Prima tappa dell’Alta Via delle Marche: da Carpegna a Sestino

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Oggi vi presentiamo la prima tappa dell’Alta Via delle Marche che da Carpegna arriva a Sestino attraversando il Parco del Sasso Simone e Simoncello. L’itinerario è tratto dalla nuova guida A piedi sull’Alta Via delle Marche a cura di Nicola Pezzotta e Luca Marcantonelli.

La prima tappa dell’Alta Via delle Marche parte dal centro storico di Carpegna in cui si staglia netto, tra gli edifici più moderni, il grande Palazzo dei Principi. Si attraversa la cerreta della Cantoniera nel Parco del Sasso Simone e Simoncello, tra le più estese d’Europa.

Si sale poi al Sasso Simone, un blocco di calcare svettante tra un “mare” di alberi alla cui sommità rimangono silenti i resti dell’antica Città del Sole, ultimo baluardo del regno mediceo del XVI secolo. Quindi si scende in Toscana lungo i sentieri della Riserva Naturale del Sasso Simone, tra antichi avamposti come Case Barboni, boschetti, calanchi e piccoli abitati testimonianze di un passato glorioso. Durante il cammino si percorrono anche dei tratti del Grande Circuito della Romagna (GCR) e della Strada Romea (SR).

La meta finale è Sestino, borgo toscano di origini romane, come attestano i ritrovamenti presenti nell’Antiquarium Nazionale, il piccolo ma rilevante museo archeologico situato nel centro del paese (per informazioni e visite www.visitsestino.it).

A piedi per scoprire

La Città del Sole, il sogno di Cosimo de’ Medici

“Ci sono poche provviste e la legna bisogna estrarla di sotto la neve alta. Fa freddo. Siamo male equipaggiati e non ci è da dormire. Il vento caccia la neve perfino nei letti”. Così le cronache dell’epoca descrivono le difficoltà nell’abitare la zona del Sasso Simone.
Ma che ci facevano delle persone sopra un’enorme roccia calcarea che si erge a un’altitudine di 1204 metri? Un gigantesco blocco a forma di parallelepipedo che sembra navigare verso le montagne dell’Appennino al confine tra Marche, Toscana e Romagna. Il Sasso Simone fu scelto da Cosimo de’ Medici nel 1565 all’interno di un disegno politico perseguito a difesa e potenziamento dello stato di Firenze per costruirvi una città-fortezza denominata “Città del Sole”.

Qui, su una delle cime più inaccessibili dell’Appennino, fu eretta quella che doveva essere la sua città inespugnabile, da dove controllare i territori circostanti.

Prima di lui i longobardi, poi intorno all’anno 1000 i monaci benedettini provarono ad edificare il luogo ma, a causa dell’asprezza del territorio e della difficoltà di raggiungere la vetta, ogni tentativo di insediamento venne abbandonato.

Nonostante ciò, intenzionato a sfruttare la posizione strategica del luogo, il granduca Cosimo dette l’ordine a centinaia tra operai, muratori, falegnami, boscaioli, fabbri e architetti di lavorare duramente per la realizzazione di questo progetto.

A causa delle condizioni di vita estremamente dure, dell’isolamento e dei rigidi inverni caratterizzati dal gelo e dalle intemperie, molti degli abitanti che vi si erano insediati decisero di abbandonare la fortezza. A soli dieci anni dalla costruzione, dunque risultò completamente disabitata.

Nel 1674 la città risultava completamente diroccata e ciò che rimaneva venne smantellato per il recupero dei pochi materiali utilizzabili. Del luogo, a cavallo tra la Riserva Naturale e il Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello, rimane solo il sogno di Cosimo de’ Medici.

La guida

Trovi la descrizione dettagliata dell’itinerario, completa di mappa, foto e info sulle strutture ricettive, le indicazioni per effettuare l’escursione in giornata e tante altre informazioni utili e approfondimenti nella guida A piedi sull’Alta Via delle Marche:

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