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Tag: scialpinismo

Il “sale” dello scialpinismo secondo Mimì Alessandri

Ecco le parole con cui il grande alpinista aquilano Mimì Alessandri descrive il significato profondo del suo scialpinismo. Questo brano è apparso nella prima edizione de “La montagna incantata”, la guida di itinerari scialpinistici in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni. Oggi lo condividiamo con voi sul nostro blog.

“Caro Luca, piuttosto che aneddoti, preferisco comunicarti il mio “personale” concetto dello scialpinismo. Un abbraccio” Mimì Alessandri
Scialpinismo è

  • La combinazione della duplice panoramica di offerte elargite dalle due più impegnative e gratificanti attività esplicabili in montagna, alpinismo e sci.
  • La fruizione della montagna nel momento in cui essa assume la veste più solenne, quando, ammantata di neve, riacquista, a qualunque quota e latitudine, i connotati di purezza e primordialità che con il loro fascino costituiscono il più irresistibile richiamo per l’alpinista.
  • La salita – se il tempo è bello – è ripagata dalle limpide visioni che solo il paesaggio invernale sa offrire. Avanzare tra l’azzurro del cielo ed il bianco delle alte, affilate creste nevose mentre sotto le fitte brume che opprimono i fondovalle, i comuni mortali continuano ad agitarsi nell’eterno, inane tramestio quotidiano, è sensazione da abitanti dell’Olimpo; la percezione di vivere una situazione di grande privilegio può essere considerata presunzione ma è abbastanza motivata.
  • E poi la discesa, lungo vergini pendii, i quali, anche se percorsi per la centesima volta, forse perché obbligano ad usare sempre le cautele previste su terreni sconosciuti, ti danno la miracolosa sensazione di muoverti su un percorso “inusitato”: è questo senso continuo di “scoperta” che costituisce il sale dello scialpinismo.

Si dà per scontato il concetto che, in questa, più che in qualunque altro tipo di attività, le soddisfazioni che si traggono sono sempre e solo direttamente proporzionali al prezzo – in fatica e rischi – che si è disposti a pagare.
Nell’evoluzione individuale di un alpinista ritengo che rappresenti il segno della maturità.
Mimì Alessandri

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Monte Viglio da Meta: itinerario di scialpinismo

Skialp sui Monti Simbruini: Monte Viglio da Meta. A descriverci questo divertente itinerario è Luca Mazzoleni nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale. La montagna incantata.

Gita divertente che sale dal lato abruzzese della montagna. Questo versante del Monte Viglio è stato nel passato poco frequentato, mentre negli ultimi anni aumentano gli appassionati di sci che lo apprezzano. Un’alternativa certo non disprezzabile ai soliti itinerari.

Località di partenza Meta 1051 m
Dislivello 1100 m
Tempo di salita ore 3,30
Difficoltà MS
Esposizione est/sud/est
Cartografia Trek Map Zompo lo Schioppo – Monte Viglio – Pizzo Deta Iter Edizioni

Accesso

Dalla SS 82 Avezzano-Sora si esce a Civitella Roveto e si giunge a Meta seguendo la segnaletica. Dalla piazzetta del paese un cartello indica a destra una comoda strada sterrata che sale verso Monte Viglio.

Salita

Secondo l’innevamento si guadagna quota in auto lungo la strada brecciata: se si sono azzeccate le condizioni migliori è possibile trovare la neve subito fuori il paese. Si percorre la strada, tagliando non appena possibile gli ampi e noiosi tornanti, per seguire la traccia segnata del sentiero estivo fino al rifugio Cerasoli (sulla carta CAI la posizione del rifugio è più alta di quel che in effetti è). Risalire subito dietro al rifugio la radura, che in breve porta alla selletta della Croce Cerasoli 1630 m (ore 1,45). Si percorre ora l’ampio crinale della cresta sud/est rimontandola fino a un caratteristico pianoro circolare poco sotto la vetta (Fossa Comune) che si raggiunge in pochi minuti, 2156 m (croce metallica, ore 3,30).

