allungata e “coda” di dimensioni ridotte. Lo scarpone viene fissato a una superficie mobile, che permette di assecondare l’inclinazione del pendio. Sulla punta del piede è un ramponcino in metallo. In mano, per equilibrarsi e appoggiarsi, occorrono dei bastoncini da sci, meglio se telescopici. Nell’Appennino, dove si passa in pochi metri dalla neve cedevole al ghiaccio vivo, gli escursionisti con le ciaspole che hanno in mente qualcosa di più di una passeggiata nel bosco devono avere con sé un paio di ramponi leggeri. Nelle situazioni in cui uno scivolone può avere conseguenze serie, i bastoncini devono essere sostituiti dalla piccozza.

ramponi

L’attrezzatura per la sicurezza in montagna

L’ARVA (o ARTVA), una ricetrasmittente di segnale che consente di ritrovare una persona travolta da una valanga, viene sempre utilizzato dagli scialpinisti, mentre gli alpinisti o gli escursionisti con le ciaspole spesso ne ignorano l’esistenza. Le statistiche del Soccorso Alpino dimostrano che fare a meno dell’ARVA è un errore potenzialmente fatale, e che la maggioranza dei travolti da valanga che vengono recuperati vivi (la possibilità di sopravvivere diminuisce rapidamente dopo 15 minuti) viene estratta dai compagni di gita grazie all’ARVA.
È fondamentale esercitarsi in precedenza a effettuare un recupero, e controllare sempre che l’apparecchio sia in perfetta efficienza. Una sonda da valanga e una pala smontabile servono a trovare e a riportare alla luce al più presto i travolti.
Per avere maggiori informazioni sull’ARVA leggi l’articolo >> Escursioni sulla neve in sicurezza con l’ARVA

In caso di guai

In caso di incidente occorre mantenere la calma, e allertare il Soccorso chiamando il 118 o un altro numero di emergenza (112, 113, 115), o rivolgendosi direttamente al CNSAS Abruzzo (800.258239, una squadra e un elicottero sono sempre pronti all’aeroporto di Preturo). Operano anche le strutture di soccorso della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato. Se il telefonino non ha campo qualcuno deve raggiungere rapidamente un luogo da dove è possibile chiamare, lasciando al ferito abbigliamento e cibo di riserva. All’arrivo dell’elicottero, due braccia alzate significano “abbiamo bisogno di aiuto, atterrate”, un braccio alzato significa “va tutto bene, non atterrate”. Se si può scegliere dove far recuperare il ferito occorre trovare un luogo pianeggiante di almeno 30×30 metri, senza ostacoli intorno. Prima dell’atterraggio vanno rimossi gli oggetti che possono essere risucchiati nelle turbine. Quando l’elicottero è a terra può avvicinarsi solo una persona, da davanti (attenzione alle pale!) e su segnale del pilota.

Crediti foto: Maurizio Anselmi (foto in alto), Stefano Ardito (foto al centro e in basso).

La guida

Ora che sappiamo come preparaci per le nostre escursioni, ecco la guida con i migliori itinerari da esplorare con le ciaspole in Abruzzo. Buona lettura!

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Ovindoli Mountain Festival Winter Edition 2017, anche Iter Edizioni c’è!

Dal 10 al 12 febbraio 2017 riparte l’Ovindoli Mountain Festival Winter Edition, la tre giorni dedicata agli appassionati della montagna invernale, nello splendido scenario del Parco Velino Sirente. Per l’occasione, Stefano Ardito e Angelo Monti presentano la nuova guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo sabato 21 gennaio presso il PalaMagnola. In più, l’immancabile appuntamento con Luca Mazzoleni e il suo Raduno Scialpinistico. Vi aspettiamo!

