Skip to main content

Mese: Ottobre 2021

Monte San Franco (2132 m) | Abruzzo a piedi

Una bella escursione autunnale con grandi panorami parte dal Ponte della Lama e conduce al Monte San Franco.  L’itinerario è descritto nella nuova guida Abruzzo a piedi di Giuseppe Albrizio.

Posto sul limite occidentale della lunga catena del Gran Sasso, il Monte San Franco è la prima elevazione del massiccio che superi i 2000 metri. Deve il nome a San Franco, un monaco del XII secolo che, dopo aver vissuto girovago per i monti dell’Appennino Centrale trascorse diversi anni in eremitaggio tra le montagne del Gran Sasso, nei pressi del paese di Assergi, di cui è il patrono; oltre al nostro monte portano il nome del santo una sorgente miracolosa e la grotta dove dimorò.

Questo giro ad anello tocca in salita la Fonte dell’Orso, il Rifugio Antonella Panepucci Alessandri, il Passo del Belvedere e la Cresta di Rotigliano; dalla vetta si scende per la cresta ovest, Pietra Liscia, la Cava di pietra, l’Acqua Fredda per finire al Ponte della Lama.

Grande il panorama che la gita offre sul Monte Terminillo, il Lago di Campotosto, i Monti della Laga, il Monte Corvo e la prossima Cresta delle Malecoste.

Scheda tecnica itinerario per Monte San Franco

Quote da 1290 a 2132 m
Dislivello 850 m
Sviluppo 16 km
Tempo 3.15 ore in salita, 2 ore in discesa
Difficoltà E
Segnaletica un tratto su sterrata non segnata, bianco-rossa 112, 111
Periodo da maggio a novembre eccetto con neve o ghiaccio
Cartografia Gran Sasso d’Italia, CAI L’Aquila, D.R.E.AM.
Con i bambini adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto, mappa e traccia GPX la trovi nella guida Abruzzo a piedi di Giuseppe Albrizio.

guida escursioni in abruzzo

L’Eremo di San Girolamo e il Monte Fogliano | Lazio a piedi

Un’escursione nel cuore della Riserva del Lago di Vico con l’anello per l’Eremo di San Girolamo e il Monte Fogliano. Agostino Anfossi descrive l’itinerario nella guida Lazio a piedi.

Nelle faggete del Lago di Vico alla ricerca di un antico eremo

Anello non troppo impegnativo che porta alla cima del Monte Fogliano che, con i suoi 965 metri di quota, rappresenta la sommità più alta della Riserva naturale regionale Lago di Vico. Quest’area ospita una immensa faggeta di fusti altissimi. Al suo interno si celano tante meraviglie, tra cui uno splendido eremo che San Girolamo (al secolo Girolamo Gabrielli) fece costruire nel 1525 a sue spese ricavandolo dalla roccia effusiva vulcanica. Un vero gioiello che purtroppo attirò le attenzioni di una banda di malfattori che depredarono Girolamo, costringendolo a tornarsene nella natia Siena dopo aver donato tutti i suoi averi ai poveri.

EREMO di SAN GIROLAMO

Attenzione: dal recente sopralluogo (17 ottobre 2021), una volta raggiunto l’eremo, si sconsiglia di proseguire per il Monte Fogliano se si è sprovvisti della traccia GPX in quanto il sentiero descritto sulla guida che collega alla sterrata per il Monte Fogliano non è più visibile a causa di recenti cadute di alberi ed è privo di segnavia.

Scheda tecnica itinerario

Quote da 620 a 965 m
Dislivello 392 m
Tempo 3.15 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 103, un tratto non segnato
Periodo consigliato tutto l’anno
Cartografia IGM 355 III Blera, 355 IV Vetralla
Con i bambini adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su solo se ben allenati

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, mappa, traccia GPX e foto la trovi nella guida Lazio a piedi di G. Albrizio, A. Anfossi, F. Ardito, F. Belisario, R. Hallgass.

lazio a piedi

 

PNALM: un gioiello di natura da esplorare camminando | Abruzzo a piedi

Lo scrigno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise regala emozioni in tutte le stagioni, ma è in autunno che luci e colori lo rendono particolarmente magico. Luca Mazzoleni ci introduce a questa straordinaria area protetta nella nuova guida Abruzzo a piedi di Giuseppe Albrizio.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) interessa buona parte dei Monti Marsicani e delle Mainarde, monti situati in gran parte in Abruzzo con importanti estensioni di territorio nelle due regioni confinanti. Un’attenzione particolare per queste montagne selvagge e ricche di fauna si manifestò fin dalla seconda metà dell’800, quando alcuni notabili locali crearono una riserva reale di caccia che offrirono in omaggio al re Vittorio Emanuele II di Savoia. Nel gennaio 1923 finalmente la riserva di caccia diventò Parco nazionale, grazie a un regio decreto che istituì quello che è cronologicamente il secondo Parco nazionale italiano dopo quello del Gran Paradiso, più vecchio di neanche un mese.

