Escursione al Monte Cengio: il salto del Granatiere

escursione al Monte Cengio

La Grande Guerra ha trasformato in storia la natura dell’Altopiano di Asiago, lasciandovi tracce ovunque. L’escursione al Monte Cengio è descritta nella guida I 50 sentieri più belli dell’Altopiano di Asiago di Federica Pellegrino.

L’escursione al Monte Cengio è la testimonianza di uno degli episodi più tragici del conflitto e si sviluppa nell’area sacra del Monte Cengio, lungo le postazioni italiane che dovevano difendere la pianura padana. È un’escursione facile, inserita nell’Ecomuseo della Grande Guerra delle Prealpi Vicentine.

L’episodio a essa legato risale al maggio 1916, quando l’esercito austroungarico lanciò un’offensiva sugli altopiani veneti, la Strafexpedition, voluta per punire il tradimento italiano alla Triplice Alleanza. Per fermare l’avanzata austriaca che aveva travolto in pochi giorni la linea di difesa posta sulle creste settentrionali, seimila uomini della Brigata Granatieri di Sardegna, comandati dal Gen. Pennella, furono inviati sulla propaggine meridionale dell’Altopiano.

Scrisse il Gen. Pennella: ”Si narrava già di aver veduto rotolare per le rocce strapiombanti sull’Astico nel furore dell’ardente lotta, grovigli umani di austriaci e granatieri”. La montagna cadde in mano nemica il 3 giugno 1916, ma il sacrificio della Brigata Granatieri di Sardegna riuscì a fermare l’invasione della pianura. Gli austriaci, infatti, si ritirarono presto dai territori occupati e, il 24 giugno 1916, le truppe italiane ripresero possesso del Monte Cengio e di tutto il pianoro circostante fino alla Val d’Assa.

In seguito, i comandi italiani predisposero una serie di opere difensive sul nodo montuoso del Cengio, con postazioni in caverna e camminamenti di raccordo, collegati da una mulattiera di arroccamento denominata “La Granatiera” in onore del corpo che qui difese la pianura veneta. Con rispetto, dunque, entriamo in questo museo naturale della storia d’Italia.

Escursione al Monte Cengio

L’anello si sviluppa per circa 4 chilometri su sentiero ben segnato, mulattiera di arroccamento e gallerie, alcune non illuminate, per cui è opportuno avere con sé una torcia o una lampada frontale.

Scheda tecnica itinerario

Quote da 1286 a 1354 m
Dislivello 150m
Difficoltà T
Tempo 1.40 ore
Segnaletica segnavia 651, segnavia bianco-rossi al suolo, cartelli
Periodo consigliato da aprile a novembre
Punti di appoggio Rifugio al Granatiere, tel. 0445 880114
Cartografia Tabacco scala 1:25.000 Altopiano dei Sette Comuni, Asiago, Ortigara

Accesso

Da Vicenza si sale all’Altopiano di Asiago con l’autostrada Valdastico (A31), uscita Piovene Rocchette, e di seguito la Strada del Costo (SP 349). Giunti in territorio altopianese, in prossimità dell’ex stazione di Campiello e della trattoria ai Granatieri, si svolta a sinistra sulla strada asfaltata che sale al Piazzale Principe di Piemonte (1286 m), dove si parcheggia. Se si proviene da Asiago, invece, si deve seguire la direzione per Vicenza (SP 349). Superato l’abitato di Treschè Conca e, subito dopo la trattoria, si trova sulla destra la strada asfaltata che sale al Piazzale Principe di Piemonte.

Itinerario

Dal parcheggio ci si avvia verso sud ovest (segnavia 651), passando accanto a un edificio fatiscente. Dopo un primo breve tratto immerso nella vegetazione, si incontra sulla destra la Galleria Cannoniera, una postazione con quattro cannoniere per altrettanti cannoni da montagna, che chiudeva a est il complesso sistema difensivo del Cengio. Usciti dalla galleria, si prosegue lungo il sentiero che sale alla trincea di quota 1363 metri (0.20 ore) e scende poi attraverso una scaletta alla mulattiera di arroccamento.

La mulattiera collegava i capisaldi di quota 1363 e 1351 metri e permetteva il controllo della sottostante Val d’Astico. Anch’essa è provvista di una serie di gallerie, molto umide all’interno ma con il fondo parzialmente coperto da passerelle metalliche zigrinate che ne riducono la scivolosità. Defilata alla vista degli austroungarici, la mulattiera consentiva il trasferimento rapido e al coperto delle truppe da un settore all’altro del Cengio. I tratti in galleria si alternano ad ampio sentiero in cengia aperta sui dirupi della Val d’Astico, dove la vista a perdita d’occhio sulla pianura padana si spinge fino all’Adriatico.

Si scende al Piazzale dei Granatieri (1275 m, 0.20 ore), dove sorge l’omonimo rifugio, e si sale poi verso il picco di quota 1351 metri, da cui si ammira la drammatica mole del Salto del Granatiere. Si attraversa quindi la Galleria di Comando, la più lunga, che esce sul Piazzale Pennella, un privilegiato balcone panoramico su tutto l’Altopiano dei Sette Comuni (0.25 ore). Da qui un sentiero conduce in cinque minuti alla sacra cima del Monte Cengio (1354 m).

Per il rientro, si torna al Piazzale Pennella e si segue l’ampia sterrata che scende al Piazzale dei Granatieri (0.15 ore) e la stradina asfaltata fino al Piazzale Principe di Piemonte (0.20 ore).

La guida

Trovi l’itinerario completo di descrizione dettagliata, mappa e foto nella guida I 50 sentieri più belli dell’Altopiano di Asiago

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