Anche Iter Edizioni all’Ovindoli Mountain Festival Winter Edition 2017! Sabato 11 febbraio alle 17,30 saremo presso il PalaMagnola con Angelo Monti per presentarvi la nuovissima guida con 50 itinerari per scoprire i magici scenari dell’Appennino abruzzese con le ciaspole ai piedi. Una straordinaria proiezione vi condurrà in luoghi ricchi di fascino. Tutte le date delle presentazioni le trovate qui.
Inoltre, sabato 11 e domenica 12 febbraio Luca Mazzoleni per il Raduno Scialpinistico del Cai Pietracamela proporrà alcune delle gite inserite nella sua guida Scialpinismo in Appennino Centrale. La montagna incantata. Difficoltà: MSA/BSA, solo per esperti. Coordinatori: Matteo Mazzali – Luca Mazzoleni 333 2324474.

La manifestazione si svolge nel cuore delle montagne dell’Appennino abruzzese, ad Ovindoli (AQ) in cui da alcuni anni è emersa spontanea la pratica simultanea di diverse discipline sportive invernali di montagna. Per farci venire l’acquolina alla gola, il 7 e 8 Gennaio 2017 ci aspetta l’Anteprima Festival con Sleddog, Dogactivity, Fatbike e Sci di Fondo sulla Piana di Campo Felice.

Ecco tutte le gare e le attività outdoor che potrete praticare nel weekend del 20-22 gennaio con il coinvolgimento di professionisti ed esperti di settore:

  • Alpinismo
  • Sci Alpinismo
  • Telemark
  • Yoga e Meditazione Montagna
  • Escursioni con le Ciaspole
  • Sci di Fondo
  • Sci e Snowboard Freestyle
  • Kinderheim sulla neve
  • Campo Artva: tecnologia e tecniche di ricerca del travolto in valanga
  • Sleddog A.S.D. ANTARTICA
  • Snowkite
  • Volo Libero
  • Skiballet
  • Fatbike
  • SnowScoot
  • Laboratorio Fotografia sulla Neve
  • Attività Animazione per Famiglie: esperienze Ludico Ricreative nel bosco
  • Dogactivity
  • Sopravvivenza

Nell’area del piazzale di partenza dell’arroccamento principale della Stazione di Sci sarà nuovamente allestito il Villaggio OMF con Infodesk e Accrediti OMF, le Attività, Budget e Radio Globo, area Lounge Streetfood and Rum and Cigars.
Nel cuore del paese di Ovindoli sarà allestita la mostra fotografica che ricostruisce gli inizi dell’avventura di Ovindoli come località di sport di montagna invernali ed estivi a partire dagli anni ’20 fino agli anni ’40… percorso di ricostruzione della memoria che sarà proseguito durante l’inverno con il preziosissimo contributo degli anziani di Ovindoli.
Saranno riproposte le avvincenti e avventurose attività di Alpinismo, Skialp e Ciaspole, proposte ed organizzate dalle Guide Alpine e Accompagnatori di Media Montagna d’Abruzzo operanti sul territorio. Si potranno ammirare anche i voli acrobatici degli amanti del volo libero in parapendio e il free-style sempre più di moda dello snow-kite sui lucenti altopiani del Parco Regionale Sirente-Velino.
Diverse Sezioni CAI Abruzzo, Lazio e Marche parteciperanno con alcune proposte per i loro soci con gite di scialpinismo e ciaspole.
Il CNSAS Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, il SAGF Soccorso Alpino Guardia di Finanza, il Soccorso Alpino Corpo Forestale e il Soccorso Plotone Alpieri del IX Reggimento saranno presenti per illustrare esercitazioni sulla sicurezza e il soccorso in montagna.

Per il programma aggiornato e dettagliato vai su www.ovindolimf.it

Info e prenotazioni 338.79 78 841- ovindolimf@gmail.com

ciaspolata sul Monte Ocre, foto Angelo Monti

Gli itinerari più belli con le ciaspole sul Velino e sui monti di Campo Felice

Nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo Stefano Ardito e Angelo Monti descrivono percorsi emozionanti sul massiccio del Velino e sui Monti di Campo Felice. Iniziamo a conoscere questi luoghi prima di mettere le ciaspole ai piedi e avventurarci sulle cime innevate!

