L’ospizio della Santa Croce per i Prati di Armentara

ospizio della Santa Croce

Con questo itinerario attraversiamo i Prati di Armentara per raggiungere l’Ospizio della Santa Croce, uno dei luoghi più belli della Val Badia. Lo descrive Eugenio Cipriani nella guida I 50 sentieri più belli delle Dolomiti.

Costruito mezzo secolo fa ai piedi della bastionata occidentale del Sass de la Crusc, il Santuario Ospizio della Santa Croce (Dljia dla Danta Crusc, in ladino) fu consacrato dal Vescovo ausiliario di Bressanone nel 1488 ed è ancora meta di pellegrinaggio per le genti del luogo.

Lo raggiungeremo per un percorso molto facile, adatto a tutte le gambe e ad escursionisti di tutte le età, ideale quindi anche per famiglie e comitive.

La stretta correlazione fra senso del sacro e luoghi elevati è presente nell’uomo sin dalla notte dei tempi. Sotto qualunque cielo e presso qualunque civiltà. Ce ne accorgeremo quando ammireremo stupiti il mutare della luce di ora in ora sul Sass de la Crusc dai Prati di Armentara. E capiremo immediatamente il perché della sacralità, sia estetica che spirituale, che le popolazioni dell’Alta Badia hanno da sempre attribuito a questo luogo.

Dettagli itinerario

Quote da 1629 a 2045 m
Dislivello 550 m
Tempo complessivo 4 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 15, 13A, 7, 15B
Periodo consigliatoda metà giugno a ottobre
Punti di appoggio Ospizio della Santa Croce, aperto dal 10 giugno al 10 ottobre, 30 posti letto, tel. 0471.839632, www.lacrusc.com
Cartografia Tabacco foglio 07 Alta Badia – Arabba – Marmolada

Accesso

Da La Valle (Wengen), che si raggiunge con la SS 244 fino al bivio di Pederoa e poi seguendo la SP60, si prosegue ancora per 2 chilometri sulla provinciale fino alla frazione di Spescia. Si parcheggia l’auto a Spescia di Sopra, dove termina la strada asfaltata ed inizia la strada sterrata (chiusa al traffico) a 1629 metri.

Andata

Dal parcheggio presso Spescia di Sopra ci si incammina verso sud lungo la strada sterrata che compie un’ampia curva verso destra ed attraversa un piccolo impluvio oltre il quale si biforca. Al bivio si lascia a sinistra la strada bianca (segnavia 13A), dalla quale faremo ritorno, e si prosegue a destra in falsopiano lungo la stradina principale (segnavia 15) che passa sopra i prati di Spescia (bella veduta su La Valle).

La sterrata si inoltra nel bosco, all’altezza di Somcol (1725 m) piega decisamente a sinistra e poi continua senza particolari cambi di pendenza per quasi un paio di chilometri (si lasciano ai lati alcune diramazioni). A quota 1829 metri, non distanti da una radura che anticipa i pascoli di Armentara, si abbandona la stradina sterrata per seguire un sentiero, segnalato sempre col segnavia 15, che sale in obliquo verso sud, attraversa un altro sterrato e poi conduce ai pascoli di Armentara.

I segnavia, in questo tratto attraverso i prati, si diradano e la traccia non è sempre evidente. Bisogna tendere costantemente verso sud ovest cercando di rintracciare i segnavia sugli alberi, fra una radura e l’altra. Verso i 2030 metri circa di quota il sentiero si impenna decisamente, raggiunge un crinale erboso, poi traversa nettamente verso sud oltrepassando un paio di piccoli impluvi ed infine conduce all’Ospizio della Santa Croce (2045 m, 2 ore).

Ritorno

Al ritorno, anziché seguire la strada fatta all’andata, spalle all’Ospizio e viso rivolto verso la parete del Sass de la Crusc, si prende il sentiero segnavia 7 che sale per una cinquantina di metri di dislivello e poi si biforca.

Si lascia a destra il ramo che porta in cima al Sass de la Crusc (ferrata) per andare invece a sinistra seguendo i segnavia 15B che conducono sotto le pareti settentrionali del Sass de la Crusc che incombono sopra di noi con un dislivello di circa mille metri. L’ambiente è impressionante! All’altezza del Plan de Sotsas (2020 m, 0.45 ore) si lascia a sinistra una strada sterrata e si prosegue lungo il sentiero (segnavia 15B) passando sotto il Sasso delle Dieci e poi sotto il Sasso delle Nove.

All’altezza di quest’ultimo la discesa si fa più ripida e il sentiero, oltrepassata un’ampia fiumana di ghiaie calanti dal Sasso delle Nove, si raccorda ad una strada bianca (segnavia 13A). Dopo circa duecento metri ci si immette nella stradina contrassegnata dal segnavia 15. Si gira a destra per quest’ultima e, lungo il percorso già fatto all’andata, si torna al parcheggio (1.15 ore).

La guida

Altri bellissimi itinerari sono descritti nella guida I 50 sentieri più belli delle Dolomiti

sentieri dolomiti