Le straordinarie montagne del Friuli Venezia Giulia raccontate da Stefano Ardito

escursioni Friuli Venezia Giulia

A chi ha in programma una vacanza in Friuli Venezia Giulia, dedichiamo l’introduzione della guida I 50 rifugi più belli del Friuli Venezia Giulia di Stefano Ardito.

Le Alpi italiane comprendono cime e massicci famosi in Europa e nel mondo. Per molti escursionisti e alpinisti, però, la sfilata che inizia con il Monviso, e prosegue con il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa, il Piz Badile e l’Ortles finisce alla sua estremità orientale con le Dolomiti, le “montagne più belle del mondo”.
È un errore. Anche a oriente del Passo di Monte Croce Comèlico e dell’alto corso del Piave si alzano delle montagne straordinarie. Le Dolomiti d’oltre Piave, solitarie e bizzarre, che segnano il confine tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. I giganti delle Alpi Carniche, dal Peralba al Coglians. Le imponenti vette delle Alpi Giulie, dallo Jôf di Montasio allo Jôf Fuart, e dal Mangart al Canin.

Offrono atmosfere solitarie, e paesaggi aspri e selvaggi, anche le Prealpi Giulie, che si staccano a ovest dalla catena di confine e si protendono verso la pianura friulana. Più a sud la mole isolata del Matajur precede i boschi che separano la valle dell’Isonzo, in Slovenia, dai pregiati vigneti del Collio. Seguono i piccoli ma aspri “monti” di Gorizia, segnati in modo terribile dalla Grande Guerra, infine le distese rocciose del Carso.
Alcuni massicci del Friuli e della Venezia Giulia si alzano interamente in territorio italiano, alcuni segnano il confine con l’Austria. Altri ancora si alzano sulla frontiera con la Slovenia. Tutti fanno parte di una delle regioni meno note ma più belle d’Italia, il Friuli Venezia Giulia.

Gamspitz
Le bizzarrie del calcare
Tutte (o quasi) le montagne del Friuli Venezia Giulia sono formate da calcare o dolomia, e offrono a chi le visita dei paesaggi spettacolari. Nelle Dolomiti d’oltre Piave, note sul versante orientale con il nome di Dolomiti Friulane, accanto a vette imponenti come il Crìdola, il Pramaggiore e il Duranno si alza il Campanile di Val Montanaia, una delle cime più bizzarre delle Alpi.
Più a oriente, la stessa roccia si mostra agli escursionisti nelle ciclopiche placche levigate del Coglians e del Peralba, e nei pilastri e nelle torri di cime secondarie ma di grande fascino come la Creta di Aip, la Creta Grauzaria e il Zuc dal Bôr. Sulle Alpi Giulie, note agli alpinisti per la loro roccia spesso molto friabile, si alzano le bastionate dello Jôf di Montasio, dello Jôf Fuart e dei loro satelliti, e la parete verticale e compatta del Piccolo Mangart di Coritenza.
Intorno al Monte Canin si distende uno straordinario altopiano calcareo, lavorato in superficie dal carsismo, e nel quale si aprono cavità impressionanti esplorate negli ultimi decenni dagli speleologi, come il Foran del Muss (-1100 metri), l’Abisso Led Zeppelin (-960 metri), il complesso del Col delle Erbe (-935 metri) e l’Abisso Modonutti-Savoia (-805 metri).