Come raggiungere il Parco
In auto: A24 Roma-L’Aquila Teramo (caselli di Valle del Salto, Tornimparte, L’Aquila ovest e L’Aquila est), A25 Roma-Pescara (caselli di Magliano de’ Marsi, Avezzano, Celano-Aielli, Pescina e Sulmona-Pratola Peligna), strade statali 5.
In treno: linee ferroviarie Roma-Avezzano-Pescara e L’Aquila-Sulmona.
In bus: i mezzi dell’ARPA collegano i centri del versante abruzzese con L’Aquila, Avezzano e Sulmona, i bus COTRAL servono Corvaro e gli altri centri del versante laziale.

rifugio-sebastiani

I rifugi
Solo una parte dei rifugi del Velino può essere utilizzata d’inverno. Il confortevole rifugio Vincenzo Sebastiani (2102 m), ai piedi del Costone, è una tradizionale meta di gite a piedi sugli sci o con le ciaspole. Della sezione di Roma del CAI, ha 13 posti letto, ed è gestito da Eleonora Saggioro e dalla cooperativa Equorifugio (339.1079741, 368.279463, www.rifugiovincenzosebastiani.it). Spesso è aperto nei weekend invernali. Si raggiunge da Campo Felice, dal Piano di Pezza o da Cartore.
La Capanna di Sevice (2119 m) si raggiunge da Rosciolo. Costruita negli anni Ottanta tra i monti Rozza e Sevice, appartiene al Gruppo Escursionisti Velino (380.5431004, www.montevelinogev.it) di Magliano de’ Marsi, ha 10 posti, ed è saltuariamente gestita in estate. D’inverno si possono chiedere le chiavi al GEV, un locale è sempre aperto.
Il rifugio Casale da Monte (1150 m), ai piedi del Cafornia, è stato inaugurato nel 2007 e può ospitare 20 persone. La nuova gestione è affidata a Fabrizio Franceschini, la guida alpina Pierluigi Taccone e il dott. Gianfranco Gallese, tutti della A.S. La Pineta. Chi vi passa la notte può affrontare gli itinerari del Velino e del Cafornia partendo presto. I recapiti sono 345.1626570. Accesso da Forme.
Il rifugio di Fonte Tavoloni (1390 m), della sezione di Avezzano del CAI (333.5720691, www.caiavezzano.it), sorge dal 1980 sul versante meridionale della Magnola, presso la strada dalla Fonte Capo la Maina a Ovindoli. Ha 8 posti letto, c’è un piccolo locale sempre aperto. Accesso dalla Fonte Capo la Maina.
Il grande rifugio Telespazio (1979 m) del CAI di Avezzano (333.5720691) sorge a poca distanza dalle piste da sci della Magnola. Ha 20 posti letto, l’accesso più breve è da Fonte Capo la Maina.
Sul Vado di Pezza (1468 m), affacciato sull’omonimo Piano e i suoi anelli da fondo, è situato l’accogliente rifugio del Lupo (334.7215552, 338.7121867) che offre solo servizio di ristorazione. Accesso in auto da Rocca di Mezzo o da Rovere.
I Casali di Cartore (944 m) possono servire tutto l’anno come basi per itinerari verso il Lago della Duchessa o la Valle di Teve. Informazioni alla Comunità Montana Salto-Cicolano 0746.558191, www.saltocicolano.it. Offrono un’ospitalità estremamente spartana i rifugi delle Caparnie (1700 m), il rifugio di Cerasolo (1460 m), il rifugio di Prato San Rocco (1490 m), il rifugio di Campitello (1720 m) e altre strutture analoghe.

Un po’ di geografia
Equidistante tra l’Adriatico e il Tirreno, il Velino si alza nel cuore dell’Abruzzo. A settentrione si affaccia sulla conca aquilana, a oriente scende verso l’Altopiano delle Rocche e il Sirente, verso sud cala in direzione del Fucino.

