Da Campo Felice al Rifugio Sebastiani e al Costone

Rifugio Vincenzo Sebastiani al Velino

Dalla guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino di Stefano Ardito vi proponiamo il sentiero che da Campo Felice sale verso il rifugio Sebastiani e al Costone, tra i più noti itinerari dell’Appennino.

Il piccolo ma accogliente rifugio Vincenzo Sebastiani, costruito nel 1922 e più volte ristrutturato e ampliato, sorge poco a monte del Colletto di Pezza, e si raggiunge da Campo Felice o dal Piano di Pezza. È gestito da Eleonora Saggioro e dalla Cooperativa Equorifugio, che spesso lo apre anche nei weekend invernali. In estate vi si svolgono incontri e manifestazioni culturali. L’itinerario che inizia da Campo Felice è il migliore per salire al rifugio d’inverno, quando è possibile utilizzare le ciaspole o gli sci.

Scheda tecnica itinerario

dislivello 650 m
tempo di salita 2 ore
tempo di discesa 1.30 ore
difficoltà E
segnaletica bianco-rossa 1C, 1Cbis e senza numero
periodo consigliato da maggio a novembre

Accesso

L’altopiano di Campo Felice si raggiunge da Lucoli, da Casamaina, dal casello di Tornimparte della A24, o da Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio per il tunnel di Serralunga, che collega l’Altopiano delle Rocche alla base degli impianti di risalita. Dalla rotatoria all’ingresso della piana per chi arriva dalla A24 o da L’Aquila si devia a ovest (cartello) verso l’hotel-ristorante Alantino. Dopo altri 500 metri, prima dell’albergo e della partenza delle piste da fondo, accanto a un cartello per il rifugio Sebastiani, si devia a sinistra per una carrareccia, a tratti sconnessa, che supera a mezza costa un gradino e prosegue a saliscendi sul pianoro fino alla vecchia miniera di bauxite della Valle Leona, dove si parcheggia (1642 m, 3,5 km dall’asfalto, 1 ora se a piedi) dopo una baracca metallica in rovina.

presentazione-rifugio-sebastiani

Itinerario

A piedi si continua sulla strada sterrata, indicata da segnavia bianco- rossi 1C, ci si tiene a destra a un bivio e si entra nella faggeta superando due sbarre successive. La carrareccia sale nel bosco, traversa un valloncello, supera un tratto ripido e si affaccia sulla vastissima conca carsica della Valle del Puzzillo, in fondo ai quali appare la parete della Vetta occidentale del Costone. Da destra (nord) dominano la zona il Monte Puzzillo e altre vette. Si scende a un pianoro, lo si attraversa, si lascia in alto a sinistra un rifugio utilizzato in estate dai pastori, e si sale a un bivio con cartelli (1840 m, 0.45 ore) accanto a una cisterna e a un fontanile asciutti.
Lasciata a destra una carrareccia (che porta comunque al rifugio) si va a sinistra per un sentiero (segnavia 1Cbis) che sale per una serie di valloncelli, incontra un largo crinale erboso e scende per qualche metro in una conca. La parete del Costone fa da sfondo a questa parte del percorso. Si riprende a salire obliquamente ai piedi della cresta della Cimata di Pezza. Il percorso segnato risbuca sulla carrareccia, la segue per poche decine di metri, poi continua verso sinistra fino al rifugio Sebastiani (2102 m, 0.45 ore). Completa nel modo migliore la gita la breve e facile salita al Costone orientale, ottimo e frequentato belvedere sul Velino. Il sentiero (segnavia bianco-rossi senza numero) inizia dal rifugio, sale obliquamente per prati, e prosegue per ghiaie fino alla vetta (2271 m, 0.30 ore), indicata da una grande croce. Il crinale a sinistra del percorso segnato rappresenta un itinerario più comodo. La cima offre un magnifico panorama sulla profonda Valle di Teve, il Muro Lungo e il Velino.
La discesa richiede 0.15 ore fino al rifugio Sebastiani e 1.15 ore da questo al punto di partenza.

La guida con i migliori itinerari ai massicci del Sirente e del Velino, scelti e descritti da Stefano Ardito:
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