L’escursione al Monte Antola dalla Valbrevenna

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Il massiccio dell’Antola, impreziosito in primavera-estate da spettacolari fioriture, regala splendidi panorami sul Lago del Brugneto e molte località di fondovalle. Con buone condizioni di visibilità, lo sguardo spazia dal Mar Ligure all’arco alpino. L’itinerario è descritto nella guida I 50 sentieri più belli della Liguria.

Il Monte Antola è uno dei rilievi più conosciuti del Levante. Tanti sentieri salgono infatti verso la sua panoramica cima sia dal versante ligure sia dal versante piemontese della montagna. L’escursione proposta in questo itinerario tende a esaltare le tre caratteristiche principali di questa vetta: i grandi boschi, gli ampi panorami del crinale e le estese fioriture che caratterizzano le praterie d’altitudine.
Il nome stesso dell’Antola deriva dalla parola greca anthos, che significa fiore. Incantevoli le fioriture di arniche, narcisi, orchidee, genziane, gigli, ranuncoli, aquilegie.

Per salire all’Antola si è qui utilizzata una via poco conosciuta, sfruttando i sentieri meno noti della Valbrevenna che partono da piccoli borghi seminascosti fra i boschi. Il percorso si svolge all’interno del Parco Naturale Regionale dell’Antola, una vasta area protetta che interessa l’alta Valle Scrivia e l’alta Val Trebbia, con caratteristiche geomorfologiche molto differenti.

Nella prima sono presenti i Conglomerati di Savignone, rocce formate dalla cementazione di sedimenti fluviali, nelle quali i torrenti hanno scavato ripidi canyon, che connotano il paesaggio in modo molto suggestivo. Nella seconda le montagne hanno dei profili più dolci, e sono protagonisti i grandi boschi di latifoglie che salgono fino alle praterie che rivestono il crinale principale dell’Antola.

La Valbrevenna, la più stretta e solitaria del Parco, conserva innumerevoli testimonianze dell’antica civiltà della castagna ed è punteggiata da piccole frazioni allineate lungo antichi tracciati.

Alla testata della valle si trova Senarega, un borgo medievale sulla cui piazzetta si affacciano il Museo etnologico, il castello e le case che conservano tracce delle botteghe e delle officine del maniscalco e del fabbro. Di grande fascino anche i Casoni di Lomà, e i villaggi di Lavazzuoli, Piancassina e Tonno (da cui parte l’itinerario), che sono veri musei all’aperto di architettura popolare.

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto e mappa è descritto nella guida I 50 sentieri più belli della Liguria:

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