Discesa

Dalla cima si scende nel catino sottostante per la traccia di salita: con neve assestata è bello, non appena inizia la cresta percorsa in salita, piegare a sinistra, imboccando il bel pendio/canale esposto a est che scende direttamente verso la strada e il visibile rifugio Cerasoli. Da qui si segue la traccia di salita fino a Meta. In caso di pericolo di valanghe invece è necessario ripercorrere per intero l’itinerario di salita fin dalla vetta del Viglio.

Foto: Matteo Mazzali

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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Monte Argatone: l’itinerario di Scialpinismo di Luca Mazzoleni

Oggi vi presentiamo un itinerario nel Gruppo dei Monti Marsicani, nel magnifico scenario del Parco d’Abruzzo. Monte Argatone, Anticima 2103 m: da Villalago per la Serra Sentinella, descritto da Luca Mazzoleni nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale. La montagna incantata

Decisamente una gita molto bella e varia a una cima non proprio famosa, ma interessante al pari di altre più conosciute. L’itinerario è sempre su terreno protetto da valanghe e si può considerare la classica gita invernale, dove trovare una bella polvere e sciare sicuri anche dopo nevicate abbondanti.

Località di partenza Villalago 963 m
Dislivello 1200 m
Tempo di salita ore 3.30/4.00
Difficoltà MS
Esposizione nord
Cartografia Trek Map Parco d’Abruzzo 1:25.000 Iter Edizioni

Accesso

Villalago è un piccolo paese sulla davvero pittoresca SS. n°479 della Valle del Sagittario, che da Sulmona conduce a Scanno e Villetta Barrea. Dalla statale si gira a destra per Villalago e si attraversa il centro del paese verso ovest, fino a uscirne. Si ferma l’auto presso una selletta dove è una pinetina e una cabina del gas.

Salita

S’inizia con una brevissima discesa verso ovest e quindi subito a sinistra si segue la stradina oltre una sbarra metallica. Si attraversa una valletta (in alto a sinistra si vede lontana la cresta sommitale, meta della gita) e la pista comincia a risalire comoda la costa. Arrivati sul crinale la traccia piega a sinistra (sud/ovest) seguendolo quasi in piano le paline metalliche di un invisibile metanodotto, arrivando così presso un grande fontanile in cemento a 1227 m. Piegare a sud/ovest per risalire la costa a destra del fossetto che al fontanile confluisce, guidati dai radi ma visibili segni del sentiero estivo. Si continua per il comodo e sicuro crinale della Serra Sentinella, tra macchie di faggi e piacevoli radure, arrivando a uscire dal bosco a quota 1720 m, affacciandosi dalla cresta sull’ampio e invitante valloncello Dragonarella. L’Anticima è ormai in vista e, seguendo l’arrotondata dorsale, con un ultimo sforzo si raggiunge il piccolo ometto che la marca a 2103 m (ore 3.30/4.00).

Discesa

Lungo la via di salita.

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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Scialpinismo sulla Costa della Tavola, salita per il Costone della Cerasa

Oggi vi proponiamo il divertente itinerario di scialpinismo che ha come meta il Costone della Cerasa (Cima Occidentale) per terminare in discesa sulla Costa della Tavola. Lo descrive Luca Mazzoleni nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale.

Scialpinismo sul Gruppo Velino-Sirente

Quando la strada dei Piani di Pezza è chiusa alle auto per la neve, la salita al Costone della Cerasa per la Costa Cerasole è un itinerario più divertente e panoramico della lunga traversata dei piani stessi. Lo scialpinismo per la Tavola è ormai una classica. Infatti, nonostante il dislivello modesto e un po’ di bosco in basso, questa gita merita la sua fama per la bellezza del paesaggio e la divertente discesa.

Località di partenza Vado di Pezza 1482 m
Dislivello 780 m
Tempo di salita 3 ore. Complessivo 5.30 ore
Difficoltà BS
Esposizione salita est, discesa nord
Cartografia Gruppo Velino-Sirente, CAI Abruzzo; Carta Monte Velino Iter Edizioni

Accesso

Lungo la SS 5 bis L’Aquila-Celano fino a Rocca di Mezzo, quindi si seguono le indicazioni per la buona strada asfaltata che arriva al Vado di Pezza.

