Skip to main content

Mese: Gennaio 2018

Monte Viglio da Meta: itinerario di scialpinismo

Skialp sui Monti Simbruini: Monte Viglio da Meta. A descriverci questo divertente itinerario è Luca Mazzoleni nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale. La montagna incantata.

Gita divertente che sale dal lato abruzzese della montagna. Questo versante del Monte Viglio è stato nel passato poco frequentato, mentre negli ultimi anni aumentano gli appassionati di sci che lo apprezzano. Un’alternativa certo non disprezzabile ai soliti itinerari.

Località di partenza Meta 1051 m
Dislivello 1100 m
Tempo di salita ore 3,30
Difficoltà MS
Esposizione est/sud/est
Cartografia Trek Map Zompo lo Schioppo – Monte Viglio – Pizzo Deta Iter Edizioni

Accesso

Dalla SS 82 Avezzano-Sora si esce a Civitella Roveto e si giunge a Meta seguendo la segnaletica. Dalla piazzetta del paese un cartello indica a destra una comoda strada sterrata che sale verso Monte Viglio.

Salita

Secondo l’innevamento si guadagna quota in auto lungo la strada brecciata: se si sono azzeccate le condizioni migliori è possibile trovare la neve subito fuori il paese. Si percorre la strada, tagliando non appena possibile gli ampi e noiosi tornanti, per seguire la traccia segnata del sentiero estivo fino al rifugio Cerasoli (sulla carta CAI la posizione del rifugio è più alta di quel che in effetti è). Risalire subito dietro al rifugio la radura, che in breve porta alla selletta della Croce Cerasoli 1630 m (ore 1,45). Si percorre ora l’ampio crinale della cresta sud/est rimontandola fino a un caratteristico pianoro circolare poco sotto la vetta (Fossa Comune) che si raggiunge in pochi minuti, 2156 m (croce metallica, ore 3,30).

Discesa

Dalla cima si scende nel catino sottostante per la traccia di salita: con neve assestata è bello, non appena inizia la cresta percorsa in salita, piegare a sinistra, imboccando il bel pendio/canale esposto a est che scende direttamente verso la strada e il visibile rifugio Cerasoli. Da qui si segue la traccia di salita fino a Meta. In caso di pericolo di valanghe invece è necessario ripercorrere per intero l’itinerario di salita fin dalla vetta del Viglio.

Foto: Matteo Mazzali

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

scialpinismo-in-appennino-centrale-mazzoleni

Monte Argatone: l’itinerario di Scialpinismo di Luca Mazzoleni

Oggi vi presentiamo un itinerario nel Gruppo dei Monti Marsicani, nel magnifico scenario del Parco d’Abruzzo. Monte Argatone, Anticima 2103 m: da Villalago per la Serra Sentinella, descritto da Luca Mazzoleni nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale. La montagna incantata

Decisamente una gita molto bella e varia a una cima non proprio famosa, ma interessante al pari di altre più conosciute. L’itinerario è sempre su terreno protetto da valanghe e si può considerare la classica gita invernale, dove trovare una bella polvere e sciare sicuri anche dopo nevicate abbondanti.

Località di partenza Villalago 963 m
Dislivello 1200 m
Tempo di salita ore 3.30/4.00
Difficoltà MS
Esposizione nord
Cartografia Trek Map Parco d’Abruzzo 1:25.000 Iter Edizioni

Accesso

Villalago è un piccolo paese sulla davvero pittoresca SS. n°479 della Valle del Sagittario, che da Sulmona conduce a Scanno e Villetta Barrea. Dalla statale si gira a destra per Villalago e si attraversa il centro del paese verso ovest, fino a uscirne. Si ferma l’auto presso una selletta dove è una pinetina e una cabina del gas.

