Da Civitella Alfedena alla Val di Rose e a Forca Resuni

escursione in val di rose

Quello che sale da Civitella al Passo Cavuto e a Forca Resuni è uno dei sentieri più classici del Parco d’Abruzzo. Stefano Ardito lo descrive nella nuova guida Sentieri nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

L’escursione in Val di Rose, che qui proponiamo ad anello, aggiunge alla bellezza della faggeta la possibilità di incontrare i camosci, che si lasciano vedere e fotografare facilmente. In discesa, la Valle Jannanghera offre un’alternativa più lunga e in ambiente selvaggio.

Scheda tecnica itinerario

Dislivello 1180 m
Tempo di salita 2.45 ore
Tempo di discesa 2.15 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa I1, K6, I4
Periodo consigliato da maggio a ottobre (da fine luglio a inizio settembre questo itinerario può essere percorso solo con gruppi guidati)

Accesso

Il sentiero della Val di Rose (segnavia I1) inizia dalla circonvallazione di Civitella Alfedena (1107 m). Si può lasciare l’auto nei pressi (ma i posti sono pochi) o nel grande posteggio a monte del paese. Se si parte dal Museo del Lupo si traversa a piedi e in salita la strada centrale del paese, si piega a sinistra, e si raggiunge la circonvallazione di fronte all’inizio della mulattiera.

Itinerario di andata

Il tracciato inizia con un tratto sgradevole e sassoso, diventa più comodo, piega a destra entrando nella faggeta, e torna a sinistra su un ripido costone ben visibile dal paese. Al termine di questo tratto si traversa un terrazzo erboso (1350 m, 0.45 ore) da cui appaiono il Monte Boccanera e l’alta Val di Rose, poi si entra nella faggeta ai piedi del Monte Sterpi d’Alto.
Si continua a salire con un lungo e suggestivo percorso nel bosco. Toccata una radura con i ruderi di uno stazzo (cartello) si superano gli ultimi faggi (1650 m circa) e si prosegue sui pascoli, frequentati dai camosci, che salgono verso il Monte Boccanera e il Passo Cavuto. Un ripido canalone di erba e sassi, che il sentiero risale a tornanti, porta al Passo Cavuto (1980 m, 1.30 ore), da cui appare l’imponente Monte Petroso.

 

Si procede in discesa affacciandosi a destra sulla selvaggia conca della Camosciara, si traversa una conca rocciosa, si risale a tornanti aggirando il Monte Capraro e si continua a mezza costa fino al valico e al rifugio di Forca Resuni (1952 m, 0.30 ore), dai quali ci si affaccia sulla profonda Val Canneto. La salita alla vetta del Petroso, che incombe da sud sul valico, è vietata dai regolamenti del Parco.

Il rifugio di Forca Resuni, foto di Francesco Raffaele

Itinerario di ritorno

In discesa, da un bivio poco a valle del rifugio, ci si abbassa per il sassoso sentiero (segnavia K6) che si abbassa con due diagonali, lascia a destra un enorme masso e un vecchio stazzo, e poi continua sulla massima pendenza fino a entrare nella faggeta della Valle Jannanghera. Si scende per degli stretti e sassosi valloncelli, poi in una zona più comoda, e si tocca una ripida radura con massi dominata dai pendii del Monte Jamiccio.

Raggiunta una bella radura pianeggiante (1515 m) il percorso diventa più comodo, e si scende lungamente sulla sinistra orografica della valle, traversando un’altra grande radura inclinata. Dove la valle diventa più profonda si scende alla Sorgente Jannanghera (1305 m, 1.30 ore), oltre la quale è un bivio. Lasciati a destra due sentieri per Barrea si piega a sinistra per un tracciato a mezza costa (segnavia I4) che aggira un costone e prosegue a saliscendi, incrociando vari tracciati non segnati. In questo tratto occorre fare attenzione all’orientamento. Traversati dei terrazzi affacciati sul Lago di Barrea e Civitella Alfedena si rientra nella boscaglia, si incrociano altri sentieri utilizzati dal bestiame e si torna al paese (0.45 ore).

La guida

96 itinerari completi di mappa e foto sono descritti nella nuova guida Sentieri nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

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