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Mese: Agosto 2017

Da Cartore al Lago della Duchessa

L’itinerario più classico dei monti della Duchessa raggiunge uno dei pochissimi laghi di montagna dell’Appennino centrale. Ecco l’itinerario tratto dalla guida Sentieri nel Parco Sirente-Velino di Stefano Ardito.

Il Lago della Duchessa, incorniciato da una bella cerchia di vette in cui spiccano il Murolungo e il Morrone, è circondato da pendii ghiaiosi e da pascoli utilizzati dalla primavera all’autunno dal bestiame. Oggi è una delle grandi mete di natura delle montagne del Lazio, ed è il cuore della Riserva Naturale che tutela queste montagne.
Il sentiero che lo raggiunge da Cartore è ripido e faticoso, e adatto a escursionisti allenati.

lago della duchessa

Dislivello 850 m
Tempo di salita 2.15 ore
Tempo di discesa 1.30 ore
Difficoltà E
Segnaletica bianco-rossa 2B
Periodo consigliato da maggio a ottobre

Accesso

Dal casello di Valle del Salto della A24 si segue per circa 1 km la strada per Magliano de’ Marsi e Avezzano. Quando questa diventa parallela all’autostrada, si devia a sinistra per una strada, indicata da cartelli della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa, che passa sotto alla A24 e continua verso i boschi della montagna. La strada entra nel bosco, passa accanto a due case (Casali Panei secondo un cartello, Casali di Collepizzuto sulle carte), si alza con due tornanti e prosegue a mezza costa, sul Vallone della Ruara, fino alle case di Cartore (944 m, 4 km dal bivio), in parte restaurate. Poco oltre è una torre medievale. Si può raggiungere l’inizio della strada per Cartore anche da Borgorose o da Magliano de’ Marsi.

Itinerario

Da un tabellone della Riserva si seguono i segnavia 2B, che si alzano per una carrareccia, e poi deviano a destra per un sentiero, entrando nella profonda e suggestiva Val Fua, che si risale tra fitto bosco e grandi massi. Dove il vallone diventa più ripido, il sentiero si alza a tornanti e poi si sposta sulla sinistra, superando dei passaggi in cui il tracciato è stato scavato nella roccia. Una bella cengia artificiale attrezzata con una catena porta all’inizio (1450 m circa, 1.15 ore) della faggeta della Valle del Cieco.
La si risale, sul sentiero che all’inizio è molto ripido e poi diventa più dolce. Usciti dal bosco, si arriva ai rifugi delle Caparnie (1718 m, 0.45 ore) raggiunti dalla strada sterrata che passa per la Val Cesa. Alcune di queste costruzioni vengono utilizzate in estate dai pastori, una è stata ristrutturata dal CAI di Avezzano e dedicata all’alpinista Gigi Panei.

Si prosegue per i pascoli delle Caparnie, si scavalca un’ampia sella erbosa (1802 m) e si scende al Lago della Duchessa (1788 m, 0.15 ore), dominato a nord dai pendii sassosi ed erbosi del Monte Morrone e a sud dalle pareti di roccia del Muro Lungo. Il panorama e l’atmosfera serena delle rive del Lago consigliano una lunga sosta.
La discesa richiede 1.30 ore fino a Cartore.

La guida

I migliori itinerari sui Monti della Duchessa completi di descrizione, mappa e foto, scelti e descritti da Stefano Ardito, li trovi qui:

guida-escursioni-sentieri-sirente-velino

Itinerario da Pont al rifugio Vittorio Emanuele II

Un’immersione a pieni polmoni nel Parco del Gran Paradiso quella che proponiamo oggi con l’itinerario tratto dalla guida I 50 sentieri più belli della Valle d’Aosta di Stefano Ardito e Cesare Re

Il pianoro dove sorge il rifugio Vittorio Emanuele II è uno dei luoghi più belli del Parco del Gran Paradiso. Come in un dipinto, da qui si ammirano le arcigne forme del Ciàrforon, che raggiunge i 3642 metri, e la snella piramide della Becca di Monciair (3544 metri), ai piedi delle quali si distendono il ghiacciaio di Moncorvé e le sue vaste morene. Tra i pendii della morena e i due rifugi è uno scenografico laghetto.