Salita per la Costa Cerasole

Dal vado che si apre sui Piani di Pezza nei pressi del piccolo Rifugio del Lupo ci si abbassa nei piani in direzione sud/ovest, puntando alla dorsale boscosa che separa i Piani di Pezza dal Piano del Ceraso. Si risale il crinale della Costa Cerasole con traccia piacevole e mai ripida, tra boschi di faggi e ampie radure fino a una larga cresta sotto il Costone della Cerasa.

Si entra a destra nell’ampio circo sul versante nord risalendolo fino al largo crestone. Si segue ora l’arrotondato crinale con minimo saliscendi fin sulla Cima Orientale del Costone della Cerasa 2159 m, proseguendo quindi per quella Occidentale 2182 m (piccolo ometto in cima, qualche palo di legno sul crinale, ore 3,00).

Scialpinismo sulla Costa della Tavola

Dalla vetta ci si affaccia a nord sulla Costa della Tavola, ben delimitata ai lati dai salti delle due fasce rocciose che la caratterizzano. Si scende direttamente il pendio della Tavola percorrendolo fin al margine del bosco (quota 1900 circa): quindi a destra per un ripido canalino, poi lungo la pista lasciata nel bosco dalle valanghe.

Quando questa è sbarrata dal bosco si percorre grosso modo il centro dell’anfiteatro e con pazienza si supera un tratto più intricato, con percorso intuitivo fra piante e radure. Non troppo oltre si esce all’aperto sui Piani di Pezza. Per evitare la fitta macchia nell’anfiteatro a quota 1900 circa, si può provare a tirare dritti nel bosco, evitando di imboccare il ripido canalino sulla destra, entrando così subito nella faggeta al piede della Costa della Tavola (qui è anche segnata la traccia sulla carta CAI e le piante sono meno intricate che sul percorso precedente), poi attraverso la vegetazione che va allargandosi si ritrova la traccia che sbuca sui Piani di Pezza.

Terza e ultima possibilità è di scendere all’inizio della faggeta a sinistra, tra il bosco e la valle lungo il bordo sinistro della Tavola guadagnando così ancora qualche curva su terreno aperto prima di incontrare il bosco; a seguire un centinaio di metri di vegetazione più fitta e quindi bosco meglio sciabile che si apre sui Piani di Pezza. Comunque siate arrivati sui piani ora dovete sganciare gli attacchi e ciabattare per poco più di cinque chilometri di terreno pianeggiante verso est, a raggiungere il lontano Vado Di Pezza 1482 m (ore 5,30).

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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Monte Girella da San Giacomo, discesa per il Vallone

Luca Mazzoleni, nella nuova edizione della guida Scialpinismo in Appennino Centrale, ha inserito 34 nuovi itinerari tra cui la gita al Monte Girella. Così ce la descrive l’autore.

Aggiungendo queste gite mi è possibile finalmente colmare una lacuna presente nella precedente edizione de “La Montagna Incantata”, dove i Monti Gemelli non erano presenti. Già da molti ignorati, e a chi li vede dal Gran Sasso spesso confusi all’orizzonte con i Sibillini, questi Monti meritano di sicuro una visita quando le perturbazioni adriatiche li ricoprono di neve abbondante e spesso ottima. Vi si trovano gite brevi ma che è possibile accoppiare, se si hanno energie e tempo sufficienti; sono itinerari dai dislivelli contenuti ma equilibrati nello sviluppo; assai divertenti nelle discese con panorami inconsueti su Sibillini, Gran Sasso e Laga. Provare per credere.
La gita è descritta con la salita integrale da San Giacomo, ma è ovviamente possibile partire dalle Tre Caciare, abbreviandola di molto. La scelta ai ripetitori, in base all’innevamento e alla voglia di faticare più o meno.

Località di partenza: San Giacomo SP. 53, 1074 m
Dislivello: 850 m
Tempo di salita: ore 2,15
Tempo di discesa: ore 1,00
Difficoltà: Medio Sciatore
Esposizione: nord/nord/ovest
Cartografia: Monti Gemelli, CAI Ascoli

Accesso

Da Ascoli Piceno per strada provinciale; da Teramo prima per la SS. 81 Piceno-Aprutina, quindi da Civitella del Tronto per la SP. 53.

