L’escursione al Monte San Nicola | PNALM

Monte San Nicola Parco Abruzzo

La lunga cresta del Monte San Nicola è uno straordinario belvedere sui boschi della Val Fondillo e sugli aspri valloni del versante laziale del PNALM. Ecco l’itinerario di Stefano Ardito tratto dalla nuova guida Sentieri nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

La lunghezza non eccessiva dell’itinerario, che inizia dalla ex Cantoniera della Castelluccia (1366 m), permette di iniziare a camminare in discesa, percorrendo per un tratto la storica mulattiera che sale da San Donato Val di Comino.

Scheda tecnica itinerario

Dislivello 800 m
Tempo di salita 2.30 ore
Tempo di discesa 1.30 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa P1, P7, P3, F6 e tratti non segnati
Periodo consigliato da maggio a novembre

Accesso

Da Sora si segue la statale di Forca d’Acero, superando Campoli Appennino e l’imbocco del Vallone del Rio, fino al Ponte del Nibbio (1027 m), dove si stacca a sinistra un viottolo indicato dai segnavia Q7. Lo stesso punto si può raggiungere da Campoli Appennino e San Donato Val di Comino, oppure da Opi scavalcando Forca d’Acero.

Itinerario

Ci si incammina scendendo nella conca a valle della strada (si può anche passare sotto un viadotto), e raggiungendo uno stazzo. Si continua sulla vecchia mulattiera (segnavia P1) che si abbassa verso San Donato sulla destra orografica della valle.
Dove il tracciato traversa il fosso si lascia a destra una diramazione che scende direttamente al paese (indicazioni per la Valle di Forca d’Acero). Si continua in discesa a mezza costa, tra faggi e rimboschimenti a pini neri, fino al fondo della Valle Inguàgnera e a un bivio (1100 m, 0.30 ore). Qui si piega a sinistra (segnavia P7), si sale con delle lunghe rampe nel bosco, si torna sul fondovalle dove si va a destra passando tra dei massi, si rientra nel folto e si sale ancora a tornanti.
Più in alto il sentiero è in parte franato, e occorre superare dei tratti scomodi. Una volta usciti dal bosco (1330 m circa) si prosegue nell’ampio solco della Valle Inguàgnera, chiusa a sinistra dalla costiera che unisce il Monte San Nicola al Monte Panico, e a destra dalla Serra Matarazzo.
Raggiunto il centro del vallone si lascia a sinistra (1450 m) il sentiero non segnato per l’ultimo tornante della strada di Forca d’Acero, poi si tocca un bivio con cartelli dove arrivano da sinistra i segnavia P10 dalla medesima strada.
Si continua a salire, ci si affaccia su una conca con abbeveratoi, e si raggiunge un’altra conca dov’è il Pozzo Inguàgnera (1650 m, 1.15 ore) di acqua non potabile, sormontato da un anello di pietra. Qui si lascia a destra l’itinerario successivo per Serra Matarazzo (una vecchia scritta su un masso reca la sigla AAST), e si continua lungo i segnavia P3, che risalgono il ramo sinistro del vallone, si alzano a svolte, raggiungono dei massi e dei faggi e si affacciano su dei pendii erbosi.
Tenendosi a destra a un bivio si sale (segnavia F6) al Valico dell’Inguàgnera (1804 m, 0.30 ore), da cui appaiono il Monte Marsicano, il Monte Petroso e le vette della Camosciara. Si piega a sinistra, si sale per i comodi pendii erbosi della cresta, e si sale sul Monte San Nicola (1900 m, 0.15 ore), magnifico belvedere. Nella zona è facile avvistare i camosci.

Una discesa tra lastroni rocciosi porta a ritrovare i segnavia F6 nel punto (1865 m) in cui questi scavalcano il crinale. Si piega a sinistra (segnavia poco visibili, attenzione!), si torna all’ultimo bivio dell’andata, e si continua a scendere tornando in Valle Inguàgnera. Ci si abbassa sul fondovalle, si supera il Pozzo e si lasciano a destra i segnavia P3 per continuare brevemente lungo i segnavia P7. Al bivio successivo (1450 m) si va a destra, sul sentiero non segnato ma evidente che traversa a mezza costa, tocca uno stazzo abbandonato, entra nel bosco, e risale in un valloncello sassoso fino all’ultimo tornante (1412 m) della strada di Forca d’Acero. Sull’asfalto si torna al punto di partenza (1.30 ore).

La guida

96 itinerari completi di mappa e foto sono descritti nella nuova guida Sentieri nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

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