Vie ferrate nel Brenta: il Sentiero attrezzato Livio Brentari

Vie ferrate nel Brenta

Questo anello è senza dubbio tra i più belli e ambiti delle Dolomiti di Brenta. Alberto Campanile descrive il Sentiero attrezzato Livio Brentari nella guida Sentieri e Rifugi del Gusto. I sapori delle Dolomiti e delle Valli Trentine.

Inaugurato a metà del Novecento, il Sentiero Brentari è stato riattrezzato nel 2018. Non è una ferrata particolarmente impegnativa, tuttavia bisogna prestare attenzione ad alcuni passaggi esposti e ai tratti innevati o ghiacciati. Si consiglia quindi di portare con sé i ramponi.
Il percorso regala viste sorprendenti: dalla Cima d’Ambiez alla Cima dell’Ideale, dalla Cima Tosa al Campanil Basso, che appare come un monolito inespugnabile. Non c’è quindi da meravigliarsi se già nell’Ottocento questa guglia slanciata solleticò l’interesse dei migliori scalatori. Dopo varie ricognizioni e tentativi, fu salita per la prima volta il 18 agosto del 1899 da Otto Ampferer e Karl Berger, per una via di secondo e terzo grado con tratti di quarto. In occasione del centenario, 17 guide alpine e altrettanti personaggi si legarono in un’unica stravagante cordata, guidata da Cesare Maestri. Quando il “Ragno delle Dolomiti” raggiunse la cima, l’ultimo della cordata iniziò la scalata.

Scheda tecnica itinerario

Punto di partenza e di arrivo Rifugio Agostini (2410 m)
Tempo 6 ore
Dislivello 570 m
Difficoltà EEA = Escursionistico per Esperti con Attrezzatura. Rientrano in questa categoria i sentieri e le vie ferrate da affrontare con casco, imbragatura, dissipatore, cordini e moschettoni (Set da ferrata).
Periodo consigliato da fine giugno a fine settembre
Segnaletica 325B, 320, 358
Cartografia Tabacco foglio 053 Dolomiti di Brenta

Accesso

L’accesso più agevole è dal Rifugio al Cacciatore (1820 m, tel. 331. 8482279, www.rifugiocacciatore.it). A questo si può accedere a piedi da San Lorenzo in Banale (circa 2.30 ore), oppure, come fa la gran parte degli escursionisti diretti al Rifugio Agostini, usufruendo del servizio effettuato con mezzi fuoristrada (solo nel periodo estivo, su prenotazione, chiedere informazioni al Rifugio Agostini). Si parte dalla località Baesa (seguire le indicazioni Val d’Ambiez), a tre chilometri da San Lorenzo in Banale, in prossimità del Bar Ristoro Dolomiti di Brenta (865 m, tel. 0465.734052).

Itinerario

Dal Rifugio Agostini (2410 m) si percorre in discesa la carrareccia che lo collega al Rifugio al Cacciatore (segnavia 325B). Al secondo tornante si piega sulla sinistra per il Sentiero Elio Palmieri (segnavia 320) e si continua per faticosi ghiaioni fino alla Forcolotta di Noghera (2415 m, 1 ora). Si devia sulla sinistra (segnavia 320, rocce ed aree erbose), fino a un bivio dove si ignora il tracciato di destra (segnavia 326) e si prosegue piegando a sinistra per il sentiero 320.

Arrivati ad un secondo bivio (2300 m circa, 0.40 ore) ci sono due possibilità: a destra si procede per il meno impegnativo Sentiero Elio Palmieri Basso, mentre a sinistra si continua per il nuovo Sentiero attrezzato Mariella Apolloni (ex Sentiero Elio Palmieri Alto), dedicato alla mamma di Roberto, l’attuale gestore del Rifugio Agostini. Entrambi i tracciati convergono sul Sentiero attrezzato Livio Brentari, a pochi metri di distanza. Per il Sentiero Palmieri Basso (segnavia 320) si scende senza difficoltà, ad esclusione di un breve tratto che richiede cautela (20 metri, corda metallica). Aggirata la Pozza Tramontana, si risale senza particolari insidie al Sentiero Brentari (0.50 ore).

Se invece si opta per il Sentiero attrezzato Apolloni, dal bivio con il Sentiero Palmieri Basso (2300 m circa) si sale sulla sinistra (segnavia 320B) per cenge piuttosto esposte, dotate di cavi e di gradini metallici di recente posizionati. Superato un breve canale roccioso munito di staffe e cavi metallici, si giunge al termine della parte attrezzata. Si procede lungo un tracciato evidente privo di difficoltà su pietraie. Giunti ai piedi della Brenta Bassa, si devia a destra sul Sentiero Brentari. Questo tratto su sentiero attrezzato richiede lo stesso tempo del Sentiero Palmieri Basso (0.50 ore).

A questo punto si procede agevolmente fino ai Rifugi Tommaso Pedrotti (2491 m, 0.20 ore) e Tosa (2439 m). Si riprende il sentiero 358 appena percorso fino a lasciare sulla sinistra prima la deviazione per il Sentiero Elio Palmieri Basso, poi quella per il Sentiero attrezzato Apolloni. Si procede per ghiaie su terreno aperto verso la Cima Tosa e l’omonima vedretta; attraversato con cautela il nevaio, la cui estensione negli ultimi anni si è notevolmente ridotta, si sale alla Sella di Tosa (2859 m, punto più elevato dell’itinerario, 1.30 ore), affacciata sulla Val d’Ambiez.

Si continua verso ovest fino ad un canale dotato di cavi (il vecchio ponticello è stato rimosso) e ad alcune cenge esposte, opportunamente attrezzate. Arrivati alla Bocca di Tosa (2845 m, 0.20 ore) si scende per un centinaio di metri su rocce dotate di attrezzature (cavi metallici, pioli e scale), fino alla Vedretta d’Ambiez, dove termina la ferrata. Si attraversa con cautela il nevaio verso ovest (tracce), sotto la Cima d’Ambiez, e si continua fino a raggiungere le ghiaie e il sentiero (segnavia 358) che scende al Rifugio Agostini (2410 m, 1.20 ore).

La guida

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