Cento Fonti: un’escursione imperdibile nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga

cento cascate

Cento Cascate o Cento Fonti? Se il secondo toponimo è il più diffuso nella zona, gli scritti di Carlo Landi Vittorj hanno reso popolare il primo tra i camminatori che arrivano da Roma. Ecco l’itinerario che da Cesacastina ci conduce alla Valle delle Cento Cascate tratto dalla guida Sentieri nel Parco Nazionale Gran Sasso-Laga.

Qualunque soprannome gli si assegni (sulle carte si chiama Fosso dell’Acero), il solco che sale da Cesacastina verso le Cime della Laghetta e il Gorzano è percorso a primavera da un bellissimo torrente che scorre su dei lastroni di arenaria.

  • Dislivello 550 m
  • Tempo di salita 1.45 ore
  • Tempo di discesa 1.15 ore
  • Periodo consigliato da maggio a ottobre
  • Segnaletica bianco-rossa 300, 354 e Sentiero Italia, un tratto non segnato

Accesso

L’itinerario qui proposto consente di avvicinarsi in auto alle cascate, ma costringe ad affrontare una sconnessa strada sterrata.
Dalla chiesa di Cesacastina (1141 m) seguite la strada che attraversa il paese e prosegue sterrata verso nord (destra arrivando). Dopo una svolta a sinistra continuate sui panoramici terrazzi erbosi delle Piane, superando un campo sportivo e lasciando a destra una grossa stalla. Posteggiate accanto a un bivio con cartelli (1220 m, 2,5 km dal paese, 0.45 ore se a piedi).

Itinerario

Trascurata la strada che sale a svolte verso Colle della Pietra, seguite quella di sinistra, che scende a mezza costa nel bosco e raggiunge il Fosso dell’Acero nei pressi della captazione dell’ENEL (1340 m). Una stradina sbarrata da una catena sale a un piccolo rifugio chiuso a chiave (1365 m). Alle spalle della costruzione, un sentierino pianeggiante permette di affacciarsi sui primi salti e sui primi scivoli del torrente. Il percorso più comodo consiste nel seguirlo brevemente, tornare al rifugio, e poi seguire il sentiero segnato che si alza nella faggeta superando alcuni tratti fangosi e scivolosi. Raggiunta una vecchia ma ben visibile mulattiera conviene seguirla verso destra fino a ritrovare il torrente a poca distanza da un guado (1437 m). Ricordiamo che il torrente non va assolutamente traversato quando la portata è al massimo. Se è possibile traversare il corso d’acqua, conviene senz’altro costeggiarlo in salita per pochi minuti sulla sinistra orografica fino a un guado alla base del più spettacolare scivolo del vallone. Inoltre  Occorre raccomandiamo di fare molta attenzione sulle scivolose lastronate di arenaria accanto al torrente. Queste rocce, infide e scivolose, hanno causato numerosi incidenti, a volte mortali.

Oltre il guado il sentiero principale continua sulla destra orografica, a poca distanza dal torrente, affacciandosi su dei pendii erbosi più coricati, e sorvegliati dai ripidi pendii di terra e rocce della Costa delle Troie, la cresta che sale verso il Monte Gorzano. Usciti dalla faggeta (1580 m circa) continuate accanto al torrente, e poi salite a sinistra superando dei ripidi gradoni erbosi. Superata una baracca di lamiera utilizzata in estate dai pastori raggiungete una strada sterrata che arriva da Cesacastina. Poco più in alto è la copiosa Sorgente Mercurio (1790 m), al centro di un solenne anfiteatro di pascoli e rocce dominato dal Monte Gorzano e dalle Cime della Laghetta. In discesa occorrono 1.15 ore.

Foto: Alessandro De Ruvo