Casa Editrice
La casa editrice Iter Edizioni inizia la sua attività nel 1972 a Subiaco (Roma), nel luogo dove nel 1465 fu stampato il primo libro in Italia – e con quell’evento mantiene un collegamento ideale: due allievi di Gutenberg, infatti, portarono nel monastero sublacense di Santa Scolastica la nuova arte della stampa a caratteri mobili e proprio qui nacquero i primi incunaboli italiani.
Il nome Iter Edizioni rispecchia la volontà di pubblicare carte e guide escursionistiche e turistiche che sappiano condurre per mano viaggiatori e turisti per le strade e i sentieri di tutta Italia. Animata da questa convinzione, Iter Edizioni opera nel settore dell’editoria con successo da oltre quarant’anni, e si è specializzata nell’editoria turistica e cartografica, distinguendosi per l’ampiezza del catalogo e la varietà tematica delle pubblicazioni.
Il catalogo di Iter Edizioni è composto da oltre 100 titoli, distribuiti nelle edicole e nelle librerie di tutto il territorio nazionale, oltre che sul web.
Inoltre, Iter Edizioni si occupa dell’ideazione e della realizzazione di pubblicazioni per conto di enti pubblici e privati: grazie alle competenze e all’esperienza acquisite e all’utilizzo delle più avanzate tecnologie, la Iter conta su un portafoglio di clienti prestigiosi, quali la Regione Lazio, la Provincia di Roma, l’Enel, il Comune di Roma, l’Agenzia Regionale Parchi del Lazio, la Regione Piemonte, il Vescovado di Anagni, la Hertz, l’Avis Autonoleggio, la Camera di Commercio di Roma, Legambiente ed altri.
Iter Edizioni fa parte di Lozzi Editori, che riunisce 7 case editrici radicate a Roma e nel Lazio, tutte specializzate in editoria turistica e per il tempo libero.
Iter Edizioni si è affermata negli anni senza perdere di vista il legame con la tradizione, ma è al contempo una casa editrice agile e moderna, consapevole della rivoluzione in atto nel mondo dell’editoria e della comunicazione e determinata ad esserne protagonista. Dal 2022 si è trasferita a Roma.
Un po’ di storia
Subiaco, cittadina a pochi chilometri da Roma, famosa nel mondo per i suoi monasteri benedettini, vanta un primato invidiabile: la stampa del primo libro in Italia realizzato con la tecnica dei caratteri mobili. Fu nell’abbazia di Santa Scolastica, fondata nel VI secolo dallo stesso Benedetto da Norcia, che due monaci tedeschi, allievi di Gutenberg, introdussero in Italia la nuova tecnica di stampa appena inventata.
Fino ad allora, i monasteri benedettini erano stati luoghi straordinari per la conservazione e la trasmissione del sapere e negli scriptoria gli amanuensi continuarono per secoli a copiare le opere degli scrittori antichi cristiani e pagani.
Gutenberg e i caratteri mobili
La trascrizione dei libri a cura degli amanuensi fu il principale metodo di produzione libraria fin quando Johannes Gutenberg di Magonza (circa 1390 -1468) ideò i caratteri mobili, dando avvio alla rivoluzionaria invenzione della stampa.
Il carattere mobile veniva realizzato grazie all’impressione di punzoni in acciaio su matrici in rame che, poste su forme su cui veniva colata una lega metallica fusa, dava origine a più volte la stessa lettera. Una volta fabbricati, i singoli caratteri mobili venivano allineati sui compositoi, ossia piccoli strumenti che il compositore teneva in mano per comporre le righe delle pagine da stampare. Inoltre potevano essere scomposti ed usati di nuovo dopo la stampa per realizzare altri testi.
La stampa a Subiaco
Dopo il Sacco di Magonza (1462) gli allievi di Gutenberg si dispersero per l’Europa diffondendo le nuove tecniche di stampa nelle città in cui si trasferirono: Strasburgo, Basilea, Zurigo, Augusta, Ulm, Norimberga. Due di essi, Corrado Sweynheim e Arnoldo Pannartz, nel 1465 impiantarono a Subiaco presso il monastero di Santa Scolastica la prima tipografia italiana, nella quale perfezionarono la loro tecnica di stampa, in vista di una innovativa produzione editoriale vera e propria, con centinaia di copie.
Iniziarono la loro esperienza sublacense nel 1463 o 1464 con il Donato, una piccola grammatica latina destinata ai ragazzi, composta di poche carte e della quale non è rimasta copia. Subito dopo si cimentano con un’opera ben più prestigiosa, il De Oratore di Cicerone, seguito dal De divinis institutionibus di Lattanzio, che nel colophon riporta data e luogo di stampa. La loro avventura sublacense termina nel 1467 quando si trasferiscono a Roma “in domo Maximi”.
Subiaco, polo editoriale e tipografico
A Subiaco, per decenni, ha svolto la sua attività la casa editrice Iter Edizioni.
Inoltre, dal 2005 è attivo il comitato Subiaco, la culla della stampa, dedito allo studio e alla divulgazione del primato di Subiaco nella storia della stampa attraverso convegni, seminari di studio, mostre ed altre iniziative culturali.