Come utilizzare le guide escursionistiche

Come si usa una guida escursionistica? In questo approfondimento abbiamo raccolto alcuni utili spunti e riflessioni su come utilizzare le guide escursionistiche al meglio. Ma leggendolo troverete anche molto altro.

Per non avere sorprese negative durante un’escursione, è bene avere guide aggiornate. Come giustamente rileva Stefano Ardito nel corso di una sua recente intervista: “Sul terreno le cose cambiano: una guida escursionistica dovrebbe avere una nuova edizione ogni 5 anni, se è di montagna, e ogni 2-3 anni se è di collina. Molte persone continuano invece ad usare edizioni vecchie, anche di venti o trent’anni… Non lo dico per vendere qualche copia in più. Informatevi e comprate sempre le guide aggiornate, ne va della vostra sicurezza.”

La lettura delle pagine introduttive di una guida escursionistica non è una perdita di tempo. Proprio in quelle pagine trovate preziosi consigli pratici, avvertenze e le modalità utilizzate dai nostri autori nella trattazione degli itinerari. Con un po’ di attenzione e preparazione le vostre escursioni saranno sempre esperienze magnifiche!

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Prima di mettersi in cammino

L’escursionismo richiede un po’ di preparazione. Chi pratica uno sport “di resistenza” come il jogging o lo sci da fondo non avrà problemi a iniziare. Chi conduce una vita sedentaria dovrà accostarsi a questa attività con le necessarie precauzioni, iniziando con gite brevi e sottoponendosi a una visita medica. È bene affiancare alle escursioni domenicali ed estive in montagna delle passeggiate più brevi da effettuare in città o nelle aree verdi vicine a casa. In montagna, però, i muscoli e il fiato lavorano in maniera diversa che in piano.
Molti itinerari delle nostre guide sono, in condizioni estive, del tutto facili, brevi e alla portata anche degli escursionisti meno allenati. Altri percorsi, a causa del dislivello e delle distanze, rendono necessario impegnarsi. Alcuni itinerari includono il superamento di facili rocce o di tratti attrezzati, e sono quindi consigliati solo a esperti, o a chi si fa accompagnare da una guida alpina. Per ogni itinerario viene indicato il periodo in cui si presenta in condizioni ottimali. L’inverno crea un ambiente di eccezionale fascino. Neve e ghiaccio, però, lo riservano ad alpinisti con attrezzatura ed esperienza adeguate.

Per non andare da soli

Escursioni organizzate vengono proposte dalle sezioni del CAI e dagli accompagnatori di media montagna. Chi vuole percorrere in sicurezza itinerari su roccia, neve e ghiaccio deve affidarsi alle guide alpine operanti nel territorio.

Come sono descritti gli itinerari

Gli itinerari sono descritti dagli accessi stradali. Il dislivello è complessivo, calcolato sommando i dislivelli incontrati. Il tempo non include le soste, e si riferisce a un escursionista allenato, in buone condizioni del terreno. La difficoltà viene indicata con una delle sigle illustrate in una tabella presente nelle prime pagine di ogni guida. Gli itinerari proposti sono nella gran parte segnati con i segnavia bianco-rossi del CAI. Qualsiasi sia il tipo di segnaletica, i numeri dei sentieri segnati utilizzati nel percorso vengono citati nel corso della descrizione dell’itinerario. Le quote sono desunte dalla cartografia IGM e Tabacco o fornite dal GPS. I tempi parziali sono calcolati con lo stesso criterio del tempo complessivo. I termini destra e sinistra sono utilizzati con riferimento al senso di marcia; quando l’indicazione è in senso orografico o idrografico, tale variazione è sempre stata evidenziata. Nei casi in cui la zona è servita da rifugi o altri punti di appoggio, sono state inserite le informazioni utili per contattare le strutture ricettive che si incontrano sul percorso. Per ogni itinerario viene citata la cartografia di riferimento.

