Re Laurino e le leggende delle Dolomiti

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Conoscete Laurino? E quella strana parola “enrosadira”? Eugenio Cipriani e Giacomo Meneghello ce li raccontano con testo e immagini nel nuovo volume Dolomiti. Storia, leggenda e realtà.

La leggenda di Re Laurino

O meglio, Re Laurino, protagonista della leggenda che dà origine al nome con il quale le genti di lingua tedesca chiamano il Catinaccio: Rosengarten, ovvero Giardino delle Rose. Laurino regnava su un popolo di nani che ricavavano oro e altri metalli preziosi dalle rocce ma viveva con la sua bellissima figlia, di nome Ladina, in un altissimo e splendido giardino di rose.

Un giorno il Principe del Latemar, incuriosito dal fatto che rose così belle fiorissero in un luogo così selvaggio, volle esplorare il regno di Laurino. Tanto s’aggirò per quei luoghi che alla fine incontrò la bella Ladina innamorandosene all’istante.
Anziché usando le buone maniere e una cortese seduzione optò per la versione rapida e violenta: la rapì e la portò via con sé sul Latemar per farne la propria sposa. Invano Laurino cercò di contrastare anche con arti magiche il principe prevaricatore ma ebbe la peggio al punto di finire imprigionato. Maledisse i nemici ma maledisse anche la bellezza dei fiori e sancì un incantesimo: “che le rose diventino pietra e non si possano più vedere né di giorno né di notte!”.

Così fu, e il Rosengarten si trasformò in un immenso giardino di pietra. Nella furia del momento, però, Laurino dimenticò che a separare la notte dal giorno e viceversa vi sono l’alba e il tramonto. Ed è infatti al sorgere e al calare del sole che le Dolomiti si tingono dei colori dell’“enrosadira”, fenomeno grazie al quale la dolomia acquista infinite sfumature di rosso. Un’altra di quelle peculiarità che rendono queste montagne uniche al mondo.

Il libro

Un viaggio nelle Dolomiti attraverso la storia, le leggende e la realtà descritto dalla scrittura originale di Eugenio Cipriani e accompagnata dalle straordinarie immagini di Giacomo Meneghello nel volume:

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