Attività outdoor per tutto l’anno immersi nello scenario dei Monti Simbruini

Boschi e vette, pareti di roccia e torrenti, grotte e sentieri. A portata di mano da Roma e da molte città dell’Italia centrale, i Simbruini sono un grande spazio di natura da vivere. Già alla fine dell’Ottocento, quando la montagna era molto più popolata di oggi, i primi escursionisti hanno iniziato a traversare boschi e altopiani del massiccio, e a salire alle cime dell’Autore, del Tarino e del Viglio.

Gendarme-Viglio
Oggi gli escursionisti hanno a disposizione una fitta rete di itinerari segnati. Alcuni sono famosi, altri conservano il sapore della scoperta. Il Parco, negli ultimi anni, ha investito energie e risorse nella segnaletica e nella sistemazione di questi sentieri, e in particolare di quelli che collegano le valli del Simbrivio e dell’Aniene con gli altopiani del cuore del massiccio. Chi preferisce camminare per più giorni può combinare i sentieri segnati o seguire uno dei numerosi trekking come il Sentiero Italia, l’E1, il Sentiero Coleman e la Via dei Lupi. Le strade sterrate offrono magnifici itinerari anche a cavallo o in mountain-bike. Chi preferisce la bicicletta “classica” può utilizzarla sulle panoramiche strade che attraversano il Parco, facendo naturalmente attenzione alle carreggiate anguste e alle auto. Impegnative salite conducono a Campaegli, a Campo Staffi e a Livata.

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Le pareti della valle dell’Aniene, a iniziare da quelle del Balzo dell’Antillinara e di Jenne, sono percorse da vie di arrampicata sportiva.
Più in basso, sulle acque dell’Aniene, scendono gli appassionati della canoa, e vengono organizzate delle uscite di rafting. Acqua e roccia si fondono nelle avventure degli speleologi, che sui Simbruini hanno a disposizione difficili grotte ad andamento verticale come gli abissi di Creta Rossa (-117 metri) e di Camposecco (con un pozzo di 22 metri), e altre meno ripide e ricche d’acqua come la Grotta dell’Inferniglio, sulla verticale di Jenne.
Gli amanti della montagna invernale apprezzano da sempre il volto più severo dei Simbruini. Gli appassionati dello sci di pista si lanciano sui tracciati di Campo Staffi e Campo dell’Osso, quelli dello scialpinismo salgono verso il Viglio, il Crepacuore o il Tarino. Quando la neve è poca o ghiacciata, il posto di questi ultimi viene preso da alpinisti con piccozza e ramponi. Negli altopiani e tra i boschi, però, gli strumenti più adatti per scoprire i paesaggi dell’inverno sono gli sci da fondo e le racchette da neve (ciaspole). Il fascino della “piccola Scandinavia” del Lazio si rivela anche a pochi minuti dalle strade.

Per esplorarli al meglio, qui trovi la guida e la mappa escursionistica aggiornatissima dei Simbruini

Testo e foto di Stefano Ardito, tranne la foto di arrampicata (Domenico Intorre)