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Mese: Settembre 2021

Un trekking di due giorni con base al Rifugio Sebastiani

Un bellissimo trekking di due giorni per il Costone, Punta Trento e Punta Trieste con base al nuovo e accogliente Rifugio Sebastiani. Lo descrive Giuseppe Albrizio nella guida Abruzzo a piedi.

Stupenda e lunga escursione di due giorni che prevede il pernottamento al Rifugio Vincenzo Sebastiani, uno dei più bei rifugi dell’Appennino, completamente ristrutturato e ampliato. Un rifugio molto amato il Sebastiani, e frequentato in tutte le stagioni: in inverno, meta di splendide gite con gli sci o con le ciaspole; in estate, ottimo punto di arrivo di escursioni non troppo impegnative e per i più esperti base di appoggio per la salita alle molte vette del circondario, per traversate da versante a versante o per grandiosi giri ad anello.

trekking Rifugio Sebastiani

Per chi porta i bambini con sé consigliamo di seguire le indicazioni del primo giorno limitando la gita al rifugio, ottima meta per i più piccoli. Quando dal bosco della Valle Leona si esce all’aperto nella Valle del Puzzillo è inaspettato quanto splendido il colpo d’occhio sulla verticale parete che chiude il piano a sud, dove si erge una grande barriera alta anche duecento metri, un possente crinale che prende il nome di Vena Stellante, con le massime elevazioni del Costone Occidentale e del Costone Orientale che sovrasta da sud il Rifugio Sebastiani.

trekking Rifugio Sebastiani

A completare questa ricca gita anche la salita alla Punta Trento e Punta Trieste, due vette già ammirate da lontano e dal nome estraneo alla toponomastica locale, imposto loro a inizio ’900 in seguito alle forti spinte irredentiste dell’epoca.

Scheda tecnica trekking Rifugio Sebastiani

Quote da 1548 a 2271 m
Dislivello 1° giorno: 730 m in salita, 170 in discesa; 2° giorno: 400 m in salita, 900 in discesa
Sviluppo 1° giorno: 12,5 km; 2° giorno: 15,5 km
Tempo 1° giorno: 4 ore 2° giorno: 5.15 ore
Difficoltà EE
Segnaletica bianco-rossa 1C, 1A, 1, 1G
Periodo da giugno a ottobre eccetto con neve o ghiaccio
Cartografia Monte Velino, Iter Edizioni
Con i bambini non adatto

Scheda tecnica per escursione in giornata al Rifugio Sebastiani

Quote da 1548 a 2121 m
Dislivello 550 m
Sviluppo 8 km
Tempo 2.15 ore in salita; 1.45 ore in discesa
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 1C
Periodo da giugno a ottobre eccetto con neve o ghiaccio
Cartografia Monte Velino, Iter Edizioni
Con i bambini adatto ai bambini dai 9 anni in su ben allenati fino al Rifugio Sebastiani

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto, mappa e traccia GPX la trovi nella guida Abruzzo a piedi di Giuseppe Albrizio.

guida escursioni in abruzzo

L’anello del Monte Cervia | Lazio a piedi

Il bellissimo anello per il Monte Cervia da Paganico Sabino offre una grande varietà di paesaggi. Agostino Anfossi lo descrive nella guida Lazio a piedi.

Questo anello rappresenta uno degli itinerari più affascinanti dell’intera Riserva naturale dei Monti Navegna e Cervia. Non è dei più agevoli sia per il dislivello e la pendenza che per le difficoltà di orientamento in certi tratti, soprattutto nella parte finale della salita verso la cima del Monte Cervia. Consigliamo quindi di affrontarlo solo se si è escursionisti con buon bagaglio di esperienza.

La fatica viene però ripagata con una incredibile varietà di paesaggi: il lato occidentale, più assolato e ripido, la cresta ventosa di Colle Pobbio che offre ampie vedute sul Lago del Turano, la faggeta del lato occidentale con il bosco di antichi castagni più in basso e, infine, le profonde Gole dell’Obito che ospitano una coppia di aquile reali.

monte cervia

Scheda tecnica itinerario per il Monte Cervia

Quote da 700 a 1438 m
Dislivello 840 m
Tempo 5.45 ore
Difficoltà EE
Segnaletica bianco-rossa 341, 342, 344
Periodo consigliato primavera e autunno
Cartografia IGM 367 IV Carsoli, 358 III Pescorocchiano
Con i bambini non adatto

monte cervia

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, mappa, traccia gpx e foto la trovi nella guida Lazio a piedi di G. Albrizio, A. Anfossi, F. Ardito, F. Belisario, R. Hallgass.

lazio a piedi

In vetta al Monte Birbone | Valnerina | Umbria a piedi

Da Gavelli al Monte Birbone attraverso le affascinanti miniere di ferro di Terargo. L’escursione è descritta nella guida UMBRIA a piedi di Nicola Pezzotta, Luca Marcantonelli e Stefano Properzi, con la collaborazione di Giuseppe Albrizio.

