Terminillo e Monti del Cicolano: itinerari per ciaspole, ramponi e sci da fondo

Stefano Ardito ci descrive dei fantastici itinerari sul Terminillo con ciaspole, piccozza e ramponi e sci da fondo nella guida Appennino Bianco vol. 1.

“Su Rieti, e sull’orizzonte di Roma, si affaccia una piccola grande montagna. Antico cippo di confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli, attrezzato negli anni Trenta per lo sci grazie all’intervento di Benito Mussolini, il Terminillo ospita ancora oggi la stazione sciistica più importante del Lazio.
Primo a riconoscere il fascino invernale del Terminillo, nel 1882, è stato Enrico Abbate, segretario del CAI Roma e autore di ottime guide delle nostre montagne, che ha scritto di una montagna “imponente e con creste scoscese”, capace d’inverno di ricordare le emozioni di “una difficile salita alpina”.
La comodità dell’accesso e la quota elevata del punto di partenza (l’ottimo rifugio Sebastiani, a soli 400 metri di dislivello dalla cima) fanno sì che oggi, da novembre a maggio, molte e centinaia di alpinisti provenienti dal Lazio, dall’Abruzzo e dall’Umbria, affrontino il Canalone Centrale, la via Chiaretti-Pietrostefani e gli altri itinerari della zona, che possono essere percorsi anche in condizioni tutt’altro che ideali del tempo.

Meritano di essere più conosciute, invece, le vie di neve e ghiaccio del Monte Elefante e i difficili itinerari di misto del Terminillo vero e proprio, che Maurizio Sola, gestore del rifugio Sebastiani, attrezza e rende più sicuri da anni. Il rifugio, a due passi dalla Sella di Leonessa e da tutte queste vie alpinistiche, potrebbe diventare una scuola di montagna aperta tutto l’anno. Intorno al Terminillo, invece, si continua a pensare solo a nuovi impianti di risalita.
I ripidi pendii della “montagna di Roma” non hanno molto da offrire agli escursionisti con gli sci da fondo o le ciàspole. Oltre la via Salaria e le Gole del Velino, invece, il massiccio del Nuria e del Nurietta, alla base del quale sono i laghi di Rascino e Cornino, è un’ottima mèta per chi ama il volto facile ma solitario dell’Appennino invernale.

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Le strade e gli impianti di risalita

Il Terminillo si raggiunge da Rieti per la strada che sale a Pian de’ Valli, a Campoforogna e al rifugio Sebastiani, e scende a nord in direzione di Leonessa. D’inverno questo tracciato è però chiuso tra il rifugio e Fontenova, base per belle gite di scialpinismo. Itinerari più lunghi iniziano dai centri, come Micigliano, Sigillo, lungo la Via Salaria che aggira a oriente il massiccio, o dai borghi affacciati sulla conca reatina come Poggio Bustone e Cantalice.
Il massiccio del Nuria, cuore dei Monti del Cicolano, può essere invece raggiunto da Antrodoco e Borgo Velino, sulla Salaria, o dal valico di Sella di Corno tra Antrodoco e L’Aquila. La strada asfaltata che conduce verso il Lago di Rascino si raggiunge da Fiamignano o Tornimparte, e non viene spazzata d’inverno. Lo stesso vale per quella che sale da Borgo Velino al Piano della Rocca, base per il Monte Nuria. Gli impianti di risalita del Terminillo (0746.261129) e di Campo Stella (0746.920019, 0746.923380, biglietteria 0746.261715) non sono utili per escursionisti e alpinisti.”