Salita

Arrivando a San Giacomo da Civitella del Tronto lungo la Provinciale poco prima degli Hotel s’incontra una netta curva prima della salita; qui sulla sinistra si lascia l’auto presso la rimessa del battipista che da qui sale lungo la pista, ormai non più servita dalla vecchia bidonvia. Si risale il pistone, generalmente battuto dal gatto, che sulla sinistra entra nel bosco e risale alle sovrastanti piste di Monte Piselli. Comoda è la salita lungo la vecchia pista fino alle Tre Caciare 1438 m (ore 0,40) dove parte la seggiovia di Monte Piselli. Ancora lungo le piste si continua fino alla stazione della seggiovia a Monte Piselli 1678 m, che si oltrepassa continuando sulla sinistra di un vecchio skilift e del campo della scuola sci; breve discesa in un’ampia dolina dove si notano in successione un paio di capanne in pietra dei pastori, poi su per il dosso successivo e a seguire un altro pianoro: la cima è ormai vicina, segnalata dalla croce e da alcuni ponti radio. La vista è davvero magnifica tutt’intorno: dal Gran Sasso ai vicini Monti della Laga e Sibillini, con uno sfilare di cime e pendii innevati scintillanti. Altra leggera discesa nel catino a est e con un’ultima lieve risalita si è sulla vetta del Monte Girella 1814 m (ore 2,15).

Discesa

Dalla cima si ritorna lungo la via di salita oltre il primo pianoro sotto la cima e si va ad affacciarsi sul versante nord/nord/ovest, che con bella pendenza scivola nel Fosso Il Vallone: a ben vedere il bordo sinistro del Vallone appare come una mano chiusa a pugno, con le nocche sporgenti: da questo il nome locale Pugno. Si scende con ampie curve, puntando a un’evidente caciara sul lato del fosso (quota 1450 circa). Ci si lascia a sinistra la caciara e si tiene il lato destro del Vallone, seguendo la traccia del sentiero, incontrando i primi faggi e una fascia di roccette, alte sulla destra. La discesa prosegue, si entra nella faggeta a quota 1400 circa e non troppo oltre il sentiero risale leggermente sulla destra per uscire dal vallone e tornare verso le Tre Caciare. Tutto sommato potrebbe essere conveniente rimettere per questo breve tratto le pelli e così uscire dal fosso sulla destra e attraversare il pendio aperto che quasi in piano raggiunge prima una strada forestale e poi quella che da San Giacomo porta alle Tre Caciare (circa 15/20 minuti di lieve risalita). Ora non resta che la veloce e divertente discesa per la vecchia pista che termina al punto di partenza (ore 1,00, croce e ponti radio).

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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Scialpinismo in Majella sui Monti Mileto e Le Mucchia: la Costa del Sole

Luca Mazzoleni ci descrive uno degli itinerari di scialpinismo in Majella tra i più panoramici nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale.

La vista dell’imponente dorsale della Maiella accompagna lungo tutto il percorso della gita: i Monti Mileto e Le Mucchia godono del miglior colpo d’occhio su tutte le grandi Rave del versante ovest della Maiella, che ripidissime scendono dal Monte Amaro e dal Monte Pescofalcone. Piacevole e poco faticosa la salita, sebbene non sia proprio breve; divertente e stuzzicante la discesa per la Costa del Sole.

Località di partenza: Guado San Leonardo 1282 m
Località di arrivo: bivio di Roccacaramanico SS. n°487, 990 m
Dislivello: 935 m in salita; 1230 m in discesa
Tempo di salita: ore 3.30
Difficoltà: Medio Sciatore
Esposizione: est
Cartografia: Montagne del Morrone, CAI Sulmona

Accesso

Da Caramanico o Sulmona si segue la SS. n°487 fino a Guado San Leonardo dove si posteggia nel piazzale dell’albergo Celidonio. Il punto di arrivo della discesa è sulla stessa statale, nei pressi del bivio per Roccacaramanico a circa sei chilometri dal Guado.