Salita

S’inizia con una brevissima discesa verso ovest e quindi subito a sinistra si segue la stradina oltre una sbarra metallica. Si attraversa una valletta (in alto a sinistra si vede lontana la cresta sommitale, meta della gita) e la pista comincia a risalire comoda la costa. Arrivati sul crinale la traccia piega a sinistra (sud/ovest) seguendolo quasi in piano le paline metalliche di un invisibile metanodotto, arrivando così presso un grande fontanile in cemento a 1227 m. Piegare a sud/ovest per risalire la costa a destra del fossetto che al fontanile confluisce, guidati dai radi ma visibili segni del sentiero estivo. Si continua per il comodo e sicuro crinale della Serra Sentinella, tra macchie di faggi e piacevoli radure, arrivando a uscire dal bosco a quota 1720 m, affacciandosi dalla cresta sull’ampio e invitante valloncello Dragonarella. L’Anticima è ormai in vista e, seguendo l’arrotondata dorsale, con un ultimo sforzo si raggiunge il piccolo ometto che la marca a 2103 m (ore 3.30/4.00).

Discesa

Lungo la via di salita.

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

scialpinismo-in-appennino-centrale-mazzoleni

Ciaspolata nel Parco d’Abruzzo: il sentiero della Val di Rose

Oggi vi proponiamo una delle più emozionanti escursioni con le ciaspole nel Parco Nazionale d’Abruzzo: l’itinerario che da Civitella Alfedena conduce alla Val di Rose e a Forca Resuni. Stefano Ardito e Angelo Monti lo descrivono nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo.

La “valle dei camosci” merita una visita anche con la montagna innevata. Il sentiero della Val di Rose, che inizia da Civitella Alfedena, supera un panoramico gradino affacciato sul paese e sul Lago di Barrea, si addentra nella faggeta, e la risale fino alla conca sommitale della valle, tra i monti Sterpidalto e Boccanera, dove per buona parte dell’anno si osservano questi eleganti ungulati al pascolo.
Un pendio più ripido, che il sentiero estivo risale a tornanti, conduce al Passo Cavuto, da cui ci si affaccia verso il Monte Petroso e sulle profondità della Camosciara. Un comodo itinerario a saliscendi conduce al valico e al rifugio di Forca Resuni e ai piedi del Monte Petroso. Per chi cerca una gita tranquilla può fermarsi su un terrazzo con grandi massi (1809 m) in vista del Monte Sterpidalto e del Monte Boccanera. Questo punto, che si raggiunge senza problemi, può essere una buona meta.

D’inverno la Val di Rose viene percorsa più di rado, e anche per questo resta una meta affascinante. Molto fredda a dicembre e a gennaio, quando l’esposizione a nord est la lascia in ombra per buona parte della giornata, offre all’escursionista a piedi o con le ciaspole un itinerario senza problemi fino al margine del bosco. Quando la neve è poca e ghiacciata, invece, il pendio che sale al Passo Cavuto richiede l’uso dei ramponi. Il successivo tratto verso Forca Resuni, esposto al sole, è senz’altro più comodo. Con neve abbondante delle piccole slavine si staccano regolarmente dal Monte Boccanera. I pendii percorsi dall’itinerario, però, sono quasi sempre al riparo.

Tra la Val di Rose e la Camosciara vive un minor numero di esemplari di camoscio appenninico rispetto al passato, ma dalla primavera all’autunno non è difficile avvistarli dal sentiero. D’inverno gli animali si spostano di più, e a volte non sono presenti all’appuntamento. La bellezza dei luoghi resta straordinaria.

Scheda tecnica itinerario

Mete Passo Cavuto 1980 m, Forca Resuni 1952 m
Caratteristiche un itinerario classico in estate e poco frequentato d’inverno, ripido nella parte alta. Si richiede attrezzatura normale fino all’alta Val di Rose, piccozza e ramponi per la salita a Passo Cavuto
Difficoltà E, EE la salita a Passo Cavuto
Quote Civitella Alfedena 1107 m, Passo Cavuto 1980 m, Forca Resuni 1952 m
Dislivello 950 m
Sviluppo da 10 a 12 km a/r
Tempo salita 3.15 ore, discesa 2.15 ore
Punti di appoggio hotel, ristoranti e bar a Civitella Alfedena e nei paesi vicini
Cartografia TrekMap Iter Edizioni 1:25.000 Parco d’Abruzzo
Segnaletica bianco-rossa I1

Per la descrizione dettagliata dell’itinerario e la mappa del percorso consulta la guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

itinerari ciaspolate Abruzzo

 

La Malga Geisler in Val di Funes descritta da Stefano Ardito

Malga Geisler (o Rifugio delle Odle) sorge in un magnifico ambiente di prati e boschi di larici, ai piedi delle Odle. Eccezionale il colpo d’occhio verso la Furchetta e il Sass Rigais. Stefano Ardito la descrive nella guida I Rifugi delle Dolomiti – Trentino Alto Adige.

