Itinerari sullo Sciliar e Sassolungo

Sassolungo, Langkofel, Saslònch. Tre nomi, in italiano, tedesco e ladino, indicano una delle montagne più imponenti delle Alpi. Impressionante se vista dalla Val Gardena, la piramide rocciosa del Sassolungo, 3181 metri, attenua un po’ il suo slancio quando la si vede dalla Valle di Fassa o dall’Alpe di Siusi.

Gli alpinisti conoscono il Sassolungo per l’impegnativa via normale, salita nel 1869 da Paul Grohmann con le guide Peter Salcher e Franz Innerkofler, e per gli itinerari di alta difficoltà aperti da grandi alpinisti come Paul Preuss, Hans Schmitt, Eduard Pichl, Gino Soldà, Emilio Comici, Cesare Maestri, Reinhold Messner e Ivo Rabanser.
A chi cammina, oltre alle passeggiate ai piedi del massiccio – il Sentiero Federico Augusto a sud, il Giro del Sassolungo a nord – la montagna offre la discesa dalla Forcella del Sassolungo per l’omonimo vallone, e gli itinerari del Sassopiatto.
A ovest del Sassolungo, un’altra montagna famosa si affaccia sulla valle dell’Isarco e Bolzano. A rendere inconfondibile lo Sciliar è il suo aspetto a due facce. All’altopiano si affiancano i ciclopici “denti” di dolomia della Punta Santner e della Punta Euringer.
Ai piedi dello Sciliar l’Alpe di Siusi, il più vasto altopiano erboso dell’Alto Adige, ha fornito per secoli fieno e pascoli agli abitanti di Siusi, Castelrotto, Fiè e della Val Gardena, ed è dai primi decenni del Novecento un luogo grande del turismo alpino.
I rifugi del Sassolungo, sono accessibili senza troppa fatica. Se il rifugio Vicenza sorge in un selvaggio vallone, propongono atmosfere più dolci i rifugi Friedrich August, Pertini e Sasso Piatto, lungo il Sentiero Federico Augusto, che corre alla base del massiccio.
Anche il rifugio Bolzano, a mezz’ora di cammino dalla vetta dello Sciliar, è da oltre un secolo un punto d’incontro per gli escursionisti. Gli si affiancano alcune malghe con servizio di ristoro, e il rifugio Malghetta Sciliar utilizzato dalle cordate dirette alle Torri.

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Rifugio Sasso Piatto