Trekking da Elcito a San Severino Marche | Alta Via delle Marche

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Oggi vi presentiamo una delle tappe più belle dell’Alta Via delle Marche, quella che da Elcito arriva a San Severino Marche attraverso faggete secolari e infinite praterie. L’itinerario è tratto dalla nuova guida A piedi sull’Alta Via delle Marche a cura di Nicola Pezzotta e Luca Marcantonelli.

La tappa odierna parte dal piccolo borgo di Elcito, arroccato in posizione strategica all’inizio della Valfucina e arriva, dopo una lunga e panoramica escursione, a San Severino Marche, la città più grande che si incontra durante l’Alta Via. Lungo il percorso, che inizialmente corre nella Riserva Naturale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, si attraversano faggete antichissime in località Canfaito, luoghi di cruente battaglie partigiane, ricordate dal Monumento del Capitano e altopiani da cui si ammirano le dolci colline maceratesi da una parte e i monti dell’Appennino umbro-marchigiano dall’altra.

Scheda tecnica itinerario

Quota minima/massima da 230 a 1088 m
Dislivello 800 m in salita, 1390 m in discesa
Sviluppo 28,9 km (7% di asfalto)
Tempo
8 ore
Difficoltà EE
Segnaletica bianco-rossa 209, 209a, 169, 223, 208, 222, assente in alcuni tratti
MTB
Periodo consigliato tutto l’anno
Cartografia Carta dei sentieri Gruppo del Monte San Vicino, Monti Editore

Itinerario

Dal Ristoro il Cantuccio di Elcito si scende sulla strada asfaltata (segnavia 209) che porta sul fondo della Valfucina. Voltando indietro lo sguardo, si nota bene la singolare posizione di Elcito. Al bivio si piega a sinistra e si continua a perdere quota fino a un altro bivio. Si imbocca a destra una strada sterrata (sempre segnavia 209) e, dopo cinque minuti, si incontrano i resti dell’Abbazia di Valfucina (750 m, 0.30 ore), nei pressi di un’azienda agricola. Qui, nel IX secolo, fu eretto un importante e potente monastero, di cui restano solo la chiesetta rimaneggiata e la cripta con capitelli di pregevole fattura.
Si passa accanto alle strutture dell’azienda agricola e si inizia a salire sul bel percorso che si inoltra nella faggeta risalendo il Fosso di Campocavallo. Superata l’azienda, al bivio si svolta a destra e la strada, con l’avanzare della salita, diventa sempre più stretta fino a trasformarsi in sentiero (900 m circa). In successione, si incontrano tre bivi: nei primi due si prende a destra, al terzo invece a sinistra. Si arriva a un incrocio nei pressi del Monumento ai Caduti (cartelli della Riserva, 1079 m, 1 ora) dove si imbocca la strada bianca a sinistra.
Giunti al bivio quota 1088 metri, si ignorano i segnavia 171 e si continua sulla strada bianca in direzione sud est. Il tracciato (ancora segnavia 209), per circa due chilometri, è per lo più pianeggiante e si inoltra tra esemplari di enormi faggi secolari e ampie vedute.

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Dopo aver superato la Fonte Trocchi di Canfaito, lungo il filare di faggi sulla sinistra della carrareccia si può individuare un faggio enorme: è il patriarca della Riserva con l’età invidiabile di circa 500 anni (1052 m, 0.30 ore). Si prosegue sulla strada bianca che risale verso sinistra il dolce pendio e, finita la breve salita, si continua dritti seguendo i segnavia bianco- rossi 209. Arrivati al bordo sud est dell’altopiano (1088 m) la strada inizia a scendere verso nord est. Superata una serie di svolte, all’altezza di una curva più stretta (950 m) si lascia la strada e si prende verso sud l’esile traccia (segnavia 209a). Questo sentiero diventa via via più evidente fino a trasformarsi in una carrareccia (794 m, 1.15 ore) e si va a congiungere alla traccia che sale da Valdiola Alta. Al bivio, dopo aver superato una recinzione di filo spinato, si scende seguendo la strada a sinistra (segnavia 169) fino al bivio successivo (719 m), cinquecento metri dopo. Si sale a destra lungo il sentiero (segnavia 223) che si sviluppa a mezzacosta sul versante est del Monte Pagliano. Si ignorano varie deviazioni e si continua dritti in salita fino a raggiungere il Monumento del Capitano (899 m, 0.45 ore).

Dal monumento si risale la ripida e breve strada sulla sinistra che conduce ai Pantani di Matelica dove il paesaggio inizia a farsi grandioso con la veduta degli alti colli maceratesi. Si procede sul sentiero di crinale fino a scendere dal Campo della Bisaccia all’incrocio nei pressi del Casale Mannaiola (904 m). Si abbandonano i segnavia 223 e si prende la strada bianca sulla sinistra che sale inizialmente in modo lieve, poi più decisamente, sulle pendici del Monte Lavacelli, lungo i Prati di Gagliole. Bisogna fare attenzione perché non sono presenti segnavia in questo tratto. Al primo incrocio si piega a destra e al secondo, subito dopo, a sinistra. Si supera un piccolo fosso secco e una macchia di bosco con postazioni fisse di caccia. Si arriva così al piccolo laghetto artificiale (977 m, 0.45 ore) tra il Monte Lavacelli e il Monte Marzolare.

Si procede in direzione sud est in mezzo ai ginepri per tracce di sentiero fino al limite del pianoro dove si incrocia una ripida carrareccia. Si scende fino a incontrare una strada bianca (832 m) sopra Valle dell’Elce che si imbocca a sinistra. Al crocevia (770 m) si continua verso sud est sulla strada (segnavia 208) che risale a mezzacosta il Monte Faeto. Si presentano due incroci a breve distanza: al primo (833 m) si prende a destra e al secondo (800 m) si prosegue dritti sui segnavia 222. Si percorrono due chilometri e mezzo a saliscendi in direzione sud est aggirando il Monte Pormicio. Dopo essersi lasciati alle spalle anche il Dosso Vallonica, al bivio (676 m, 1.30 ore) si piega a destra (sud) sul sentiero che inizia a perdere quota ripido nel bosco di pini e abeti. All’incrocio quota 605 metri, si prende ancora a destra sempre verso sud fino a raggiungere una strada bianca che collega Serripola alla chiesa di Santa Maria delle Macchie. La si attraversa e si ritrova il sentierino (ancora segnavia 222) in mezzo agli arbusti che scende ripidamente a tornanti all’interno di una cava abbandonata. Dopo un chilometro e mezzo si incontrano la Strada Provinciale Septempedana, la ferrovia e il fiume Potenza (282 m, 1 ora).

Si percorre la strada per pochi metri verso est in direzione di San Severino Marche e poi si attraversa subito a destra la linea ferroviaria. Al crocevia si svolta a sinistra, si costeggia la ferrovia e si supera il fiume Potenza. Al bivio successivo (270 m), anziché salire all’interno della Valle dei Grilli, si piega a sinistra e si procede lungofiume per un paio di chilometri fino a Piazza del Popolo a San Severino Marche (230 m, 0.45 ore), termine della lunga tappa.

La guida

La guida ricca di bellissime foto e completa di info sulle strutture ricettive, le indicazioni per effettuare l’escursione in giornata e tante altre informazioni utili e approfondimenti

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