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Tag: Escursioni nei Monti Sibillini

Articoli e approfondimenti su itinerari per escursioni e trekking nel Parco dei Monti Sibillini, con indicazioni tecniche sui tempi, dislivelli, difficoltà, riferimenti cartografici, curiosità e splendide foto

Al confine tra l’Umbria e le Marche si alza una delle più belle catene montuose dell’Appennino. Affacciati sulle dolci colline del Maceratese e del Piceno, sui severi altopiani di Norcia, sulla Valnerina e sui massicci della Laga, del Terminillo e del Gran Sasso, i Monti Sibillini devono la loro notorietà alle leggende che parlano di profetesse e stregoni, alle fioriture di Castelluccio, ai centri storici che fanno corona al massiccio, a una gastronomia che propone salumi, formaggi e lenticchie celebri in tutta Italia.

Per più di un secolo, solo una minoranza di escursionisti, alpinisti e sciatori provenienti dalle due regioni (o dai vicini Lazio e Abruzzo) ha frequentato i sentieri, le rocce e i canaloni innevati dei Sibillini. Dal 1995 il Parco Nazionale dei Sibillini tutela 71.437 ettari di diciotto Comuni umbri e marchigiani. Anche grazie al Parco e alle sue iniziative, nei borghi ai piedi del massiccio sono nate nuove strutture ricettive, si sono moltiplicate le guide escursionistiche, hanno avuto nuovo slancio i prodotti tipici. Il Grande Anello dei Sibillini, lungo 120 chilometri e diviso in nove tappe, compie il periplo completo di queste montagne.

I brevi e comodi sentieri-natura, gli itinerari più lunghi che conducono a vette minori e valichi, le faticose salite alle cime del Bove, del Bicco, della Priora e del Vettore permettono a tutti gli appassionati di trovare il sentiero adatto al loro allenamento e alle condizioni della montagna e del tempo.

Grande Anello dei Sibillini

Il trekking del Grande Anello dei Sibillini descritto da Stefano Ardito

Nella guida Sentieri nel Parco dei Sibillini, l’autore prepara gli escursionisti all’esperienza trekking del Grande Anello dei Sibillini.

Centoventi chilometri di carrarecce e sentieri, divisi in nove tappe, a una quota compresa tra i 560 e i 1794 metri. Sono queste le cifre del Grande Anello dei Sibillini, il trekking promosso e segnalato dal Parco con lo scopo di far conoscere agli escursionisti – spesso molto numerosi tra il Monte Bove, il Monte Sibilla, il Lago di Pilato e il Vettore – anche le pendici del massiccio, dove si concentrano borghi, chiese, santuari e altri luoghi di grande interesse storico.

Mentre le tappe poste a quote più alte, e in particolare quelle intorno al Pian Grande, possono essere percorse anche in piena estate, quelle ad altezza poco più che collinare sono ideali per la primavera e l’autunno. Il percorso, segnalato con cartelli e segnavia di vernice bianco-rossi, non presenta difficoltà. Occorre comunque fare attenzione all’orientamento nei tratti sui prati e nelle zone fangose, e ovunque i segnavia possono non essere sempre ben evidenti.

Fiastra-chiesa-San-Paolo
Naturalmente il Grande Anello può essere percorso anche solo in parte. Chi prevede di seguirlo interamente deve mettere in conto otto o nove giorni di cammino (le tappe da Cupi a Fiastra e da questa a Monastero possono essere agevolmente abbinate). Per rendere comodamente fruibile il Grande Anello, il Parco ha realizzato dei rifugi escursionistici attraverso il recupero di edifici preesistenti.

Al momento in cui scriviamo i rifugi di Cupi, Garulla, Fiastra, Colle, Colle le Cese (il vecchio rifugio CAI Città di Ascoli) e Campi sono completati e agibili, mentre quelli di Monastero e Rubbiano sono ancora in fase di ristrutturazione. Il Grande Anello può essere percorso anche sfruttando le strutture ricettive private (alberghi, pensioni, agriturismi, bed&breakfast) poste nei vari centri.

L’elenco completo delle strutture ricettive può essere consultato sul sito del Parco (www.sibillini.net), o contattando gli uffici turistici e le case del Parco. Sul sito dell’area protetta sono elencate anche le soluzioni alternative consigliate fino al completamento dei rifugi mancanti.