La Direttissima del Corno Grande, Vetta Occidentale | Abruzzo a piedi

direttissima del corno grande

Si parte da Campo Imperatore per affrontare la Direttissima del Corno Grande sul Gran Sasso. Giuseppe Albrizio la descrive nella guida Abruzzo a piedi.

La Direttissima del Corno Grande è un itinerario alpinistico molto frequentato, che si svolge in ambiente maestoso, severo e selvaggio, come tanti altri itinerari del Gran Sasso.

Nel canale della Direttissima si incontrano numerosi passaggi di I e II grado e un passo di III, e non mancano ovviamente tratti esposti. Nelle belle e assolate giornate estive la folla di persone che salgono questa via rende davvero pericolosa questa non difficile scalata, soprattutto a causa delle pietre che, smosse dai meno accorti, precipitano come proiettili rimbalzando nel canale. Sulla Direttissima indossare il casco è davvero indispensabile.

L’itinerario è un percorso alpinistico da non sottovalutare: se non si è in grado di affrontarlo in sicurezza da soli è bene farsi accompagnare da guide alpine.

Scheda tecnica itinerario per la Direttissima

Quote da 2135 a 2912 m
Dislivello 900 m
Sviluppo 9 km
Tempo 3 ore in salita; 2.15 ore in discesa
Difficoltà EE; passaggi di I, II, III grado su roccia
Segnaletica bianco-rossa 101, 104, 154, 154A, 103, triangoli verdi
Periodo da luglio a ottobre eccetto con neve o ghiaccio
Cartografia Gran Sasso d’Italia, CAI L’Aquila, D.R.E.AM.
Con i bambini non adatto

Accesso

Da Assergi, frazione del Comune dell’Aquila, si segue la Strada Statale della Funivia del Gran Sasso d’Italia (SS 17 bis) e, superata la stazione inferiore della funivia, si prosegue per Campo Imperatore. Percorsi circa 20 chilometri, ad un bivio, si va a sinistra. Dopo altri 10 chilometri si arriva all’ampio piazzale (2135 m) antistante l’Albergo di Campo Imperatore (stazione superiore della funivia), dove si parcheggia.

Itinerario

Dal parcheggio (2135 m) antistante l’Albergo di Campo Imperatore si segue a piedi l’itinerario 205 fino alla Sella di Monte Aquila (2335 m, 0.45 ore). Si prosegue in direzione nord est (segnavia 104), lasciando a sinistra il sentiero per la via normale e il Rifugio Garibaldi. Più in alto, ad un bivio (2410 m), si trascura a destra il sentiero per la vetta del Monte Aquila. Si continua a sinistra (ancora segnavia 104), in direzione nord, superando la Sella di Corno Grande (2421 m).
Si sale ripidamente tra sfasciumi di roccia (sempre in direzione nord) puntando ad un enorme masso appoggiato sulla parete sud del Corno Grande, il Sassone (2500 m).
Una volta raggiunto, si continua a salire su una cresta (segnavia 104) dove sulla destra enormi sfasciumi precipitano verso la Valle dell’Inferno e si giunge al bivio (2600 m, 1 ora, cartelli) dove a destra si trova l’attacco della ferrata per il Bivacco Bafile, che si trascura.

La Direttissima del Corno Grande

Si sale dritti seguendo il segnavia 154 e segni di vernice verde che dopo poco si infilano in un canale roccioso (I grado), più in alto l’impluvio si restringe (passi di II grado). La via alterna tratti tranquilli a tratti abbastanza verticali. I passaggi sono sempre di I e II grado, alcuni esposti. A quota 2800 metri circa bisogna superare l’ultimo ostacolo, un gradino roccioso esposto su ambo i lati che si valica rimanendo al centro (ci sono appigli, passo di III grado).
Passato l’ostacolo si entra in una conca brecciosa che si risale facilmente fin sulla cima più alta dell’Appennino, la Vetta Occidentale del Corno Grande (2912 m, 1.15 ore).

Ritorno per la Via Normale

Dalla croce di vetta si trascura la direttissima che scende in direzione sud e ci si incammina tra roccioni e sfasciumi in direzione nord ovest. Giunti al bivio (2860 m), si lascia a sinistra la Via delle Creste e si prosegue (indicazioni Via Normale) verso nord lungo la dorsale aerea ma non esposta.
Mantenendosi a sinistra o a destra del crinale ci si affaccia sulla conca del Ghiacciaio del Calderone con stupenda visuale sulla Vetta Orientale, la Vetta Centrale, il Torrione Cambi, la Forchetta del Calderone, la Forchetta Gualerzi, la Forchetta Sivitilli.
Si piega verso sinistra, nord e poi nord ovest, scendendo per qualche decina di metri su una spalla inclinata e aerea composta da roccia non liscia e breccia. Lo sguardo spazia dalla Sella dei Due Corni al Corno Piccolo, alla Valle dei Ginepri e alla Val Maone.
A quota 2750 metri ci si dirige verso sud ovest (bolli bianco-rossi) e si scende lungo una parete marcia sfruttando, con l’aiuto delle mani (I grado su roccia), un canalino breccioso. Per alcuni tratti si rimane dentro al solco, per altri si scende a destra o a sinistra dello stesso. Più in basso, a quota 2670 metri, si lascia a destra il sentiero che conduce al Passo del Cannone.

Si continua dritti (bolli bianco-rossi) su sentiero breccioso, gli sfasciumi sono finiti (per ora), e si perde quota sulla via evidente e marcata dai continui passaggi degli escursionisti. A quota 2640 metri sulla sinistra si nota un grosso macigno isolato dove è stata posta una lapide a ricordo di due militari del Nono Reggimento Alpini. Infine si arriva sulla parte terminale della Conca degli Invalidi  (2600 m, 1 ora).
Seguendo ancora la normale (segnavia 103), a serpentina tra sfasciumi, si raggiunge rapidamente la Sella del Brecciaio (2506 m, 0.15 ore).

Si attraversa il grande pietraio che scende dalla dorsale sud ovest della Vetta Occidentale e si costeggia la grande conca ondulata di Campo Pericoli. Lasciati a destra i sentieri che scendono al Rifugio Giuseppe Garibaldi si intercetta, a quota 2325 metri, il percorso fatto all’andata. Si volta a destra (segnavia 101), si supera la Sella del Monte Aquila (2335 m, 0.30 ore) e si attraversa il versante sud est del Monte Portella. In breve si torna alle auto (0.30 ore).

Rifugi e punti di appoggio

Ostello di Campo Imperatore Lo Zio (2120 m), 21 posti letto, offre anche ristoro, aperto da giugno a ottobre, tel. 0862.1961580, 353.3848079, www.ostellocampoimperatore.com.

La guida

L’itinerario completo anche della variante di ritorno sulla Via delle Creste, foto, mappa e traccia GPX lo trovi nella guida Abruzzo a piedi di Giuseppe Albrizio.

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