Sul Passo di Volaia il rifugio Lambertenghi vi aspetta!

Rifugio Lambertenghi-Monte Coglians

“Il panorama dalla vetta del Coglians è tra i più vasti e grandiosi delle Alpi orientali” ha scritto settant’anni fa Ettore Castiglioni nella sua guida della zona pubblicata dal CAI e dal TCI. Non a caso, ai piedi del Coglians e delle vette vicine sorgono i rifugi più amati dagli escursionisti e dagli alpinisti friulani. Stefano Ardito, nella guida I 50 rifugi più belli del Friuli venezia Giulia, ci descrive così il rifugio Lambertenghi-Romanin.

Uno dei rifugi più frequentati delle montagne friulane attende gli escursionisti e gli alpinisti a 1955 metri di quota, poco a valle del Passo di Volaia e del confine italo-austriaco, ai piedi delle imponenti pareti calcaree del Monte Coglians e del Monte Capolago.
Classica meta di escursioni in famiglia, ma anche utilissimo posto-tappa per chi vuole affrontare itinerari più lunghi, vie ferrate o arrampicate, il rifugio Lambertenghi-Romanin attira ogni tipo di frequentatori della montagna. In pochi minuti, proseguendo oltre il rifugio, ci si affaccia sul magnifico Lago di Volaia, oltre il quale sorge la Wolayersee Hütte, un accogliente e panoramico punto di appoggio di proprietà della Sezione di Vienna del Club Alpino Austriaco. Su entrambi i versanti del Passo di Volaia, e con più evidenza su quello italiano, trincee, fortificazioni ed edifici testimoniano dell’importanza di questi luoghi nel corso della Grande Guerra. La vetta del Coglians, 2780 metri, fu occupata fino al novembre del 1917 dagli alpini piemontesi del battaglione Dronero, che da un fortino in cemento tenevano sotto tiro il Lago di Volaia e il Valentin Törl, il passo che separa le pareti verticali del Coglians dal modesto cocuzzolo del Rauchkofel. Molte postazioni della zona sono state restaurate.
Anche il rifugio, una grande e accogliente costruzione in muratura, è stato costruito pochi anni dopo il termine della Prima Guerra Mondiale per iniziativa di Antonio Del Regno, ed è stato inaugurato nel 1935. Fin dall’inizio è stato dedicato al tenente Lambertenghi, caduto nel giugno del 1915 in un attacco italiano verso il Passo di Volaia, e al tenente Romanin. Alla fine degli anni Settanta l’edificio, in pessime condizioni, è stato ceduto al Comune di Forni Avoltri, che lo ha restaurato e ampliato. La nuova costruzione è stata inaugurata nel 1982. La zona è magnifica e integra, anche se la posizione sul fondo del vallone limita il panorama. Le fioriture e i fossili attirano numerosi escursionisti nella zona. Incombono sul rifugio le rocce del Monte Capolago e dei complicati contrafforti del Coglians. Dal vicinissimo Passo di Volaia si apre un magnifico colpo d’occhio sull’omonimo lago e sul versante settentrionale della vetta più elevata.

La guida con i migliori itinerari ai rifugi, alle malghe e ai bivacchi del Friuli Venezia Giulia scelti e descritti da Stefano Ardito:

Guida ai 50 rifugi più belli del Friuli Venezia Giulia