Escursione da Campo Felice al Monte Puzzillo

Monte Puzzillo

Il cocuzzolo di erba e rocce del Monte Puzzillo domina la piana di Campo Felice, la Valle Leona e la prima parte dell’itinerario che sale al rifugio Sebastiani. Ecco l’escursione descritta nella guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino di Stefano Ardito.

Il Monte Puzzillo, anche se viene raramente raggiunto dagli escursionisti, rappresenta invece una meta interessante, che offre ambienti solitari e magnifici panorami, e che può essere raggiunta per un itinerario abbastanza breve ma a carattere avventuroso. Gran parte dell’escursione si svolge su sentieri non segnati o fuori sentiero. Non esistono veri problemi di orientamento.

Scheda tecnica itinerario

dislivello 640 m
tempo di salita 1.45 ore
tempo di discesa 1.15 ore
difficoltà E
segnaletica bianco-rossa 1C, ometti, un lungo tratto non segnato
periodo consigliato da maggio a novembre
cartografia di riferimento mappa Monte Velino scala 1:25.000, Iter Edizioni

Accesso

L’altopiano di Campo Felice si raggiunge da Lucoli, da Casamaina, dal casello di Tornimparte della A24, o da Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio per il tunnel di Serralunga, che collega l’Altopiano delle Rocche alla base degli impianti di risalita. Dalla rotatoria all’ingresso della piana per chi arriva dalla A24 o da L’Aquila si devia a ovest (cartello) verso l’hotel-ristorante Alantino. Dopo altri 500 metri, prima dell’albergo e della partenza delle piste da fondo, accanto a un cartello per il rifugio Sebastiani, si devia a sinistra per una carrareccia, a tratti sconnessa, che supera a mezza costa un gradino e prosegue a saliscendi sul pianoro fino alla vecchia miniera di bauxite della Valle Leona, dove si parcheggia (1642 m, 3,5 km dall’asfalto, 1 ora se a piedi) dopo una baracca metallica in rovina.

monte puzzillo

Itinerario

A piedi si continua sulla strada sterrata, indicata da segnavia bianco- rossi 1C, ci si tiene a destra a un bivio e si entra nella faggeta superando due sbarre successive. La carrareccia sale nel bosco, traversa un valloncello, supera un tratto ripido e si affaccia sulla vastissima conca carsica della Valle del Puzzillo, in fondo ai quali appare la parete della Vetta occidentale del Costone. Da destra (nord) dominano la zona il Monte Puzzillo e altre vette. Si scende a un pianoro, lo si attraversa, si lascia in alto a sinistra un rifugio utilizzato in estate dai pastori, e si sale a un bivio con cartelli (1840 m, 0.45 ore) accanto a una cisterna e a un fontanile asciutti. Si prosegue brevemente sulla strada sterrata, poi si lascia a sinistra il frequentato sentiero per il rifugio Sebastiani (vi passa l’itinerario successivo) e si sale in un ampio vallone erboso in direzione del Passo del Morretano, che si apre a sinistra del Monte Puzzillo. I vecchi segnavia sono spariti ma il percorso è comodo ed evidente.

Dal passo (1983 m, 0.30 ore) ci si affaccia sulla Valle del Morretano, che scende verso il Bosco del Cerasolo. Si piega a destra e si inizia a salire verso il Monte Puzzillo per ripide tracce di sentiero indicate da ometti di pietre. Man mano che si procede il panorama si allarga verso il Costone, il Muro Lungo e il Morrone. Superato il tratto più ripido si raggiunge la cresta che unisce il Monte Cornacchia al Monte Puzzillo nei pressi di alcuni massi. Verso destra, sul crinale, si prosegue fino alla vetta (2174 m, 0.30 ore), indicata da un ometto di pietre. Si riparte per la cresta Est, opposta a quella di salita, toccando un’anticima (2132 m) affacciata sul Piano del Puzzillo. Si continua seguendo gli ometti, affacciandosi sulle rocce e i canaloni che precipitano verso est. Dove il terreno diventa più ripido conviene affacciarsi a sinistra su una conca di grossi massi, e poi procedere in cresta fin dove questa diventa pianeggiante (1900 m, 0.30 ore).

Raggiunto il margine della faggeta si piega a sinistra, scendendo nel bosco fino a una radura (1846 m) ben visibile dall’alto. La si attraversa e si continua per un ripido valloncello nel bosco. Nel solco, o per il crinale alla sua destra, si raggiunge una seconda radura (1754 m). Dalla sua estremità destra, nei pressi di un grande faggio, si imboccano delle vecchie tracce che salgono a una terza radura (1775 m), traversata la quale ci si affaccia sui boschi della Valle Leona. Da qui in poi l’orientamento è meno evidente. Si scende per un vecchio sentiero (servono come riferimento i segni blu che delimitano gli appezzamenti forestali), dove questo si perde si continua direttamente fin dove la pendenza diminuisce. Si prosegue per tracce di sentiero in un vago valloncello. Traversato un prato si torna al punto di partenza (0.45 ore).

La guida con i migliori itinerari ai massicci del Sirente e del Velino, scelti e descritti da Stefano Ardito:
guida-escursioni-sentieri-sirente-velino