La Direttissima per il Corno Grande descritta da Stefano Ardito

direttissima gran sasso

Tra gli itinerari più famosi del Gran Sasso, la Direttissima è la via del Corno Grande più ambita dagli escursionisti, e viene utilizzata in discesa dagli alpinisti arrivati in cima per vie più impegnative. Stefano Ardito la descrive nella guida Sentieri nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga.

Individuata da un gruppo di alpinisti romani nei primi anni del Novecento, risale il versante meridionale della Vetta Occidentale per paretine e canalini che zigzagano tra dei bizzarri torrioni e che offrono dei tratti I e dei passaggi di II grado.

Occorre sapersela cavare con le mani sulla roccia, e gli inesperti devono essere fatti salire in cordata. La parte bassa è esposta alla caduta di sassi. Si deve fare attenzione, ed è bene indossare il casco.

Scheda tecnica itinerario

Dislivello 810 m
Tempo di salita 2.30 ore
Tempo di discesa 2.15 ore
Difficoltà EE/F (passaggi su roccia di I e II grado)
Segnaletica bianco-rossa 103 e 104, vecchi segnavia gialllo-rossi 3 e 3A, triangoli verdi
Periodo consigliato da luglio a fine settembre

Accesso

L’Albergo di Campo Imperatore (2130 m, E381551-N4700122) si raggiunge in auto o in funivia da Fonte Cerreto, o con percorsi più lunghi da Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte o Farindola.

La Direttissima per il Corno Grande

Itinerario di andata

A piedi si segue il viottolo che tocca il Giardino Botanico e l’Osservatorio e prosegue verso il rifugio Duca degli Abruzzi. Al primo bivio si va a destra sul sentiero (segnavia 3) che traversa ai piedi della Cresta della Portella ed entra in una conca dominata dal Monte Aquila. Dei tornanti su terreno ripido portano alla Sella di Monte Aquila (2335 m, E381553-N4701437, 0.45 ore).

Al bivio sul valico si lasciano a sinistra i sentieri per il rifugio Garibaldi, il rifugio Franchetti, la Sella del Brecciaio e la via normale del Corno Grande, e si sale a destra sul crinale (segnavia 104 e 4), in direzione di Monte Aquila. Più avanti il sentiero traversa a sinistra e raggiunge a mezza costa la Sella di Corno Grande (2421 m, E382023-N4702218), affacciata sulla Valle dell’Inferno.

Una ripida e faticosa salita per ghiaie, dove occorre scegliere la traccia di sentiero più comoda, porta alla base del visibilissimo Sassone (2500 m), e a una cresta orizzontale di rocce e ghiaie. Sulla cresta, o sulla sua sinistra, si raggiunge un bivio (2600 m, E382036-N4702728, 1.30 ore) alla base del ripido e roccioso versante Sud della montagna. Verso est, da qui, si ammira un bel panorama sulla profonda Valle dell’Inferno e sulla costiera del Monte Camicia e del Monte Prena.

Si lascia a destra il sentiero attrezzato che traversa verso il Bivacco Bafile, e si inizia a salire direttamente in un profondo canalone roccioso, indicato da triangoli verdi e che offre dei facili e divertenti passaggi di arrampicata (I grado).

Un canalino porta a destra a una terrazza alla base di una paretina più compatta. È anche possibile evitare il canalone iniziale e salire sulla verticale del bivio, per tracce di sentiero a zig zag e facilissime rocce.

Si ritrovano i segnavia alla base della paretina. La si supera raggiungendo e seguendo un canalino (15 m, II grado all’inizio), si continua per un canale più profondo (passo di II grado all’uscita) e si sbuca su un pendio ghiaioso. Seguendo i segni ci si sposta verso sinistra, si imbocca un canale di roccia friabile, si piega verso destra per una rampa e si raggiunge un intaglio affacciato al di là su un profondo canalone.

Si supera una placca di roccia compatta (II grado), si traversa a destra con una spaccata un po’ esposta e si prosegue per un elementare canalino ghiaioso. Rocce e tracce di sentiero sulle ghiaie portano alla Vetta Occidentale del Corno Grande (2912 m, E382141-N4703078, 1 ora).

La Vetta Occidentale del Corno Grande

Itinerario di discesa

In discesa si segue l’evidente sentiero che si abbassa poco a sinistra della cresta. Dopo pochi minuti raggiunge un bivio, dove si può scegliere tra la via normale (più facile, ma esposta alla caduta di sassi) e la cresta Ovest.

Nel primo caso si segue il sentiero di destra fino a una sella affacciata sul Ghiacciaio del Calderone, e poi ci si abbassa con cautela per ghiaie e lastroni rocciosi, in direzione del Corno Piccolo, fino a raggiungere un ampio sentiero a mezza costa, che si segue a sinistra traversando la Conca degli Invalidi.

In alternativa, dal bivio poco sotto alla vetta, ci si tiene a sinistra sul sentiero che raggiunge la cresta Ovest, che alterna tratti ghiaiosi ad altri rocciosi. Dopo un tratto elementare si scende a destra in un canalino (passi di I grado, mancorrente), si torna alla cresta, e si continua superando tratti elementari e altri che richiedono l’uso delle mani.
Traversato un lastrone, un sentiero sulle ghiaie riporta alla via normale (2600 m).

Un comodo sentiero scende a svolte fino alla Sella del Brecciaio, e poi si abbassa verso Campo Pericoli superando dei tratti scomodi. Si lascia a destra il sentiero per il rifugio Garibaldi, poi si raggiunge la base (2350 m) di uno sperone calcareo noto agli alpinisti come la Pera. Una diagonale in leggera salita riporta alla Sella di Monte Aquila. Sul sentiero dell’andata si torna all’Albergo. In entrambi i casi occorrono 2.15 ore.

Foto Matteo Mazzali

La guida

Questo è solo uno dei 120 itinerari descritti con mappe e foto della guida Sentieri nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga

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