Le prime tappe dell’Alta Via delle Marche: Sasso Simone, Simoncello e Montefeltro

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Dove inizia l’Alta Via delle Marche? I territori del Sasso Simone, Simoncello e il Montefeltro sono i luoghi attraversati dalle prime quattro tappe del trekking. Il testo è tratto dalla guida A piedi sull’Alta Via delle Marche a cura di Nicola Pezzotta e Luca Marcantonelli.

Sasso Simone, Simoncello e Montefeltro: la storia

Al confine tra l’Emilia Romagna, le Marche e la Toscana, la Massa Trabaria e il Montefeltro sono i territori da cui inizia il viaggio dell’Alta Via in direzione sud. La prima deve il nome all’insieme di possedimenti (“massa”) legati alla lavorazione del legname utilizzato soprattutto nell’edificazione di chiese e palazzi romani. Il Montefeltro indica invece un’ampia area, appartenuta all’antica signoria da cui prende il nome, che comprende località marchigiane, romagnole e della Repubblica di San Marino.

Il paesaggio del Montefeltro, che ha ispirato Piero della Francesca ed altri grandi artisti del Rinascimento, è caratterizzato da una serie di colline, spesso argillose, da cui, a causa di una complessa genesi geologica, emergono di colpo i due imponenti blocchi di roccia calcarea del Sasso Simone (1206 m) e del Simoncello (1220 m) e i crinali di Monte Carpegna (1415 m), ai cui margini si estendono zone di calanchi franosi. Sulla sommità del Sasso Simone si trovano i ruderi della fortezza della Città del Sole, voluta da Cosimo de’ Medici nel XVI secolo e costruita sui resti di antichi insediamenti benedettini abbandonati.

I borghi

Il borgo di Castello della Pieve, che s’incontra nella seconda giornata di cammino, nacque come struttura fortificata per il controllo del territorio. Oggi è stato recuperato per divenire un albergo diffuso affacciato sulla Valle del Metauro.
Anche Mercatello sul Metauro offre una sosta interessante. Oltre al bel ponte romanico, presenta la Chiesa e il Museo di San Francesco che conserva un medaglione in marmo che ritrae Federico da Montefeltro. Inoltre è visibile un antico serbatoio (neviera), costruito per conservare la neve anche nelle stagioni più calde dell’estate. Nella tappa seguente si raggiunge lo spartiacque appenninico tra Tirreno e Adriatico, dove corre l’itinerario del Sentiero Italia. Durante il cammino appare in lontananza la sagoma del Monte Nerone.

Flora e fauna

In queste prime quattro tappe del nostro viaggio (circa 75 chilometri complessivi e 23 ore di cammino), il paesaggio che si attraversa è fitto di boschi di cerro, carpino e acero.
Le faggete crescono nelle zone più fresche al di sopra degli 800 metri di quota. Particolarmente ben conservati, la cerreta della Cantoniera di Carpegna e il bosco di abeti bianchi presso Bocca Trabaria rappresentano due zone naturalistiche di particolare pregio.

La fauna che caratterizza questo tratto più settentrionale delle montagne marchigiane è quella tipica dell’Appennino.
Tra gli ungulati il capriolo e il cinghiale la fanno da padrone ma, con un po’ di fortuna, si potranno avvistare l’aquila reale e il falco pellegrino, che non nidificano nel territorio ma frequentano l’area per le loro battute di caccia.

La guida A piedi sull’Alta Via delle Marche

Trovi la descrizione dettagliata del cammino dell’Alta Via delle Marche, completa di mappe, foto e info sulle strutture ricettive, e tante altre informazioni utili e approfondimenti nella guida A piedi sull’Alta Via delle Marche:

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