I Monti della Duchessa, sul confine tra Abruzzo e Lazio, iniziano a nord con il Monte Rotondo (1993 m), il Monte Cava (2000 m) e il Monte San Rocco (1880 m), sotto al quale passa in galleria la A24 Roma-L’Aquila-Teramo. Oltre il Valico del Cerasolo si alzano il Monte Puzzillo (2174 m), il Monte Cornacchia (2010 m) e il Monte Orsello (2043 m).
Oltre Lucoli e Casamaina, il massiccio del Monte d’Ocre (2204 m), del Monte Cefalone (2142 m) e del Monte Cagno (2153 m) scende a Forca Miccia, che mette in comunicazione l’Altopiano delle Rocche con Campo Felice. Più a nord, delle elevazioni più dolci – tra queste il Monte le Quartora (1783 m) – digradano verso L’Aquila.
I Monti della Duchessa dominano la Valle del Salto e Corvaro con il Monte Morrone (2141 m) e il Monte Ginepro (1984 m).

A sud, oltre il Lago della Duchessa, si affaccia sulla Valle di Teve la parete Sud del Murolungo (2184 m). Il crinale del Costone (2239 e 2271 m) del Colle dell’Orso (2202 m) e della Punta Trento (2243 m) salda i Monti della Duchessa al Velino. Dal Costone orientale si stacca la dorsale che scende al Colletto di Pezza (2072 m), prosegue con la Cimata di Puzzillo (2140 m), la Cimata di Pezza (2132 m) e il Monte Rotondo (2060 m) e separa Campo Felice dai Piani di Pezza.
A sud del Colle del Bicchero e dell’omonima cima (2161 m) sono il Monte Cafornia (2405 m) e il Pizzo Cafornia (2424 m), al quale segue il Velino (2486 m). A ovest di questa, il Costognillo (2339 m) e il Monte Sèvice (2355 m) precedono il Monte Rozzo (o Rozza, 2064 m), oltre il quale la cresta si abbassa sui colli di Cartore e sul Passo le Forche.

Il massiccio della Magnola, il più orientale del gruppo, ospita le piste da sci di Ovindoli, ed è separato dal Velino e dalle vette vicine dalla Valle Majelama e dalla Valle del Bicchero. A saldare la Magnola alle vette più alte è il crinale che, oltre la Punta Trento, forma la Punta Trieste (2230 m), il Capo di Pezza (2177 m) e il Costone della Cerasa (2182 m). In corrispondenza della vetta più elevata della Magnola (2220 m) si salda allo spartiacque principale la dorsale della Sentinella (2178 m).

Ed ora, buone ciaspolate!

La guida

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Save the date: Presentazioni della guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

Siamo lieti di invitarvi alle presentazioni della nuovissima guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo di Stefano Ardito e Angelo Monti!

È proprio d’inverno, quando le bianche e silenziose vette emergono dalle dense nebbie adagiate sulle pianure, che si creano visioni magiche, inaspettate, ai confini dell’immaginario, spettacoli che suscitano un intenso richiamo. È il momento di mettere le ciaspole ai piedi e di addentrarsi nei boschi che brillano con luccichii di gemme sfolgoranti, andando alla scoperta dell’anima dell’Appennino.

“Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo” vi guiderà alla scoperta di meravigliosi itinerari nell’Appenino Centrale, dal Gran Sasso alla Majella, passando per i Monti della Laga, il Velino, il Sirente e le giogaie del Parco d’Abruzzo, tra vette, valli, altopiani e faggete: emozioni straordinarie assicurate a tutti gli escursionisti tra i crinali innevati.