Ci troviamo a pochi chilometri dall’abitato di Gavelli nella media Valnerina e più precisamente nell’Alta Val Casana. L’itinerario per il Monte Birbone prende il via dall’area nota come “le Piane di Gavelli”, un altopiano di origine tettonica che ospita uno dei pochi stagni naturali montani dell’Umbria.

Dall’area attrezzata vicino al laghetto si snoda l’itinerario che, attraversando bellissimi boschi prevalentemente di faggio, conduce alle miniere di ferro di Terargo poste sul versante sudorientale del Monte Birbone. Questo sito estrattivo ha rappresentato a partire dal XVII secolo una grande ricchezza per il territorio, in quanto costituiva una tra le più importanti miniere di ferro dello Stato Pontificio. A Roma, parte dei cancelli della Basilica di San Pietro e quelli del Pantheon sono stati costruiti proprio con il ferro proveniente da questa miniera.
Se ne possono visitare solo alcuni tratti poiché le gallerie che si aprono da questi ambienti sono state ostruite nel tempo da frane e smottamenti. Osservando le volte si possono vedere ancora i segni dei picconi utilizzati per estrarre la roccia. Qui le mineralizzazioni si sono formate grazie alla risalita di fluidi ferrosi lungo le faglie che hanno depositato ossidi e solfuri nelle varie fratture delle calcareniti. Indispensabile una torcia per la visita alle miniere.

Si sale poi sulla cima del Monte Birbone da dove si aprono bellissime vedute che arrivano fino al Monte Terminillo. Il percorso non è particolarmente impegnativo, ma occorre prestare attenzione alla salita per il Monte Birbone (miniere comprese) per l’assenza di sentiero e di segnaletica.

Attenzione: in alcune zone la segnaletica è carente, si consiglia di munirsi della traccia GPX dell’itinerario. Inoltre a breve la Sezione di Spoleto del CAI installerà la nuova segnaletica verticale che tiene conto della nuova numerazione dei sentieri. In particolare i segnavia 506, 509 e 512 andranno a sostituire rispettivamente i segnavia 2, 21 e 8.

Monte Birbone

Scheda tecnica itinerario Monte Birbone

Quote da 1124 a 1501 m
Dislivello 550 m
Sviluppo 11,8 km
Tempo 4.10 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 506 (Sentiero Pio IX), 512 (Strada delle Ferriere), 509
Periodo consigliato tutto l’anno, da evitare con neve o ghiaccio
Cartografia Monti di Spoleto e della Media Valnerina, CAI Spoleto, SER
Con i bambini Il punto di partenza è ideale per una scampagnata in famiglia. Con i ragazzi dagli 11 anni in su si può arrivare
fino alla radura a quota 1233 metri

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto, mappa e traccia gpx è nella guida Umbria a piedi di Nicola Pezzotta, Luca Marcantonelli e Stefano Properzi, con la collaborazione di Giuseppe Albrizio.

guida escursioni in Umbria

Re Laurino e le leggende delle Dolomiti

Conoscete Laurino? E quella strana parola “enrosadira”? Eugenio Cipriani e Giacomo Meneghello ce li raccontano con testo e immagini nel volume Dolomiti. Storia, leggenda e realtà.

La leggenda di Re Laurino

O meglio, Re Laurino, protagonista della leggenda che dà origine al nome con il quale le genti di lingua tedesca chiamano il Catinaccio: Rosengarten, ovvero Giardino delle Rose. Laurino regnava su un popolo di nani che ricavavano oro e altri metalli preziosi dalle rocce ma viveva con la sua bellissima figlia, di nome Ladina, in un altissimo e splendido giardino di rose.

Un giorno il Principe del Latemar, incuriosito dal fatto che rose così belle fiorissero in un luogo così selvaggio, volle esplorare il regno di Laurino. Tanto s’aggirò per quei luoghi che alla fine incontrò la bella Ladina innamorandosene all’istante.
Anziché usando le buone maniere e una cortese seduzione optò per la versione rapida e violenta: la rapì e la portò via con sé sul Latemar per farne la propria sposa. Invano Laurino cercò di contrastare anche con arti magiche il principe prevaricatore ma ebbe la peggio al punto di finire imprigionato. Maledisse i nemici ma maledisse anche la bellezza dei fiori e sancì un incantesimo: “che le rose diventino pietra e non si possano più vedere né di giorno né di notte!”.

Così fu, e il Rosengarten si trasformò in un immenso giardino di pietra. Nella furia del momento, però, Laurino dimenticò che a separare la notte dal giorno e viceversa vi sono l’alba e il tramonto. Ed è infatti al sorgere e al calare del sole che le Dolomiti si tingono dei colori dell’“enrosadira”, fenomeno grazie al quale la dolomia acquista infinite sfumature di rosso. Un’altra di quelle peculiarità che rendono queste montagne uniche al mondo.

