Civetta e Moiazza: da facili escursioni a adrenaliniche vie ferrate

Via ferrata degli Alleghesi, foto Marco Corriero

Nell’elenco delle grandi pareti dolomitiche, la Nord ovest della Civetta occupa un posto speciale. Visibile dalle Pale, dalla Marmolada e dal Sella, sorveglia la valle del Cordévole con spigoli, fenditure e pilastri. È alta mille metri e larga cinque chilometri. Alla vetta più alta, che raggiunge i 3220 metri, si affiancano la Torre di Valgrande, la Torre d’Alleghe, il Pan di Zucchero e la Cima Su Alto.

“La tradizione popolare considerava la Civetta un monte stregato, messaggero di disgrazie, come il rapace notturno di cui porta il nome e il genere (la Civetta, infatti, da la zuita). Ma questo non deve condizionarci: Athena, figlia di Zeus, riscattò pienamente il rapace dalla sua fama sinistra che nella mitologia greca era il simbolo della sapienza, per la sua capacità di vedere al buio e di discernere la luce dalle tenebre. Il suo nome greco è peraltro glàux, la rilucente. E per noi questo colosso riluce di bellezza” (testo tratto da Le 50 vie ferrate più belle delle Dolomiti di Marco Corriero e Federica Pellegrino).

Anche se è vicina al fondovalle, la bastionata si lascia vedere con difficoltà dalle strade e dai paesi. A separarla da Alleghe e dal suo lago sono la Val Civetta e i dirupi del Col Reàn. L’imponenza della parete si apprezza dal magnifico sentiero che collega i rifugi Coldai, Tissi e Vazzolèr, e che offre una delle passeggiate in quota più spettacolari dell’intero arco alpino.

La grande parete e il suo sentiero non esauriscono l’interesse della Civetta e della Moiazza, la montagna che si affianca alla Civetta da Sud. Verso nord, i contrafforti del massiccio si affacciano sui dossi erbosi e boscosi percorsi dalle piste da sci di Alleghe e di Zoldo Alto. Incombono sul rifugio Vazzolèr la Busazza, la Torre Trieste e la Torre Venezia.
Verso oriente, la Civetta si alza sulla Valle di Zoldo con un versante meno spettacolare di quello rivolto a occidente. La Moiazza domina con le sue pareti i prati e i boschi del versante agordino, mentre si presenta sul versante zoldano con dei selvaggi valloni.

Straordinaria quanto difficile e lunga la via ferrata Gianni Costantini, che risale il versante meridionale della Moiazza Sud. Più accessibile in termini di difficoltà ma comunque molto impegnativa, è invece la via ferrata degli Alleghesi, che si sviluppa sul lato orientale della Civetta.

L’importanza della Civetta e della Moiazza per gli alpinisti e i percorritori dell’Alta Via numero Uno, fa sì che queste montagne ospitino rifugi dalla lunga storia come il Sonino al Coldai, il Tissi al Col Reàn, il Vazzolèr e il Carestiato.
Completano l’elenco delle strutture i bivacchi costruiti nei valloni più selvaggi o tra i boschi che scendono al Cordévole, e i rifugi di Passo Duràn e della zona sciistica di Alleghe. E il piccolo rifugio Torrani, che accoglie da settant’anni escursionisti e alpinisti a mezz’ora dalla cima della Civetta.

Rifugio Tissi