Dalla Marmolada al Passo San Pellegrino

Se è vero che il fronte della Marmolada fu molto statico, numerosi scontri di pattuglie e vere e proprie battaglie si svolsero sulle vette rocciose che la circondano. Gli eserciti combatterono aspramente sul Passo d’Ombretta, ai piedi della parete Sud della Marmolada, e sul Col Ombert che era presidiato dai Kaiserjäger. Gli Alpini occuparono i torrioni vulcanici della Mesola. Di seguito alcune idee per itinerari di estremo interesse alla riscoperta di questa parte fondamentale della nostra storia, tratte dal volume di Stefano Ardito La Grande Guerra, Guida ai luoghi del 1915-1918.

Marmolada

Musei, rifugi, sentieri, vie ferrate. Gli impianti di risalita consentono di scoprire comodamente i musei e i panorami della Marmolada e dei suoi immediati dintorni. La funivia che sale da Malga Ciapela alla Marmolada di Rocca, dalla quale si raggiungono le piste da sci del ghiacciaio, ospita nella stazione di Punta Seràuta il Museo della Grande Guerra in Marmolada, dove i ritratti di Vittorio Emanuele III e di Francesco Giuseppe vigilano su armi, mappe, documenti e oggetti di vita quotidiana. Lasciato l’impianto un sentiero ghiaioso che sale a Punta Seràuta si trasforma ben presto in una via ferrata che tocca delle caverne di guerra restaurate. Si raggiunge più comodamente il Museo della Grande Guerra 1914-18 di Passo Fedaia. La vicina cabinovia porta al Pian dei Fiacconi e ai suoi rifugi, ma può essere utilizzata anche per raggiungere la via normale della Punta Penìa o la ferrata della Cresta Ovest della Marmolada, realizzata a scopi pacifici nel 1903 e poi utilizzata anche in guerra.

Marmolada, Museo Grande Guerra

Lontano dalla Marmolada. L’impressionante ferrata delle Trincee, zigzagante tra i bizzarri pinnacoli di roccia vulcanica della Mesola, si raggiunge con gli impianti da Arabba, o a piedi dalla strada del Fedaia.

Offre un percorso facile ma di grandissima suggestione anche la ferrata Bepi Zac alla Cresta di Costabella, che si raggiunge dal Passo San Pellegrino a piedi o utilizzando la seggiovia Paradiso. In un tunnel, prima della discesa, è allestita la notevole mostra fotografica “Guerra alla guerra”, con immagini di feriti e mutilati, opera del tedesco Ernst Friedrich, che la espose per la prima volta a Berlino nel 1924.

V. Fassa ES 0079

In Valle di Fassa. Armi, divise e altri oggetti si possono osservare nella raccolta “Sul fronte dei ricordi” di Someda, una frazione di Moena, inclusa nel “museo sul territorio” del Museo Ladino di Fassa. Suggestiva la visita al cimitero austro-ungarico di Santa Giuliana, oggi affiancato da un monumento che ricorda i soldati fassani caduti in Galizia. Sul versante veneto del Passo Pordoi una strada asfaltata ai piedi delle pareti di dolomia del Sella porta al Sacrario Germanico, dove riposano 454 soldati tedeschi e 8128 austro-ungarici caduti nella Grande Guerra. Sulle terrazze esterne sono sepolti 842 militari della Wehrmacht morti nella Seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia uno degli itinerari “classici” legati alla Grande Guerra è senza dubbio quello che conduce da Alba al rifugio Contrin. Inaugurato nel 1897 dalla Società Alpinisti di Norimberga, nel 1921 viene ceduto all’Associazione Nazionale Alpini, presieduta da Arturo Andreoletti. Sei anni prima, come ufficiale dell’artiglieria da montagna, era stato lo stesso Andreoletti a causare la distruzione dell’edificio! Dal 1985 il rifugio ricorda Franco Bertagnolli, presidente dell’ANA dal 1972 al 1981. Dall’alto, la Punta Penia, la più alta della Marmolada, e le Cime d’Ombretta, sorvegliano il rifugio.