Escursioni sul Gran Sasso: il versante aquilano

Il massiccio calcareo del Gran Sasso propone atmosfere e paesaggi alpini (“sul Corno Grande e sulle vette vicine, sul Torrione Cambi e sulla Vetta Centrale, avevamo trovato la pietra, i colori, la vegetazione delle Dolomiti” ha scritto nel 1936 Fosco Maraini) ed è affiancato a sud est dal solenne altopiano di Campo Imperatore, il “piccolo Tibet” d’Abruzzo. Stefano Ardito, nella guida Sentieri nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga, ci introduce così al versante aquilano.
Il cuore del Gran Sasso è fatto di cime e pareti. Il Corno Grande e le vette vicine offrono a chi le osserva da lontano e a chi le sale atmosfere e paesaggi dolomitici. Disposte a ferro di cavallo intorno al piccolo Ghiacciaio del Calderone, le quattro cime del Corno Grande sono le più elevate della catena che unisce lo Stretto di Messina alla Liguria. Da ovest, oltre la Val Maone, si affiancano loro il Pizzo d’Intermèsoli, il Monte Corvo e il Pizzo Cefalone.
L’eleganza delle forme e la solidità della roccia fanno sì che la vetta preferita dagli alpinisti sia il Corno Piccolo, un castello calcareo che si affianca al Corno Grande da nord. Creano un’atmosfera alpina i rifugi e l’afflusso da ogni parte d’Europa di camminatori e alpinisti.
Ma la natura delle vette non è fatta solo di rocce. Sulle pietraie, in condizioni climatiche estreme, fioriscono la stella alpina dell’Appennino, l’androsace di Matilde, la sassifraga del Gran Sasso e il genepì dell’Appennino. Tra gli animali, oltre al gracchio che accompagna gli escursionisti sulle cime, si possono vedere il camoscio, l’aquila reale, il sordone e il fringuello alpino.
Ai piedi della montagna il borgo di Assergi, circondato da mura medievali, conserva la chiesa romanica di Santa Maria Assunta e di San Franco, decorata da affreschi, e il convento di San Francesco che ospita la sede del Parco. La vicina Grotta a Male ha restituito agli archeologi un insediamento preistorico. Passeggiate conducono alla Valle del Vasto e ai suoi eremi, e ai panoramici dossi erbosi del Monte Stabiata.
L’imponenza delle vette e la comodità di accesso rendono molto frequentati i sentieri della zona. Nelle belle giornate d’estate, verso i 2912 metri del Corno Grande sale una lunga processione di escursionisti. Come nelle altre zone più “alpine” del Parco, però, è necessario scegliere con attenzione l’itinerario. Se il sentiero verso Campo Pericoli è accessibile a tutti, le salite al Corno Grande e al frequentatissimo Pizzo Cefalone includono tratti ripidi ed esposti, e richiedono esperienza di montagna e piede sicuro.
D’inverno queste cime sono riservate agli alpinisti. Le lingue di neve che resistono a lungo sul terreno possono costituire un’insidia fino a luglio.
La guida
I 120 itinerari completi di foto sono descritti nella guida Sentieri nel Parco Gran Sasso-Laga
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