Salita

Dal piazzale dell’albergo Celidonio ci si dirige verso lo ski-lift di sinistra (sud), entrando nel bosco e imboccando una strada forestale (chiari segni bianchi e rossi), che sale con ampi tornanti in una bella faggeta. Si continua lungo il viottolo fino a uscire su pendio aperto ora più ripido (attenzione alla stabilità del manto), che decisi si risale fin a guadagnare il largo crestone che si affaccia su Pacentro. Per il crinale si prosegue prima sull’Anticima 1903 m e poi sul Monte Mileto 1920 m (ore 2.00, piccoli ometti poco visibili con neve alta). È anche possibile evitare la cima del Mileto per abbreviare il percorso, tagliando il pendio fuori della faggeta con una lunga diagonale a mezza costa verso nord. Dal Mileto si continua verso nord lungo il largo crinale, abbassandosi quindi in una conca che prosegue in una valletta. Adesso la cresta si allarga in un susseguirsi di piccole conche e pianori. Si lascia alla sinistra un primo piccolo rifugio e si passa accanto a un secondo rifugio più grande (Casa Capoposto 1755 m).
Si prosegue sempre a nord nella valletta e quando questa termina si scende in un marcato valloncello alle pendici del versante meridionale del Monte le Mucchia. La via più rapida per la cima è quella che risale il pendio direttamente, guadagnando la cresta che si segue fino in vetta al Monte Le Mucchia 1986 m (ore 3.30). Si può anche proseguire nel valloncello, aggirando il versante sud e raggiungendo la cima per i pendii più dolci che la compongono sul lato occidentale.

Discesa

Dalla cima percorrere a ritroso la cresta fatta a salire; quindi lasciare a destra la traccia di salita e proseguire sul crinale, sciando prima sul lato sinistro, poi su quello destro, costeggiando la parte alta del Fosso Senza Nome. A quota 1550 circa s’incontrano i primi radi alberi, qui si scende a sinistra del filo della crestina per radure e tratti di bosco. Quando si ha a sinistra un gruppo di verdi pini si piega a destra per evitare un tratto di roccette, scendendo nella parte bassa del Vallone, dove la neve si mantiene più a lungo (tracce di sentiero visibili se non c’è neve). Ora per aperti pascoli ci si dirige a vista al bivio per Roccacaramanico della SS. n°487.

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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Scialpinismo sui Monti della Laga: Monte Gorzano da Cesacastina

Oggi vi proponiamo questo itinerario tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni: il Monte Gorzano da Cesacastina. Non resta che augurarvi una buona sciata!

Salita non impegnativa, percorribile anche con condizioni di abbondante innevamento. L’itinerario è denominato crestone sud/est o anche Costa delle Troie, al gusto del lettore il toponimo preferito.
In ogni caso una divertente gita in compagnia della spettacolare vista sul versante settentrionale del Gran Sasso. Consigliabile abbinare la salita per la Costa delle Troie alla discesa per la Valle delle Cento Fonti.

Località di partenza Cesacastina 1141 m
Dislivello 1300 m
Tempo di salita ore 3.30
Difficoltà Medio sciatore
Esposizione sud/est
Cartografia Monti della Laga, CAI/S.E.R., Monti della Laga CAI Teramo/Selca Firenze

Accesso

Dalla SS. n°80 L’Aquila-Teramo si svolta al bivio di Aprati per Cesacastina.

Salita

Dalla parte alta del paese, presso la pensilina in legno della fermata del pullman, una stradina prima asfaltata e poi subito sterrata sale verso le Piane. Si segue la strada fino al primo tornante: qui è conveniente lasciare la carrareccia, che compie un lungo giro, e accorciare tagliando a destra. Si attraversa un fossetto e si sale a mezza costa in direzione ovest, lasciandosi in basso a sinistra gli ampi pianori a monte del paese, il campo di calcio e un grande e brutto stazzo in lamiera. Si continua a salire oltre la piccola costruzione di una presa d’acqua recintata a quota 1580, tagliando i larghi tornanti della carrareccia. Lasciata andare a sinistra la stradina che scende nella Valle delle Cento Fonti (1699 m) si segue il bordo dell’ampio costone che la delimita. Si sale attraversando una breve e agevole fascia di bosco e si prosegue per il crinale della Costa delle Troie. Con percorso evidente lungo cresta si raggiunge la cima di Monte Gorzano 2458 m (ometto e piccola croce metallica talvolta sommersi dalla neve alta, ore 3.30).

