Le zecche. Cinque cose che dovete assolutamente sapere

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Le zecche sono diffuse su tutto il territorio italiano. La loro resistenza a condizioni ambientali sfavorevoli fa sì che esse possano svilupparsi e sopravvivere anche in habitat situati a quote relativamente elevate (fino a 1800 metri, in genere). Con l’arrivo della primavera aumentano le occasioni di potenziale esposizione agli attacchi di questo parassita, che proprio nel periodo compreso fra marzo ad ottobre è alla ricerca di prede. Ci pare dunque utile condividere con voi cinque consigli su come evitare di essere attaccati e su quali procedure seguire se si è già stati attaccati.

  • Indossate abiti di colore chiaro (ma non troppo sgargiante), ed evitate i profumi. Chiudete il fondo dei pantaloni (lunghi) infilandolo nei calzettoni e non sedetevi mai direttamente sull’erba senza mettere un telo, soprattutto se in zone poco battute
  • Se venite attaccati, prima si leva la zecca e minore sarà il rischio di contrarre un’infezione: per questo, al ritorno da ogni escursione, non bisogna dimenticare di effettuare un’attenta ispezione del proprio corpo. Ascelle, inguine, parte interna del ginocchio, collo, ombelico sono le zone più appetibili per le zecche
  • Il miglior sistema di estrazione della zecca è quello meccanico, che riduce sensibilmente il rischio di rigurgito di sangue infetto. La zecca può essere sfilata con delle pinzette. In mancanza dello strumento apposito, anche quelle da depilazione vanno bene, soprattutto per le zecche più piccole e dure.
  • Stringete il più vicino possibile alla pelle, girando le pinze in senso antiorario e facendo attenzione a non schiacciare la zecca
  • Segnate sul calendario la data precisa del morso: se entro 40 giorni non compaiono eritemi o altri sintomi sospetti, siete al sicuro. Ma è sempre consigliato sottoporsi ad un controllo medico di routine.