La nuova guida per esplorare a piedi l’Altopiano di Asiago

escursione al Monte Cengio

Disponibile da oggi la nuova guida I 50 sentieri più belli dell’Altopiano di Asiago di Federica Pellegrino: itinerari della Grande Guerra, sentieri sulle tracce di siti preistorici, giri alle malghe, percorsi dall’elevato valore naturalistico e artistico come il Parco del Sojo e le Cave di Rubbio. Escursioni per tutti i gusti e per tutte le gambe!

Il 4 novembre 2014, in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, fu presentata a Roma e, in contemporanea, in altri 100 paesi nel mondo, la pellicola di Ermanno Olmi Torneranno i prati. Ispirato al racconto La paura di Federico De Roberto, il film di Olmi è uno spaccato della vita in trincea durante le ultime sanguinose fasi del conflitto nell’Altopiano di Asiago.
Questo evento riaccese i riflettori sul territorio altopianese, per certi versi un mondo a sé, adagiato su una soleggiata conca dagli orizzonti sconfinati e conosciuto ovunque per lo squisito formaggio Asiago a marchio DOP e per l’esteso comprensorio di sci nordico che non ha eguali a livello nazionale. Ma l’incanto di questa località turistica cela un valore storico inestimabile che il centenario della Grande Guerra ha rievocato. Così diffuse sono le tracce lasciate dal conflitto nell’Altopiano che l’ambiente naturale, incorporandole, ha assunto il valore di bene storico e culturale.

Esplorare l’Altopiano è come sfogliare e vivere un libro di storia. La storia dell’Italia che entra ufficialmente in guerra, il 24 maggio 1915, sparando il primo colpo di cannone dal Forte Verena, il “Dominatore degli Altipiani”, verso il “Padreterno”, il Forte austriaco di Campo Luserna. La storia di un triennio che trasformò paesi, pascoli e cime in un unico, grande campo di battaglia. La storia di un tributo altissimo pagato dal territorio per assolvere al proprio ruolo, di montagne insanguinate, di vite spezzate in battaglie memorabili, una fra tutte l’Offensiva K sul Monte Ortigara, passata alla storia come il “Golgota degli Alpini”.
Per tutte queste ragioni, l’Altopiano è diventato un grande museo a cielo aperto, sull’ambiente e sull’uomo, che recupera la dimensione paesaggistica e storica del territorio, la cui tutela e valorizzazione è curata dall’Ecomuseo della Grande Guerra delle Prealpi Vicentine.
Non solo guerra, però, perché la storia dell’Altopiano affonda le proprie radici in epoche remotissime, testimoniata da numerosi siti preistorici rinvenuti in anni recenti e ripristinati in chiave didattico-culturale. E non solo storia, perché la natura ha creato in questo territorio, uno dei massicci carsici più importanti d’Europa, bizzarre architetture rocciose, modellate dal tempo, mimetizzate da una flora variegata e abitate da una caratteristica fauna. Questa guida vuole essere un viaggio in un territorio dalle mille sfaccettature, raccontato con il cuore e lo stupore di chi, fin da bambina, ha camminato su queste montagne.

La nuova guida I 50 sentieri più belli dell’Altopiano di Asiago

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