Il libro

Un viaggio nelle Dolomiti attraverso la storia, le leggende e la realtà descritto dalla scrittura originale di Eugenio Cipriani e accompagnata dalle straordinarie immagini di Giacomo Meneghello nel volume:

dolomiti

Monte Ritornello e Monte Brecciaro | Lazio a piedi

Un’escursione nel cuore selvaggio dei Monti Reatini con l’anello per il Monte Ritornello e il Monte Brecciaro. Riccardo Hallgass descrive l’itinerario nella guida Lazio a piedi.

I monti Ritornello e Brecciaro non rientrano sicuramente tra le cime più frequentate dei Reatini: la maggior parte degli escursionisti li ignora preferendo le vicine vette dei monti Elefante e Valloni. Questo accade probabilmente perché né il Brecciaro, né il Ritornello raggiungono i fatidici 2000 metri ma anche perché, a uno sguardo frettoloso, possono apparire come due insignificanti vette secondarie.

In realtà rappresentano il lato più selvaggio dei Monti Reatini composto da un mosaico di fitti boschi, ampi panorami e, soprattutto, creste incredibilmente aeree.

monte ritornello

Quello descritto è un percorso molto impegnativo sia per il dislivello sia per l’orientamento, dato che la salita si svolge lungo il sentiero CAI 433 poco o nulla segnato (si consiglia di utilizzare la traccia GPS, vedi pag. 26 del volume). Si tratta quindi di un’escursione molto selettiva, ma l’escursionista in grado di affrontarla ne sarà entusiasta e porterà a casa il ricordo del volto più affascinante dei Monti Reatini.

In caso di neve o ghiaccio il percorso è estremamente pericoloso e non deve assolutamente essere affrontato. È bene tenere a mente che anche in caso di pioggia alcuni tratti diventano scivolosi e molto insidiosi.

Scheda tecnica itinerario per l’anello del Monte Ritornello e Monte Brecciaro

Quote da 650 a 1954 m
Dislivello 1450 m
Tempo 8 ore
Difficoltà EE
Segnaletica bianco-rossa 405, 433
Periodo consigliato da giugno a ottobre
Cartografia Gruppo dei Monti Reatini, CAI Rieti
Con i bambini non adatto

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, mappa, traccia gpx e foto la trovi nella guida Lazio a piedi di G. Albrizio, A. Anfossi, F. Ardito, F. Belisario, R. Hallgass.

lazio a piedi

Monte Cucco (1566 m) | Umbria a piedi

La salita al Monte Cucco attraverso la Madre dei Faggi per rincorrere panorami mozzafiato. L’itinerario è descritto nella guida UMBRIA a piedi di Nicola Pezzotta, Luca Marcantonelli e Stefano Properzi, con la collaborazione di Giuseppe Albrizio.

L’ascesa al Monte Cucco è un concentrato di emozioni..

Sin dai primi passi la maestosa faggeta si lascia ammirare con occhi stupiti, invitandoci a scrutare gli alberi secolari per provare a scorgere fin dove arriva la chioma, lassù a più di venti metri di altezza. È la “Madre dei Faggi”, un lembo di antica faggeta come se ne incontrano ormai raramente nell’Appennino centrale. Le praterie delle quote più alte, risultato del disboscamento avvenuto nel corso dei secoli, in primavera sono punteggiate dai colori della fioritura di gigli rossi, asfodeli e narcisi accompagnati da innumerevoli altre specie.
E da lassù, con un po’ di fortuna, si può avvistare un’aquila reale nel cielo o un’allodola nascosta tra i fili d’erba.

Monte Cucco

Il Monte Cucco nasconde altre sorprese nelle sue viscere..

La natura calcarea del monte e i fenomeni carsici hanno dato origine a un incredibile sistema di grotte sotterranee che supera i trenta chilometri di lunghezza. Con visite guidate organizzate è possibile vivere un’esperienza spettacolare nel ventre della montagna. Il Parco naturale regionale del Monte Cucco protegge questo paradiso estendendo i suoi confini su più di diecimila ettari di territorio, includendo a ovest la consolare Via Flaminia e spingendosi a est fino alle Marche.

L’itinerario è adatto a escursionisti abbastanza allenati e che non soffrono di vertigini.

Scheda tecnica itinerario Monte Cucco

Quote da 1000 a 1566 m
Dislivello 630 m
Sviluppo 12 km
Tempo 4.15 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa SI (Sentiero Italia), 225, 226, 239
Periodo consigliato da marzo a novembre, da evitare con neve o ghiaccio
Cartografia Monte Cucco, n. 12, Monti Editore
Con i bambini adatto ai ragazzi dagli 11 anni in su ben allenati. Con bambini più piccoli si può arrivare alla località Madre dei Faggi per un’immersione nello splendido bosco
Rifugi e punti d’appoggio Albergo Ristorante Monte Cucco “da Tobia”, località Val di Ranco 6, Sigillo (PG), 35 posti letto, aperto da aprile a fine ottobre, tel. 331.9218914, 0759.177194, www.albergomontecucco.it.

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata, foto, mappa e traccia gpx è nella guida Umbria a piedi di Nicola Pezzotta, Luca Marcantonelli e Stefano Properzi, con la collaborazione di Giuseppe Albrizio.

guida escursioni in Umbria