Ciaspolare in Abruzzo: come orientarsi, la segnaletica e i rifugi

Ecco cosa sapere per programmare una escursione con le ciaspole in Abruzzo. Nella guida di Stefano Ardito e Angelo Monti Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo troverete oltre alle descrizioni dettagliate di 50 fantastici itinerari, anche altre informazioni per ciaspolare in tutta sicurezza.

Come orientarsi?

Le piccole mappe presenti nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo servono a dare informazioni generali sull’itinerario. Per orientarsi davvero sul terreno occorre avere con sé una una carta IGM o una mappa escursionistica aggiornata in scala 1:25.000. Nell’introduzione a ogni itinerario indichiamo le carte disponibili sul mercato. Per utilizzare al meglio le mappe è sempre bene avere una bussola e un altimetro, ed eventualmente il GPS.

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La segnaletica

Negli ultimi anni, in Abruzzo, la segnaletica lungo i sentieri è stata migliorata, e oggi quasi tutti gli itinerari descritti nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo sono indicati da segnavia e cartelli. Gli interventi più importanti sono stati realizzati nel Parco d’Abruzzo, sulla Majella e in alcuni settori del Velino-Sirente. Sulle vette più alte del Gran Sasso i segnavia sono presenti da sempre. Altrove la segnaletica è più aleatoria. I vecchi segnavia giallo-rossi dell’Abruzzo e delle regioni vicine, e quelli rossi del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, sono stati sostituiti da segnavia bianco-rossi. Con la neve, ovviamente, restano ben visibili solo i segnavia dipinti sui tronchi degli alberi, mentre alle quote più alte gran parte della segnaletica sparisce. Qua e là restano visibili gli ometti di pietra, qualche segnavia su massi e spuntoni e (dove presenti) i paletti. L’attenzione e la capacità di orientarsi restano fondamentali per ogni escursionista.

I rifugi

Sulle Alpi, anche d’inverno, gli escursionisti possono utilizzare un grande numero di comodi punti di appoggio. In Abruzzo, invece, i veri rifugi gestiti sono pochissimi, e alcuni non vengono proprio aperti d’inverno. Lungo gli itinerari descritti in questa guida, sono gestiti anche in alcuni weekend invernali il rifugio del Monte al Gran Sasso, il Sebastiani del Velino e il Pomilio alla Majelletta. Per il rifugio Fioretti occorre contattare il gestore.
Nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise vengono aperti e gestiti anche d’inverno l’ecorifugio Cicerana, il rifugio di Prato Rosso e il rifugio di Terraegna. Escursionisti con materassino, fornello e un sacco a pelo adeguato possono utilizzare anche d’inverno il rifugio di Coppo dell’Orso (chiavi al CAI di Collelongo), il rifugio Le Pagliare al Voltigno (chiavi al CAI di Penne), il rifugio del Campo e i rifugi Montagna d’Ugni e Martellese nel versante orientale della Majella.
Sul Sirente il minuscolo rifugio della Vecchia è sempre aperto, mentre per quello di Mandra Murata occorre rivolgersi al Parco. Decisamente spartano è il rifugio Barrasso (chiavi al CAI Pescara). Tutti gli altri “rifugi” citati sono dei ristoranti-albergo accanto alle strade (è il caso di Passo Godi, di Prato Selva, della base degli impianti di Monte Piselli e del bellissimo rifugio di Selva Bella, sulla strada da Villetta Barrea a Passo Godi) o dei ricoveri in cattive condizioni, spesso utilizzati in estate dai pastori.

Nota bene: per tutte le strutture gestite, consigliamo di chiedere informazioni sull’apertura prima di mettersi in cammino.

Prima di ogni gita, consulta la guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

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