Le cime delle battaglie più note delle Dolomiti: Col di Lana, Falzarego, Lagazuoi

itinerari Grande Guerra

Emozionanti itinerari lungo i luoghi che hanno conosciuto i momenti più drammatici del primo conflitto mondiale sono nel capitolo dedicato al Col di Lana, Falzarego e Lagazuoi nel volume La Grande Guerra. Guida ai luoghi del 1915-18 di Stefano Ardito.

Il Falzarego e le sue vette permettono di scoprire luoghi e storie della Grande Guerra anche a chi non ama o non può camminare. Sui 2105 metri del Passo Falzarego, oltre a dei vasti posteggi e a un rifugio-ristorante, si erge un obelisco. Alla base della funivia sono un cannone italiano e un punto-informazioni del Comitato Cengia Martini-Lagazuoi. Con l’impianto si sale al rifugio Lagazuoi, belvedere sulle Dolomiti e sul crinale delle Alpi dove oggi corre il confine. Un sentiero porta in un quarto d’ora alla vetta del Piccolo Lagazuoi, 2788 metri.

Due chilometri in auto, dal Passo Falzarego, conducono ai 2192 metri del Passo di Valparola, oltre il quale la strada scende in Val Badia, e dove merita una visita attenta il Museo della Grande Guerra. Guide vestite con la divisa dei Kaiserjäger accompagnano a visitare edifici e trincee austro-ungarici. Un breve sentiero segnato porta alla Postazione Vonbank, ai piedi del Lagazuoi.

Itinerari Grande Guerra
Cannone presso il Passo Falzarego

Sentieri, vie attrezzate e tunnel

In estate non offrono difficoltà le discese a piedi, accanto alle piste da sci, dal rifugio Lagazuoi verso la Capanna Alpina e il Passo Falzarego. Richiedono esperienza e un corretto equipaggiamento da ferrata (con casco, imbragatura, cordini e moschettoni) i percorsi che si inoltrano nelle trincee e nei tunnel, che gli inesperti possono affrontare in sicurezza affidandosi a una guida alpina.

Il più corto tra questi itinerari inizia dal Passo di Valparola e conduce alla panoramica cima del Sass di Stria superando una spaccatura nella roccia e una scaletta metallica.

L’itinerario più frequentato e famoso sale dal Passo Falzarego al rifugio Lagazuoi superando un ghiaione, una breve ferrata e poi il lungo tunnel a spirale italiano, dov’è necessario avere con sé anche la pila frontale.

rifugio-Lagazuoi

Un sentierino a mezza costa attrezzato con corde metalliche porta alla Cengia Martini, dove sono state ricostruite delle baracche italiane.

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Cengia Martini: baracca degli ufficiali

Un altro facile sentiero attrezzato collega la vetta al Passo di Valparola toccando le trincee austro-ungariche della postazione Vonbank.

Il Col di Lana, straordinario belvedere su gran parte delle Dolomiti, si raggiunge con un paio d’ore di cammino per un sentiero a saliscendi che inizia dal Passo di Valparola, e con percorsi più ripidi dal castello di Andraz, da Pieve di Livinallongo e dalle sue frazioni. Sulla cima, accanto al bivacco in legno dedicato al Battaglione Cadore, spiccano una chiesetta e il monumento in bronzo dello scultore altoatesino Johann Rindler, sulla cui superficie compaiono i corpi dei Kaiserjäger uccisi dall’esplosione.
Ogni estate, civili e militari italiani e austriaci si incontrano in pace quassù per ricordare e pregare.

Per un inquadramento di carattere storico di alcuni degli eventi bellici consumatisi in queste zone rinviamo all’approfondimento sulla Guerra di Mine presso il Col Di Lana, sempre a cura di Stefano Ardito.

La guida

La Grande Guerra guida ai luoghi del 1915-18