I risultati di un secolo di tutela del territorio, della flora e della fauna fanno del PNALM un luogo eccezionale, fantastico e preziosissimo.

Si deve all’istituzione del Parco se in questa porzione dell’Appennino Centrale sono sopravvissute specie a forte rischio di estinzione come l’orso bruno marsicano, il camoscio d’Abruzzo, il lupo, la lontra, il gatto selvatico. Grazie all’opera di tutela del Parco negli ultimi anni è stato inoltre possibile attingere alle abbondanti popolazioni locali per riportare il camoscio su Gran Sasso, Maiella, Sibillini, Sirente-Velino, dove era da decenni estinto. Anche l’orso bruno marsicano è scampato all’estinzione grazie al Parco e gli individui avvistati fin sui Monti della Laga, del Sirente-Velino e del Terminillo sono partiti dalle faggete dei Marsicani e delle Mainarde.

Il valore aggiunto di tutte le gite proposte nel capitolo della guida Abruzzo a piedi è proprio la possibilità di incontrare animali selvatici davvero magnifici e rari, o anche solo di percepirne la presenza timida e discreta mentre si muovono cauti nel folto dei boschi secolari, o quando si mostrano fieri dall’alto delle rupi o volteggiano maestosi nel cielo.

La ricchezza e la varietà della fauna sono le caratteristiche di queste montagne facili e dolci, terreno escursionistico d’elezione, con gite per tutti, dal semplice turista al camminatore più rodato: non cime ardite e smisurate pareti di roccia distinguono queste montagne, ma piuttosto un mare verde di fitti boschi di faggio e pascoli d’alta montagna dai quali si ergono decine di vette, alcune morbide e miti, altre dirupate e rocciose, col Fiume Sangro che fa da spina dorsale del Parco, dalla sua sorgente al Lago di Barrea e poi oltre verso Alfedena.

Tante le cime, molte superiori ai 2000 metri. Alcune (Monte Petroso, Monte Godi, Monte Argatone, Monte Tartaro ed altre) sono tutelate dal regolamento del Parco, che ne vieta l’accesso per salvaguardare l’orso bruno marsicano e il camoscio appenninico. Per questo motivo non sono tra le mete proposte.

La guida

81 itinerari completi di descrizione dettagliata, foto, mappa e tracce GPX li trovi nella guida Abruzzo a piedi di Giuseppe Albrizio.

guida escursioni in abruzzo

In vetta al Monte Coscerno | Valnerina | Umbria a piedi

Monte Coscerno: sulla vetta più alta della Valnerina immersi in un paesaggio inconsueto. L’escursione è descritta nella guida UMBRIA a piedi di Nicola Pezzotta, Luca Marcantonelli e Stefano Properzi, con la collaborazione di Giuseppe Albrizio.

L’itinerario ad anello permette di raggiungere la vetta del Monte Coscerno, la più alta della Valnerina. Il Coscerno è una montagna molto particolare per la forma della sua cresta modellata dai fenomeni geologici e geomorfologici. Le due faglie parallele che corrono lungo l’asse nord ovest/sud est hanno da una parte creato la profonda depressione della Valcasana, esponendo una evidente fascia rocciosa dove nidifica da sempre l’aquila reale. Dall’altra hanno dato origine ad una duplice cresta con evidenti fenomeni carsici. Le piccole depressioni, costellate da diverse doline che in primavera formano magnifici laghetti, e la faggeta con esemplari secolari di enormi dimensioni e forme contorte, creano un paesaggio davvero unico.
La sola nota stonata sono le numerose antenne presenti sulla vetta del monte.

Il tratto di discesa si svolge, invece, su di una carrareccia che alterna aree boscate ad ampie radure e rende piacevole e vario l’anello.

Gavelli, luogo di partenza e di arrivo del percorso, collocato ad oltre 1100 metri di quota, nel passato è stato un importante castello di difesa, raggiungibile, fino al secondo dopoguerra, solo tramite ripide e lunghe mulattiere. Di notevole interesse è la Chiesa di San Michele Arcangelo, all’interno del borgo, che conserva pregevoli affreschi di Giovanni di Pietro, detto “Lo Spagna”, allievo del Perugino.

Attenzione: in alcune zone la segnaletica è carente. Inoltre a breve la Sezione di Spoleto del CAI installerà la nuova segnaletica verticale che tiene conto della nuova numerazione dei sentieri. In particolare i segnavia 512, 537 e 539 andranno a sostituire rispettivamente i segnavia 8, 31 e 30.

