Giubileo 2016, apertura della Porta Santa della Basilica di San Paolo fuori le mura

Lunedì 25 gennaio 2016, giorno della Festa della Conversione di San Paolo, in occasione del Giubileo della Misericordia vi sarà l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Paolo fuori le mura. Per muoversi senza difficoltà, consigliamo ai pellegrini diretti a Roma la Mappa del Pellegrino e Roma Medievale e Cristiana, la guida di Roma per scoprire le meraviglie della Città Eterna. Offriamo un assaggio nel testo che segue dell’autrice Maria Antonietta Bonaventura.

Questa Basilica sorge sul luogo dove “l’apostolo delle genti” ebbe sepoltura. Fu l’Imperatore Costantino a farla erigere, ma fu interamente rifatta ed ampliata verso la fine del IV secolo: nell’iscrizione dello splendido mosaico dell’arco trionfale si legge che “Teodosio iniziò, Onorio finì”. Questa maestosa Basilica, una delle meraviglie del mondo, fu quasi totalmente distrutta da un incendio nel 1823. Venne ricostruita da Pio IX nel 1854, sulle stesse fondamenta, secondo l”originario disegno.
Sulla facciata si apre la porta bizantina (1070) restaurata in occasione del Giubileo del 2000, composta da più di cinquanta formelle rettangolari con scene della vita di Cristo e figure di apostoli e profeti sotto le arcate. È posteriore di più di otto secoli la vicina porta di bronzo, realizzata da E. Maraini nel 1930, i cui pannelli presentano in parallelo scene della vita dei Santi Pietro e Paolo.

La basilica costantiniana era molto più piccola dell’attuale ed era orientata in direzione opposta, con l’ingresso verso la via Ostiense. Appena qualche decennio dopo la costruzione voluta da Costantino, nel 386, i tre imperatori che reggevano contemporaneamente l’impero nuovamente suddiviso, Valentiniano II, Teodosio il Grande e suo figlio Arcadio, vollero realizzare un nuovo edificio, che venne chiamato basilica dei tre imperatori o basilica teodosiana, dal nome del più importante dei tre, Teodosio, che di lì a qualche anno proclamerà il cristianesimo religione ufficiale dell’impero. La basilica teodosiana venne allora orientata verso il Tevere, sul quale era praticamente affacciata, mentre oggi ne è separata dagli argini e dai muraglioni realizzati a fine Ottocento contro le inondazioni fluviali. La basilica attuale presenta lo stesso orientamento e lo stesso vastissimo spazio, suddiviso in cinque navate, che mettono in evidenza le dimensioni dell’edificio: fino alla costruzione rinascimentale di San Pietro in Vaticano, San Paolo fu la più grande basilica della cristianità. È facile dedurne il ruolo che la chiesa stessa e soprattutto l’abbazia benedettina cui apparteneva sostennero per buona parte del Medioevo. La circostanza trova ulteriore conferma nella serie dei medaglioni a mosaico che si susseguono sulle arcate delle navate mediane e sul transetto, con la serie completa dei 264 pontefici che si sono succeduti ufficialmente sulla cattedra di Pietro fino a Giovanni Paolo II. Questi ritratti fanno della basilica un archivio iconografico unico al mondo, anche se, ovviamente, non si può giurare sul loro realismo, specie per quanto riguarda la fase più antica.
I tondi che vediamo sono stati completamente rifatti dopo l’incendio ottocentesco; ma il complesso ostiense custodisce anche una prima serie autentica di 42 ritratti papali, da San Pietro a Innocenzo I (417), fatta eseguire ad affresco nel IV secolo da papa Leone Magno. Dopo l’incendio della basilica i medaglioni furono staccati e trasferiti nel museo sistemato nell’attiguo monastero insieme ad una ricca collezione di epigrafi dell’antica basilica.