Mappe escursionistiche e orientamento

Un escursionista senza carta topografica è come un cavaliere senza redini o un miope senza occhiali: dovunque voglia andare rischia di perdere la strada, di lasciarsi fuorviare, di prendere cantonate, anche se l’itinerario è descritto sulla guida passo per passo. Le cartine schematiche fornite nel testo sono infatti strumenti di riferimento e come tali possono aiutare in fase di programmazione dell’uscita o a “leggere” il panorama che si ha di fronte; ma per orientarsi sul serio occorre avere con sé le carte escursionistiche in scala 1:25.000.

L’abbigliamento e l’attrezzatura

Leggerezza e comodità sono le qualità più importanti del vestiario dell’escursionista. Spesso all’interno di una guida per escursionisti (o per alpinisti) il capitolo dedicato all’abbigliamento e al materiale da portare con sé è inutile: è ovvio infatti che per camminare in sicurezza occorrono scarpe robuste, che per effettuare percorsi attrezzati è necessario indossare casco, imbragatura e dissipatore, che la giacca a vento va sempre portata e che lo zaino è un compagno indispensabile per qualsiasi escursione. È altrettanto palese poi che l’abbigliamento dovrà variare in base alle località, e quindi alle quote che si dovranno raggiungere. Il suggerimento più utile è senz’altro quello di portare sempre con sé una scelta di indumenti non eccessiva, ma adatta ad affrontare situazioni e temperature le più disparate. Due parole infine sui bastoncini telescopici: gli escursionisti d’Oltralpe ne vanno matti, al punto che difficilmente incontreremo sulle Dolomiti o sulle Prealpi un tedesco o un austriaco che ne siano sprovvisti. In effetti possono essere molto utili, specie in caso di terreno bagnato e scivoloso, come valido mezzo di “spinta” nelle salite lunghe e faticose al fine di alleviare lo sforzo delle gambe, ma lo diventano soprattutto in caso di slogature alla caviglia o ferite ai piedi, in quanto consentono di proseguire il cammino senza caricare eccessivamente l’arto infortunato.

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Lo zaino non deve avere un peso eccessivo e deve contenere solo ciò che è indispensabile all’escursione, sistemando gli oggetti in maniera razionale, collocando sul fondo quelli che è meno probabile usare ma che è comunque indispensabile portare con sé. È opportuno, inoltre, che lo zaino abbia una struttura compatta, senza tasche frontali e laterali, che aumentano il volume esterno e il rischio di impigliarsi da qualche parte.

Ecco cosa non deve mancare nello zaino:

  • Fischietto
  • Torcia o lampada frontale
  • Borraccia
  • Alimenti leggeri a base di carboidrati: biscotti, frutta disidratata, barrette energetiche
  • Giacca a vento/termica/impermeabile
  • Un paio di lacci di ricambio per le scarpe
  • Bastoncini telescopici
  • Occhiali da sole
  • Protezione solare
  • Kit di pronto soccorso
  • Carta topografica
  • Sacco copri-zaino (se non già incluso)
  • Ramponi e piccozza (se il tipo di escursione lo richiede)

Il GPS

Per gli escursionisti che utilizzano un navigatore satellitare GPS, in alcune delle nostre guide sono riportati alcuni punti rilevanti per l’orientamento lungo i sentieri. Le coordinate metriche (ascissa e ordinata) permettono, tramite l’uso di una carta topografica che le riporta, di fare il punto della propria posizione sul terreno.
Il formato utilizzato per le coordinate è UTM/MPS, sul Map Datum è Europa 1950. All’inizio di ogni itinerario vengono riportati i riferimenti cartografici usati.
Disponendo di un ricevitore GPS opportunamente settato, è possibile inserire le coordinate dell’itinerario nell’apparecchio e farsi assistere nel percorso. È fondamentale avere con sé anche delle batterie di riserva.

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