Scheda tecnica itinerario Monte Coscerno

Quote da 1135 a 1684 m
Dislivello 600 m
Sviluppo 13,2 km
Tempo 4.50 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 537 (Sentiero della Transumanza), 539, 14, 512 (Strada delle Ferriere)
Periodo consigliato tutto l’anno, da evitare con neve o ghiaccio
Cartografia Monti di Spoleto e della Media Valnerina, CAI Spoleto, SER
Con i bambini adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto, mappa e traccia gpx è nella guida Umbria a piedi di Nicola Pezzotta, Luca Marcantonelli e Stefano Properzi, con la collaborazione di Giuseppe Albrizio.

guida escursioni in Umbria

 

Monte La Torricella e la Valle di Morretano | Abruzzo a piedi

Una bella escursione autunnale attraversando la bella Valle di Morretano.  L’itinerario è descritto nella guida Abruzzo a piedi di Giuseppe Albrizio.

Facile escursione adatta a tutti, che si svolge in gran parte nel Bosco di Cerasolo, una sterminata faggeta regno di lupi e orsi. Passeggiata bellissima anche d’autunno per godere dei colori del bosco che si tinge di giallo, rosso e marrone.

Dai prati d’altura stupenda è la visuale sui Monti della Duchessa (Murolungo, Uccettù, Cima Zis, Morrone) e sul Costone con la Vena Stellante, il Puzzillo con la valle omonima, il piccolo punto del Rifugio Vincenzo Sebastiani al Colletto di Pezza, la Cimata di Puzzillo e la Cimata di Pezza.

Prima di iniziare la discesa del ritorno si salirà su una cima di quota 2098 metri, ottimo punto panoramico, dove da poco tempo è stata posta una croce.

Scheda tecnica itinerario per Monte La Torricella

Quote da 1616 a 2098 m
Dislivello 600 m
Sviluppo 15 km
Tempo 3 ore in salita, 1.40 ore in discesa
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 1, 5A, assente in alcuni tratti
Periodo da giugno a ottobre
Cartografia Monte Velino, Iter Edizioni
Con i bambini adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su

Accesso

Dalla autostrada A24 Roma-L’Aquila, si esce al casello di Tornimparte-Campo Felice e si prosegue verso la stazione sciistica. Poco prima del Valico la Chiesola si parcheggia su uno slargo sulla destra (1616 m).

Itinerario di salita per il Monte La Torricella

Dall’ampio slargo (1616 m), poco prima del Valico la Chiesola, si imbocca la sterrata in discesa, priva di segnavia, lasciando a destra il Rifugio di Prato Capito e un fontanile, che sorgono sul Prato omonimo. La strada, in falsopiano, entra nella faggeta e giunge ad un incrocio (1596 m, 0.15 ore), dove si prende a sinistra (segnavia 5A) e si attraversa la Valle di Morretano. Percorse alcune centinaia di metri si arriva ad una biforcazione dove si ignora la sterrata a destra per la Fonte del Morretano, di solito asciutta.

Si prosegue invece lungo la sterrata principale in direzione sud-sud est rimanendo sempre sul fondo della valle. Attraversate alcune radure, si esce definitivamente dal bosco a quota 1800 metri circa. Un’ultima salita conduce sul Passo del Morretano (1983 m, 1.30 ore), che offre un ottimo sguardo sulla Valle del Puzzillo, sulla Cimata di Puzzillo e sulla Cimata di Pezza. Si prosegue a mezzacosta in direzione ovest seguendo un evidente sentiero che raggiunge la sella (2030 m, 0.15 ore) che separa la quota 2098 metri a sinistra (caratterizzata da una croce) dalla Torricella a destra.

Si prende a destra e, percorse poche decine di metri, si è ad una seconda biforcazione (2029 m) dove si lascia il sentiero di cresta per scendere a mezzacosta di qualche metro a sinistra raggiungendo la Fonte della Torricella (2005 m), un’antica fonte purtroppo malridotta.
Dalla fonte si sale in diagonale su traccia di sentiero, priva di segnavia, in direzione nord ovest e si raggiunge, senza difficoltà, la vetta de La Torricella (2071 m, 0.30 ore), da dove lo sguardo spazia su tutti i Monti della Duchessa.

Itinerario di discesa

Si torna indietro seguendo la traccia lungo il facile crinale in direzione sud est, non ci sono segnavia ma il percorso è evidente, fino ad una sella (2030 m, 0.20 ore). Prima di riprendere la via del ritorno, con una deviazione in direzione sud est si raggiunge la croce della cima quotata 2098 metri, che offre un ottimo panorama sul Monte Puzzillo, la Valle del Puzzillo e su gran parte della catena del Velino.

Tornati ancora una volta alla sella (2030 m, 0.30 ore a/r) e al Passo del Morretano (1983 m), sul percorso dell’andata si torna all’auto (1.40 ore).

Rifugi e punti di appoggio

Rifugio di Prato Capito (1604 m), di proprietà del Comune di Lucoli, sempre chiuso e incustodito, necessari materassino e sacco a pelo. Per le chiavi rivolgersi al Comune, tel. 0862.73160.

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto, mappa e traccia GPX la trovi nella guida Abruzzo a piedi di Giuseppe Albrizio.

guida escursioni in abruzzo