Una passeggiata sulle Dolomiti Friulane

Dolomiti d’oltre Piave o Dolomiti Friulane? Se la prima definizione è stata coniata da geografi e alpinisti che guardavano dal cuore delle Dolomiti, la seconda si deve agli appassionati di montagna del Friuli.

Comunque la si chiami, la catena al confine tra le valli friulane e venete, e che prosegue a sud con le cime dell’Alpago e l’altopiano del Cansiglio, offre paesaggi tipicamente dolomitici, e permette di inoltrarsi in ambienti selvaggi. Diretta da nord est a sud ovest la catena, tutelata sul versante orientale dal Parco delle Dolomiti Friulane, culmina nei 2703 metri della Cima dei Preti, seguita dal Monte Duranno, dal Monte Crìdola e dal Col Nudo. L’ultima elevazione di rilievo è il Cimon del Cavallo.
La fauna include il camoscio, il capriolo, lo stambecco, il cervo, l’aquila reale, il gallo cedrone, il picchio nero e alcuni orsi arrivati dal Tarvisiano. Molte le rarità botaniche. A rendere celebri queste valli, nel 1963, è stata la frana che precipitò dal Monte Toc nel lago artificiale del Vajont, e causò l’ondata di piena che uccise duemila persone tra Longarone, Erto e Casso. In tempi più recenti sono stati i libri di Mauro Corona, scrittore, guida alpina e scultore, a diffondere la conoscenza della zona. Nel settore meridionale, in vista dei colli dell’Alpago, le cime assumono forme prealpine. Ai loro piedi, il Bosco del Cansiglio ha rifornito per secoli di legname l’Arsenale di Venezia.

Escursionisti e alpinisti trovano su queste montagne selvagge alcuni dei loro rifugi più amati e una trentina tra bivacchi fissi e casere riadattate. Il primo rifugio del versante veneto è stato il Padova, inaugurato nel 1910 dal CAI, distrutto da una valanga nel 1931 e ricostruito in seguito. Il primo punto di appoggio del versante friulano è invece il rifugio Pordenone, classe 1930. Altri rifugi sono nati intorno alla Seconda Guerra Mondiale. Negli anni Settanta e Ottanta è stata la volta dei bivacchi. Da qualche anno, invece, si dà la precedenza alla ristrutturazione di casere in abbandono.

Rifugio Maniago
Rifugio Maniago