Ecco le date:

  • il primo appuntamento sarà a Roma, Mercoledì 14 Dicembre: a partire dalle ore 20.00 gli autori Stefano Ardito e Angelo Monti presenteranno il libro presso lo store Alta Quota, in Via Girolamo Benzoni 37, e saranno lieti di rispondere alle vostre domande e curiosità.
  • un secondo appuntamento sarà giovedì 29 dicembre nella Chiesa Sant’Andrea di Pretoro (Chieti) alle ore 21 nell’ambito della manifestazione Salotto Culturale
  • iniziamo il nuovo anno con la serata curata dalla Scuola di Escursionismo “S. Pietrostefani” della Sezione del Cai de L’Aquila prevista per sabato 14 gennaio 2017 alle ore 18 presso la sala conferenze del Gran Sasso Science Institute in viale Francesco Crispi, 7. Per una corretta fruizione dell’ambiente innevato, nel corso della serata la Scuola di Escursionismo darà informazioni utili su come programmare una escursione sulla neve in sicurezza.
  • venerdì 27 gennaio alle ore 19,30 torniamo a Roma e saremo ospiti presso la sezione del CAI di Roma in via Galvani.
  • un altro appuntamento romano lo terremo giovedì 2 febbraio alle ore 19,30 presso lo store RRTrek in via Ardea 3
  • chiuderemo il ciclo sabato 11 febbraio 2017 alle ore 17,30 saremo ad Ovindoli. La presentazione del volume è all’interno della manifestazione OVINDOLI WINTER FESTIVAL e si terrà presso il Centro Conferenze del PalaMagnola ai piedi della Stazione di Sci Monte Magnola Impianti.

Vi aspettiamo, non mancate!

Finalmente disponibile la guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

Preparatevi a un inverno da favola! Da oggi disponibile sul web, e a breve anche in libreria e in edicola, la nuovissima guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo di Stefano Ardito e Angelo Monti. Gli autorio ce la presentano così

L’escursionismo con le ciaspole è da qualche anno un’attività invernale sempre più praticata, e si pone in alcuni casi come alternativa allo sci di pista, più costoso e meno immerso nella natura. Si è diffuso anche grazie alla continua evoluzione della qualità tecnica delle ciaspole, che permettono oggi di essere usate facilmente, e di progredire là dove qualche anno fa era impensabile.

Ciaspole, più che racchette da neve. Il primo termine, infatti, anche se letterariamente meno ricercato, è diventato più colloquiale e usato. L’etimo è probabilmente di origine ladina e deriva da “ciaspe”, le racchette tradizionali usate dai valligiani della Val di Non, in Trentino, che assomigliavano a dei cesti.

Anche oggi, nonostante siano meno poetiche di quelle di una volta, le ciaspole moderne permettono comunque un forte contatto con la natura. Quando ci si sposta con le ciaspole, infatti, ci si lascia dietro una lunga traccia bianca, forse meno elegante e aggraziata di quella lasciata dagli sci, ma sicuramente più solitaria, perché non è il piacere di una discesa che si ricerca ma un’immersione profonda con la natura. Camminando con le ciaspole nella neve fonda che tutto copre e sommerge, ci si sente distanti da ogni cosa, isolati e dimenticati all’interno di un mondo primordiale.

monte-rotella-escursione-ciaspole-angelo-monti
L’Appennino abruzzese in particolare, complice la sua varietà di ambienti e paesaggi, offre con le ciaspole innumerevoli itinerari. Molti di questi, nella loro semplicità, consentono anche dopo abbondanti nevicate di ammirare e godere in tutta sicurezza degli splendidi scenari di queste montagne. Altri permettono di effettuare degli anelli, o delle lunghe traversate con dislivelli rilevanti.

Percorsi impegnativi possono svilupparsi in aree isolate al di sopra dei 2000 metri. Necessitano, però, oltre che di un’adeguata preparazione fisica, anche di una buona esperienza tecnica, ovvero della capacità di sapersi orientare e di saper valutare la consistenza del manto nevoso quando le circostanze lo impongono, e soprattutto richiedono l’uso corretto di piccozza e ramponi.

Quando invece l’inverno si manifesta intensamente e il bollettino delle valanghe lo sconsiglia, è fondamentale saper rinunciare a salire in quota. Freddo e neve possono in poco tempo trasfigurare l’Appennino abruzzese in modo inimmaginabile, trasformando case, alberi e rocce in effimere e affascinanti architetture di ghiaccio, mutando completamente il paesaggio che si è conosciuto in estate o in autunno.