Discesa

Una possibilità molto seguita è quella per la via di salita. Altrettanto valida e divertente può essere la discesa per la Valle delle Cento Fonti, dove il vento non rovina la neve fresca e polverosa da poco caduta (ma se la neve è caduta da qualche giorno il sole la può rendere difficile e crostosa).
Se così si preferisse dalla cima lasciare andare a sinistra la traccia di salita e scendere diretti a vista verso l’ampio bacino a sud sul crinale che, dopo un breve tratto più ripido, si appoggia sul pendio dolce e ben sciabile che tra gobbe e valloncelli scende senza via obbligata. Tenendo la sinistra dell’ampia Valle si incontra un ruscello e, se non è sommersa dalla neve, la Sorgente Mercurio. Quindi prima della linea del bosco si nota sulla destra una baracchetta/stazzo in lamiera. Senza raggiungere la baracchetta cercate e seguite la pista che sulla sinistra attraversa su un ponticello il ruscello ed entra nella faggeta. Poco oltre sarà necessario almeno sganciare gli sci o forse rimettere le pelli per risalire un breve tratto e tornare lungo la stradina sulla traccia del mattino, a quota 1699. Ora una lunga scivolata e ancora tante curve riportano al punto di partenza.

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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Monte Gorzano da Capricchia: itinerario di scialpinismo

Dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni ecco l’itinerario che sale al Monte Gorzano da Capricchia per il Fosso di Selva Grande e la Cresta N/O.
Buona sciata!

Salita non impegnativa, percorribile anche con condizioni di abbondante innevamento. L’itinerario è denominato crestone sud/est o anche Costa delle Troie, al gusto del lettore il toponimo preferito.
In ogni caso una divertente gita in compagnia della spettacolare vista sul versante settentrionale del Gran Sasso. Consigliabile abbinare la salita per la Costa delle Troie alla discesa per la Valle delle Cento Fonti.

Località di partenza Sacro Cuore 1384 m
Dislivello 1130 m circa
Tempo di salita ore 4.30
Difficoltà Ottimo Sciatore Attrezzato
Esposizione ovest, nord/ovest
Cartografia Monti della Laga, CAI/S.E.R., Monti della Laga CAI Teramo/Selca Firenze

Accesso

Lungo la SS. n°4 Salaria fino ad Amatrice, da qui per Capricchia.

Salita

Da Capricchia una stradina asfaltata sale a tratti comoda e a tratti ripida al Sacro Cuore 1384 m; con innevamento abbondante la strada non viene pulita e la gita si allunga quasi di un’ora. Dall’inizio del piazzale del Sacro Cuore si prende a destra (nord) per una pista sterrata segnata e poco oltre si prosegue sempre a destra al bivio per il Monte Gorzano (cartello). Il sentiero ora corre sul lato destro del Fosso di Selva Grande, alto rispetto al fondo ed alle sue cascate e comodo da percorrere anche con gli sci. A quota 1559 si ignora un altro bivio a destra per lo Stazzo di Gorzano e si prosegue per la pista che si inoltra in Selva Grande verso Sella della Solagna e Pizzo di Moscio. Sempre immersi nella faggeta si attraversa il fosso poco oltre un bel salto d’acqua e subito altro bivio (cartello), dove si prende a destra sempre per sentiero marcato verso la Sella della Solagna. La salita continua nel bosco lungo la traccia estiva fin su un colle panoramico con un ometto in pietra (località Balzi Classette 1803 m, ore 1,30). Ora si attacca a destra (sud/est) la cresta subito erta e che circa a metà ha un paio di tratti più esposti che possono richiedere l’uso dei ramponi. Si continua a salire per il crinale con bellissima vista che si allarga sul Fosso di Selva Grande e tutte le cime che lo contornano: Cima Lepri, Pizzo di Moscio, Monte Pelone. Dopo questo tratto più ripido la cresta si fa più facile, si appiana e sulla destra si apre un valloncello (è la testata del Fosso di Gorzano): non rimane che l’ultima fatica di rimontare l’erta terminale che conduce sulla cima del Monte Gorzano 2458 m (ometto e piccola croce metallica talvolta coperti dalla neve, ore 4.30).

Discesa

La discesa della Cresta N/O è riservata a sciatori sicuri ed esperti, da affrontare solo con condizioni della neve non ghiacciata e stabile; altrimenti, dopo aver goduto della salita diretta e panoramica, conviene scendere per l’altrettanto bella ma meno impegnativa Cresta Ovest e lo Stazzo di Gorzano.

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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