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Skialp | Traversata Alta del Corno Grande

Skialp | Traversata Alta del Corno Grande
6 Marzo 2026

Da Campo Imperatore ai Prati di Tivo con l’impegnativo itinerario di scialpinismo sul Gran Sasso che sale per la Direttissima alla Vetta Occidentale del Corno Grande, descritto da Luca Mazzoleni nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale.

Una traversata tra le più belle e conosciute dell’intero Appennino, che ne sale la vetta più elevata attraversando il cuore del Gran Sasso. È un itinerario impegnativo e completo: divertente la salita per la Direttissima, fantastica la discesa per il ghiacciaio del Calderone e la Valle delle Cornacchie.
Severo, maestoso e affascinante l’ambiente. Prolungare la discesa fino a Casale San Nicola rende indimenticabile questa già magnifica gita. Itinerario fortemente soggetto al pericolo di valanghe se non in condizioni ottimali

Scheda tecnica Traversata Alta per il Corno Grande del Gran Sasso

Località di partenza funivia di Campo Imperatore (2130 m)
Località di arrivo Prati di Tivo 1465 m o Casale San Nicola 859 m
Dislivello in salita 800 m; in discesa ai Prati di Tivo 1450 m, a Casale 2050 m
Tempo di salita 4,30/5 ore per i Prati di Tivo; 5/5,30 ore per Casale San Nicola
Difficoltà BSA
Esposizione salita sud, discesa nord
Cartografia Gran Sasso d’Italia, Iter Edizioni

Accesso

Partenza: si arriva alla funivia di Campo Imperatore uscendo al casello di Assergi dell’A24, a pochi chilometri si trova Fonte Cerreto, base della funivia. Arrivo: a Pietracamela e ai Prati di Tivo si arriva dalla SS 80 per la provinciale che sale dal bivio di Ponte Arno. Casale San Nicola è facilmente raggiungibile dal casello dell’A24 di San Gabriele-Colledara passando per Isola del Gran Sasso.

Salita

Dalla funivia di Campo Imperatore si sale alla Sella di Monte Aquila per la Traversata della Provvidenza (itinerario 120, pag. 328-329); da qui si prosegue lungo la tondeggiante cresta verso Corno Grande. Lasciato a destra (est) Monte Aquila si attraversa il pianoro della Sella di Corno Grande e ci s’innalza sulla china fino al Sassone 2500 m. Adesso si entra nel canale poco a sinistra della crestina. Senza sci lo si risale prima per un canalino, poi per un pendio più aperto e quindi su per una strettoia più ripida (45°). Superato così il tratto più difficile si è in breve sulla Vetta Occidentale del Corno Grande 2914 m (croce metallica, ore 3/3,30).

Discesa

Dalla cima si scende la crestina verso ovest, si lascia a sinistra l’imbocco del ripido canale Bissolati e si continua fino all’aerea Selletta del Calderone. Da qui si scende a est nella conca del Ghiacciaio del Calderone, prima su pendio molto ripido e poi più moderato. È stupenda adesso la discesa dentro l’anfiteatro delle Tre Vette del Corno Grande. Quando si è quasi arrivati sul fondo del catino si taglia in diagonale a sinistra per superare l’evidente morena frontale. Si arriva ad affacciarsi così sul pendio ripido che scende al rifugio Franchetti, molto insidioso dato che è spesso gelato.

All’altezza della morena bisogna fare attenzione a non spostarsi troppo a sinistra dove delle fasce rocciose interrompono il versante rendendo pericolosa la discesa, ma tenersi a destra di un grosso masso quadrangolare con resti di un ometto e un bollo arancione. Prima di arrivare al rifugio Franchetti 2433 m tenersi a sinistra verso la Sella dei Due Corni; scendere un pendio prima più ripido poi meno, sciando tra grandi blocchi rocciosi sul lato sinistro del Vallone delle Cornacchie; infine accostarsi alla parete est del Corno Piccolo (attenzione alle scariche di sassi), arrivando a 2100 m circa al delicato Passo delle Scalette. Superato senza sci l’ostacolo (può essere utile la corda, vi sono fix e fittoni resinati) non rimane che la bella discesa ai Prati di Tivo sotto i piloni della cabinovia o giù per il canale a sinistra della caratteristica Pietra della Luna, scoglio roccioso a mò di trampolino poco a monte della Madonnina.

Se l’innevamento lo consente è sicuramente consigliabile la discesa fino a Casale San Nicola: nel Vallone delle Cornacchie, all’altezza del Passo delle Scalette si affronta il pendio che scende a est, dapprima ampio e poi che va a stringersi in alcuni canalini più ripidi. Per evitare i canalini interrotti da paretine di roccette ed erba, bisogna tenersi accostati tutto a sinistra, nel canale al fianco di uno spalto roccioso stratificato.
Oltre il canale la discesa si fa meno ripida e, lasciandosi alla sinistra l’abbandonato rifugio di San Nicola 1665 m, si continua nel fosso, spesso ostruito dagli accumuli di grosse valanghe. Intorno a quota 1450 si raggiunge il lato sinistro del fosso, dove una buona traccia di sentiero scende verso il paese. In alternativa al fosso, esposto alle valanghe del temibile Paretone, dal rifugio San Nicola è possibile e più sicuro scendere a est nella radura tra bosco e fosso. Quindi si entra nella faggeta per la traccia del sentiero segnato, che segue prima un crinale e poi scende nel bosco, che rimane sempre sciabile. Fare attenzione a non lasciare la traccia quando questa incontra una stradina che traversa la valletta verso destra (1290 m), ma continuare sul versante sinistro, seguendo i segni bianchi e rossi del Sentiero Italia (non sempre evidenti) e fino alla chiesetta e alla fonte di San Nicola. Si giunge così al piccolo paese di Casale, purtroppo soffocato dagli altissimi piloni dell’autostrada. La vista sul Paretone del Corno Grande che è allo stesso tempo grandiosa e oppressiva rende di per sé indimenticabile quest’itinerario.

La guida

L’itinerario di skialp sul Corno Grande proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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