Gli itinerari da noi proposti invitano ad esplorare con le ciaspole ai piedi questo mondo incantato, scoprendo in silenzio e con riverente rispetto le dimensioni fiabesche dei suoi ambienti invernali, solenni e misteriosi. È questo che auguriamo a tutti coloro che si metteranno in cammino, con la consapevolezza delle proprie possibilità e l’entusiasmo di chi vede per la prima volta simili spettacoli o di chi riesce ancora a sorprendersi.

Stefano Ardito e Angelo Monti

In Majella con le ciaspole: il bellissimo itinerario sul Monte Rotella

Ecco uno degli itinerari più belli per gli appassionati delle ciaspole. Nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo non poteva mancare la traversata del Monte Rotella, una escursione in ambiente solitario, con un breve tratto ripido. Gli autori Stefano Ardito e Angelo Monti descrivono questa magnifica escursione invernale.

La dorsale del Monte Rotella è la catena più meridionale del Parco Nazionale della Majella. È composta da una cresta montuosa molto lunga, che origina dalla piana di Sulmona e termina con il Monte Calvario che si affaccia su Rivisondoli.
D’inverno si è soliti percorrere, specialmente con gli sci, il tratto che dalla base degli impianti di Pescocostanzo conduce alla cima del Monte Rotella per poi ridiscendere con una bella sciata direttamente sul paese di Rocca Pia.

ciaspole-monte-rotella-angelo-monti

In questa guida proponiamo un percorso con le ciaspole più lungo, che dal Monte Rotella prosegue oltre fino all’innesto con il sentiero T4, sulla Pietra Maggiore. Sono quasi nove chilometri di magnifica cresta, seguiti in ultimo da una bellissima discesa verso il Bosco di Sant’Antonio, dove è bene aver lasciato preventivamente un’auto per rientrare al punto di partenza dell’escursione. L’itinerario descritto è tra i più panoramici dell’intero Appennino.

D’inverno su questa cresta, con i monti e le valli d’intorno completamente innevati, si respira un’atmosfera affascinante fatta di bianchi silenzi e di magiche vedute. In particolare l’occhio viene subito catturato dalla catena della Majella con i maestosi versanti occidentali del Monte Porrara e del Monte Amaro carichi di neve. Superata la cima del Monte Rotella, anche il Morrone appare in tutto il suo splendore.  Così pure i massicci del Monte Greco e del Monte Genzana verso est, con le loro faggete interrotte da radure innevate che evocano un senso di armonia e tranquillità.

La discesa verso il Bosco di Sant’Antonio avviene sul versante settentrionale della Pietra Maggiore, dove la neve si deposita abbondante. È un angolo remoto e silenzioso, frequentato dagli animali simbolo dell’Appennino, il lupo e l’orso marsicano.

La guida

Trovi la descrizione dettagliata dell’itinerario, la mappa del percorso e la scheda tecnica nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo:

itinerari ciaspolate Abruzzo

 

Ciaspolata al Ceppo del'Orso, foto Maurizio Anselmi

Scialpinismo, ciaspole, alpinismo invernale: le guide per scoprire la montagna d’inverno

L’inverno è arrivato, e con lui finalmente anche la neve! Se ami la montagna e pratichi sport invernali, ti consigliamo le guide Scialpinismo in Appennino Centrale. La Montagna incantata di Luca Mazzoleni e Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo di Stefano Ardito e Angelo Monti.

Bellissime guide con itinerari di scialpinismo, da fare con le ciaspole o con piccozza e ramponi sui massicci dei Monti Sibillini, sul Gran Sasso, sulla Laga, sul Terminillo, sul Velino-Sirente, sul Parco d’Abruzzo, sulla Majella, sui Simbruini ed Ernici. Insomma, tantissime proposte per gite divertenti e adatte a tutti i livelli!
Se sei alle prime armi, ti consigliamo di leggere attentamente i consigli di Stefano Ardito che riportiamo di seguito.

