Le Piramidi di Segonzano

Gli “Omeni” di terra lungo la porta d’accesso al cuore delle Dolomiti con l’itinerario descritto nella nuova guida DOLOMITI. I SENTIERI PIÙ BELLI di Eugenio Cipriani e Andrea Baradel.
Le piramidi di terra di Segonzano non sono guglie dolomitiche ma bizzarre formazioni rocciose dovute al disfacimento delle creste e dei fianchi della montagna boscosa che sovrasta il paese di Segonzano, in Val di Cembra. Sorgono in un fitto bosco di aghifoglie composto da larici e abeti altissimi che sembrano a volte competere per slancio con le piramidi stesse.
Tutto è nato dal momento in cui, circa 15.000 anni fa, ebbe termine l’ultima glaciazione, quella Würmiana. Ritiratasi la lingua glaciale, iniziò l’azione erosiva dell’acqua piovana e torrentizia che diede luogo, nel corso dei millenni, alla genesi di incisioni profonde e vallette parallele. In queste piramidi ha un’importanza fondamentale la presenza del cappello e, soprattutto, la sua struttura, che condiziona l’esistenza stessa della piramide. Se il masso cade la piramide diventa molto più aggredibile dall’acqua e in breve tempo assume una forma appuntita e affilata per poi crollare.

Una delle più antiche documentazioni di queste strutture geologiche porta la firma del pittore tedesco Albrecht Dürer che, nel 1494, costretto a deviare il suo percorso dal Brennero a Trento passando per la Val di Cembra, restò così colpito dal paese e dalle bizzarre formazioni rocciose che le ritrasse in un noto acquerello.
L’itinerario qui proposto, facile e ben segnalato anche con pannelli didascalici, è realizzato nella prima parte con scalini di legno. Richiede solo mezza giornata ed è ideale per chi soggiorna in Fiemme e Fassa. Da aprile a settembre si deve pagare il ticket di accesso come contributo per la manutenzione del sentiero.

Sebbene le piramidi di Segonzano non siano Dolomiti, ne respirano comunque l’aria: la Val di Cembra, infatti, è percorsa dal Torrente Avisio che trae le sue scaturigini da quel che resta del Ghiacciaio della Marmolada.
Una curiosità: le piramidi vengono localmente chiamate “Omeni” di Segonzano probabilmente per via del roccioso cappello in cima. Provate però a osservare bene alcune di quelle piramidi e noterete che molte hanno una forma morbida e arrotondata squisitamente femminile. Non solo “Omeni”, quindi, ma anche “Done” fra queste straordinarie sculture naturali.
Scheda tecnica itinerario
Quote da 604 a 862 m
Dislivello 350 m
Sviluppo 4 km
Tempo 2.30 ore
Difficoltà T
Segnaletica bianco-rossa senza numero
Periodo tutto l’anno eccetto con neve o ghiaccio
Cartografia Tabacco 049 Südtiroler Weinstrasse Strada del Vino
La guida
L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto, mappa e traccia GPX la trovi nella guida DOLOMITI. I SENTIERI PIÙ BELLI di Eugenio Cipriani e Andrea Baradel.
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