La guida alle escursioni sulle Dolomiti e ai sentieri della Grande Guerra

L’estate si avvicina e a chi sta programmando una vacanza sulle Dolomiti consigliamo la guida I Belvedere delle Dolomiti. Ce la racconta l’autore Eugenio Cipriani.

Questo volume raccoglie 50 escursioni ai belvedere più panoramici e facilmente raggiungibili sulle montagne o sui rilievi prealpini e collinari compresi nel territorio che va dall’Adige alla Rienza sino al Piave, incluso il Comelico (bacino del Padola). Gli itinerari sono prevalentemente ad anello, o comunque concepiti in modo che il punto di partenza coincida con quello del ritorno, così da evitare problemi logistici.

Tranne qualche eccezione, si tratta in prevalenza di percorsi facili, non esposti e privi di passaggi in roccia. Pertanto non richiedono né esperienza né attrezzatura alpinistica, ma solo una discreta capacità escursionistica ed un minimo di dimestichezza con l’ambiente montano; molti poi sono addirittura adatti a famiglie e principianti.

In questa sede con il termine “belvedere” si vogliono indicare quei luoghi elevati particolarmente panoramici: pur non essendo i punti più alti del gruppo o del sottogruppo montuoso al quale appartengono, grazie alla propria posizione isolata, decentrata o prominente, consentono una visione globale su uno o più gruppi montuosi oppure su valli e pianure.

È chiaro che le cime più alte offrono i belvedere maggiori: se si va in vetta al Cristallo si avrà una visione totale dell’Ampezzano, se si sale il Pelmo avremo il Cadore ai nostri piedi, per non parlare poi della cima della Marmolada, “tetto” dell’intera regione dolomitica. Descrivere le cime più alte sarebbe stata tuttavia una scelta banale, e comunque antologie che descrivono le vie di salita ai principali 3000 delle Dolomiti già esistono, mentre quella dei belvedere ci è sembrata invece una scelta più originale.

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Naturalmente la scelta dei luoghi da visitare è assolutamente personale: anzitutto ho descritto i belvedere che conoscevo e, fra questi, quelli che mi sembravano più meritevoli di essere conosciuti. Alcuni sono arcinoti, come il Vièl del Pan o il Sass de Stria, altri invece, come il Sass Becè o il Ciampanì, sono assolutamente fuori dalle rotte più battute dell’escursionismo dolomitico.

Non mancano anche ascese a vere e proprie vette dolomitiche, come il Sass de Putìa o la Cima orientale dell’Auta, ma anche in questo caso si tratta di cime sicuramente elevate, ma mai quanto le montagne che le circondano.

A inequivocabile testimonianza della “panoramicità” dei belvedere consigliati, ricordiamo che la maggioranza di essi in tempo di guerra è stata zona fortificata e postazione di avvistamento. A quel tempo il panorama era ovviamente un aspetto del tutto secondario, ma è altresì vero che senza vedute a 360° quelle roccaforti non avrebbero avuto motivo di esistere.
Buone escursioni a tutti!