Per non andare da soli
Le ciaspole vanno di moda, e sulle montagne d’Abruzzo, ogni inverno, cresce il numero delle agenzie e delle associazioni che propongono escursioni guidate sulla neve. Per chi si avvicina alla montagna invernale non è facile distinguere tra le strutture più affidabili e quelle che lo sono un po’ meno. Ci si può iscrivere con fiducia alle camminate organizzate dalle sezioni abruzzesi (www.caiabruzzo.it), laziali (www.cailazio.it) e marchigiane (www.caimarche.it) del CAI, molte delle quali promuovono corsi di escursionismo in ambiente innevato. Sono affidabili anche i gruppi trekking aderenti a Federtrek (www.fedetrek.org). Prima di partecipare a uscite invernali promosse da pro-loco, alberghi e altro è buona norma informarsi sulla presenza o meno di guide alpine o di accompagnatori titolati. Un ottimo modo per avvicinarsi alla montagna invernale è iscriversi ad attività organizzate da agenzie e cooperative nelle quali operano i professionisti della montagna abruzzesi iscritti al Collegio Regionale Guide Alpine Abruzzo. L’elenco dei singoli professionisti è sul sito www.guidealpineabruzzo.it. L’elenco delle agenzie, suddiviso per zone e aggiornato all’uscita della guida, è il seguente:
Gran Sasso • Abruzzo Mountains Guide (Fonte Cerreto, 340.7238062, agostino.cittadini@gmail.com); Compagnia delle Guide (Teramo, 340.7616496, info@compagniadelleguide. it); Gran Sasso Laga Trek (Teramo, 347.3717423, massimo.fraticelli@gransassolagatrek.it); Mountain Evolution (Assergi, 347.7661126, mountainevolution@gmail.com).
Velino-Sirente • Abruzzo Mountains Wild (Rocca di Mezzo, 388.8368340, segreteria@abruzzomountainswild.com); Cooperativa Sherpa (Avezzano, 0863.1940278, info@sherpa. abruzzo.it).
Parco d’Abruzzo • Ecotur (Pescasseroli, 0863.912760, informazioni@ecotur.org); I Camosci (Villetta Barrea, 338.4321925, info@escursionismoicamosci.org); La Libellula (Civitella Alfedena, 335.8053489, escursioni@ labetullaonline.com); Wildlife Adventures (Pescasseroli, 0863.1856566, info@wildlifeadventures.it).
Majella • Il Grande Faggio (Pretoro, 0871.898143, info@ ilgrandefaggio.it); Maja Ambiente (Caramanico Terme, 085.922343, info@majambiente.it); Majella Trekkers (Pretoro, 348.629937, majellatrekkers@gmail.com); Majella Trekking (Campo di Giove, 392.6124666, w.santoleri @gmail. com); Masseria Cerasella (Pescocostanzo, 320.7515320, rinaldoledonne@gmail.com); Montabruzzo (Roccamorice, 340.6650939, guidagiampiero@yahoo.it).
Operano in Abruzzo anche le guide alpine delle Marche e del resto d’Italia. La Regione Lazio non ha mai regolamentato le professioni di montagna, creando una situazione pericolosa.

Monti-Sibillini-escursionismo-invernale

Rispettarsi a vicenda
Anche se spesso percorrono gli stessi itinerari, almeno per una parte della giornata, gli escursionisti e alpinisti con piccozza e ramponi, gli escursionisti con le racchette da neve e quelli con gli sci da fondo non si conoscono tra di loro. Per questo motivo, a volte, compiono delle azioni che disturbano inutilmente gli altri.
La più grave, purtroppo diffusissima, consiste nel pestare e rompere con le racchette da neve o gli scarponi i “binari” faticosamente aperti dai fondisti, e che – se lasciati intatti – renderebbero scorrevole, divertente e non faticoso il ritorno. Per chi si muove con le ciaspole, tranne che in presenza di un metro di neve fresca, camminare all’esterno dei binari non causa una fatica particolare. Lo stesso rispetto, specie sui pendii più ripidi, è dovuto alle tracce incise nella neve dagli scialpinisti, e che permettono a chi segue di salire comodamente e in sicurezza.