Salina, il polmone verde delle Isole Eolie

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Salina è come una creatura poetica. E come tale è un insieme di emozioni che non ha bisogno di spiegazioni. Per capirla veramente bisogna farne esperienza diretta. Solo così potrete emozionarvi e imparare a viverla e a gustarla. Lucrezia Argentiero la racconta nella guida Il giro d’Italia in 50 isole.

La sensazione che proverete, una volta sbarcati sull’Isola di Salina, seconda per estensione dopo Lipari fra le sette sorelle dell’arcipelago delle Eolie, è nelle parole d’amore di un poeta contemporaneo, Guido Catalano: “Il tuo corpo è un’isola segreta lontana. Facciamo che sono un naufrago. Mi sveglio sulla spiaggia. È mattina. Non ho nessunissimo bisogno di essere salvato“. Già altri scrittori e poeti hanno dedicato parole e versi d’amore a questo incantevole fazzoletto di terra. “Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni“. Queste le parole di Pablo Neruda, interpretato da Philippe Noiret, nel film Il Postino, il capolavoro di Massimo Troisi, alias Mario. Gran parte delle scene è stata girata proprio qua.

Sulla scia dei sapori

È una terra di contadini. Il polmone verde dell’arcipelago, ricca d’acqua e circondata da spiagge nere di sabbia vulcanica. Un giardino appollaiato nell’acqua, con maestosi castagni e un fitto sottobosco dove a settembre crescono funghi di diverse specie.
Sulle pendici delle sue montagne – il cui suolo vulcanico rende tutto più dolce – fino al bordo delle scogliere, si coltivano uve pregiate. È qui che si produce la “malvasia“, un vino ambrato dal sapore gradevole, apprezzato anche dai palati più raffinati ed esigenti. Vale la pena fare un tour guidato con degustazione nelle numerose cantine, tra cui Fenech a Malfa (solo su prenotazione, www.fenech.it), o nell’azienda agricola Carlo Hauner a Lingua (www.hauner.it).

Non solo viti. Su queste terre baciate dal sole, si producono anche capperi e i ricercati frutti della sua pianta, i cucunci, che, raccolti nel mese di giugno, vengono conservati sott’olio e sotto sale. E non mancano nemmeno i pomodorini. Sono gli stessi che danno il giusto sapore al pane “cunzato“, tipico piatto dell’isola arricchito sempre in maniera diversa, ma colmo di sapori mediterranei. Cosa è? Si tratta di un’invitante e gigantesca mezza pagnotta cotta artigianalmente e condita, tra le altre cose, con origano, capperi e cucunci, nelle varianti con tonno, ricotta infornata, melanzane e altri prodotti tipici dell’isola.

Vi è già venuta l’acquolina in bocca? Il posto giusto per gustare questa prelibatezza è proprio nella piazza che dà sul laghetto nel paese di Lingua: il bar Alfredo. Qui oltre al pane “cunzato“, da non perdere l’immancabile cremosa granita senza l’aggiunta di ghiaccio, ma fatta solo con l’utilizzo di frutta di stagione. È un vero trionfo di profumi e di colori: melone, fragola, arancia, gelsi, anguria, limone, pesca e fichi d’india. Non mancano le versioni classiche al latte di mandorla e al caffè. Da tanta e meritata gloria è nato persino un ristorante, “Alfredo in cucina“, considerato ormai una delle tappe gastronomiche di Salina.

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Sui passi de Il Postino

E per tuffarvi in mare? Andate alle “Balate“, scendendo per una scalinata di pietra, nella zona nord dell’isola. Da qui potrete anche ammirare l’arco naturale di Perciato che sprofonda nel blu. A pochi minuti a piedi da Malfa, uno dei tre centri abitati di Salina, vi attende la Spiaggia dello Scario. Piccolo angolo di paradiso dove i ciottoli sono incorniciati dalla macchia mediterranea e dal mare azzurro e cristallino. Qui un tempo attraccavano i velieri in rotta verso le coste della Campania. La Spiaggia di Santa Marina, invece, sul lato orientale dell’isola, comoda e semplice da raggiungere, si presenta con grossi sassi levigati e acque dall’intenso colore turchese.

Per fare il pieno di poesia, invece, raggiungete la Spiaggia di Pollara (solo con le barche che partono da Santa Maria). È un’insenatura incastonata nella spettacolare falesia di tufo a strapiombo sul mare, di certo la spiaggia più affascinante dell’isola. Un luogo selvaggio, una lunga striscia di sabbia e ciottoli scuri, chiusa fra alte scogliere, dove ci sono i minuscoli ricoveri dei pescatori scavati nella roccia vulcanica. Infine, dulcis in fundo, la più nota: la “Spiaggia del Postino“. Da ammirare dal mare o dalla barca, facendo un’escursione. Qui, sul costone della baia che scende verso il Perciato, c’è la casa rosa del poeta Pablo Neruda, proprio quella del celebre film. Sembra quasi di vedere ancora Massimo Troisi nei panni di Mario, il poeta protagonista del film Il Postino, mentre arranca silenzioso in bicicletta verso l’abitazione.
Una volta vissuta l’isola, sarà difficile andarsene via senza portarne un pezzetto nel cuore. È questo l’effetto che fa sempre Salina.

La guida

Nella guida trovi inoltre preziosi consigli pratici su dove mangiare e dormire, curiosità e l’idea in più per una vacanza diversa dal solito. Buona lettura!

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