Il prato accanto alla Malga Geisler offre una straordinaria visione delle pareti della Furchetta, la cima più bella delle Odle, e del Sass Rigais. Qui, negli anni Cinquanta, passava l’estate il giovanissimo Reinhold Messner: “L’imponente catena delle Odle, che in tedesco si chiamano Geisler, era così vicina da costituire una sfida. Ci trasmise quel senso dell’armonia che oggi, tra grattacieli e autostrade, non si può più trovare”. Così, qualche anno fa, Reinhold Messner presentava le montagne della sua infanzia e dei suoi primi passi in parete. Cresciuto in Valle di Funes, ai piedi di queste cime, il giovane Messner ha iniziato da lì il suo viaggio che lo ha portato sulle grandi pareti delle Dolomiti, delle Alpi e dell’Himalaya.

La Malga Geisler può dare ospitalità per la notte, ed è aperta anche d’inverno. In questa stagione, per tornare a valle, si può utilizzare lo slittino.
Si può proseguire sul Sentiero delle Odle verso le malghe Brogles, Glatsch e Gampen e il rifugio Genova. Il Giro delle Odle si effettua in due giorni. Le strade sterrate offrono itinerari in mountain-bike. Gli alpinisti possono raggiungere le difficili vie della parete Nord della Furchetta, e gli itinerari del Sass Rigais e del Sass de l’Ega. Le malghe delle Odle sono classiche mete per passeggiate invernali. La gita più classica per gli scialpinisti è la Forcella de Mesdì.

Cosa fare dalla Malga Geisler

Escursioni sul Sentiero delle Odle si raggiungono le malghe Brogles, Glatsch e Gampen e il rifugio Genova.
Trekking il Giro delle Odle richiede uno o in due giorni.
Mountain-bike le strade sterrate offrono ottimi itinerari. Ma attenzione ai pedoni!
Alpinismo dalla malga si raggiungono le difficilissime vie della parete Nord della Furchetta, e gli itinerari del Sass Rigais e del Sass de l’Ega.
Scialpinismo la mèta più classica nella zona è la Forcella de Mesdì.
Ciaspole e slittino le malghe delle Odle sono altamente consigliabili per passeggiate invernali.

Itinerario di accesso

Da Malga Zannes a Malga Geisler (330 metri di dislivello, 3 ore a/r, E)
Da San Pietro o Santa Maddalena, si raggiungono i posteggi di Malga Zannes (1680 metri). A piedi si segue una strada forestale (segnavia 33) che si alza nel bosco. Tenendosi a destra a un bivio si sale alla Malga Glatsch (1902 metri, 0.45 ore), in vista delle Odle. Si riparte per un sentiero che si inerpica sui prati e poi nel bosco e porta al Sentiero delle Odle. Lo si segue a destra (segnavia 35), nel bosco dominato dalla Furchetta e dal Sass Rigais, fino alla Forcella del Pradèl (2015 metri), dove si piega a destra verso le malghe Gschnagenhardt e Geisler (1980 metri, 1 ora). In discesa si prosegue sulla strada sterrata (segnavia 34) che entra nel bosco e si abbassa a tornanti. Lasciata a destra la deviazione per Malga Dussler si sbuca su un’altra sterrata a mezza costa e la si segue verso destra fino a Malga Zannes (1.15 ore).

Info pratiche

Quota 1980 metri
Posti letto 30
Proprietà e gestione famiglia Runggatscher
Apertura da giugno a ottobre e da dicembre a marzo
Telefono 0472.840506, 339.6044685
Mail info@geisleralm.com
Web www.geisleralm.com

La guida da portare nello zaino

Ecco la guida ai 353 rifugi, malghe e bivacchi delle Dolomiti del Trentino Alto Adige

rifugi Dolomiti Trentino Alto Adige