Rifugio Vittorio Emanuele
Rifugio Vittorio Emanuele, Valsavarenche, Gran Paradiso national Park, Aosta Valley, Italy

Le due costruzioni, la semi-botte argentea del rifugio nuovo e il vecchio e storico ricovero del 1888 (oggi serve da locale invernale) sono base per numerose ascensioni, e soprattutto per la salita alla cima del Gran Paradiso, l’unico “quattromila” totalmente in territorio italiano, per un itinerario lungo ma non difficile.
Sono centinaia, infatti, le cordate che a luglio e agosto pernottano al Vittorio Emanuele, per poi salire ai 4061 metri della cima.

In estate, per il pernottamento, è consigliato prenotare per tempo. L’aumento del numero degli alpinisti, insieme al ritiro del ghiacciaio del Gran Paradiso, ha portato alla costruzione del rifugio Chabod, che offre una via di salita alternativa e un’ulteriore meta per gli escursionisti che vogliono ammirare l’impressionante versante ammantato dal ghiacciaio di Laveciau. Bellissima anche la traversata dallo Chabod al Vittorio Emanuele, con brevi e facili tratti attrezzati e la possibilità d’incontro con stambecchi e camosci.

L’itinerario

Il sentiero per il rifugio Vittorio Emanuele è molto vario. Inizia costeggiando il torrente, poi sale in un bosco di larici e prosegue sui pascoli, lungo i comodi tornanti della mulattiera reale. Dal rifugio consigliamo di camminare ancora per una decina di minuti sulla morena del ghiacciaio di Moncorvé sino a un punto ancora più panoramico. Da qui si ammirano anche i contrafforti rocciosi della Tresenta (3609 metri), un’altra vetta dalla sagoma inconfondibile.

Quote da 1958 a 2732 m
Dislivello 780 m
Tempo 2.15 ore in salita, 1.30 ore in discesa
Difficoltà E
Segnaletica 1
Periodo consigliato da luglio a settembre
Punti di appoggio Rifugio Vittorio Emanuele II, CAI Torino, 120 posti letto, aperto da giugno a settembre, tel. 0165.95920, www.rifugiovittorioemanuele.com
Cartografia carta IGC 1:25.000 n. 102 Valsavarenche,…; carta L’Escursionista 1:25.000 n. 3 Valgrisenche, …

La guida

La descrizione completa dell’itinerario è nella nuova guida I 50 sentieri più belli della Valle d’Aosta

Alcantara, il sentiero delle Gurne | Sicilia a piedi

Nella guida I 50 sentieri più belli della Sicilia trovate un itinerari facile, breve ma di estremo fascino: il sentiero Le Gurne dell’Alcantara. Lungo il percorso vi attendono i ruderi del castello di Francavilla, gli scavi archeologici, le saje e le gurne.

Il fiume Alcantara, in arabo “Al Qantarah” cioè il Ponte, è una delle attrazioni naturalistiche più importanti di tutta la Sicilia, grazie alle omonime gole di Contrada Larderia. Si trovano nel territorio di Motta Camastra, facilmente raggiungibili percorrendo la SS 185 da Giardini Naxos verso Francavilla di Sicilia. Tutta l’area in cui il fiume scorre incassato su rocce laviche è sotto la tutela del Parco Fluviale.

Il sentiero delle Gurne

Seppur molto breve e di facile fruizione, si sviluppa tra l’abitato di Francavilla e il fiume stesso offrendo, in un breve anello di meno di quattro chilometri, numerosi punti di interesse agli escursionisti.

Unico dislivello è la deviazione facoltativa ai ruderi del Castello Normanno, un viottolo facilmente individuabile, che permetterà di raggiungere il punto più alto di un rilievo isolato, posto al centro della Valle dell’Alcantara nei pressi della confluenza con il fiume San Paolo.

Acque e basalti dell'Alcantara

Le “gurne”

L’attrazione principale del percorso, meta molto frequentata da turisti e scolaresche, rimane quella delle “gurne”. Con questo nome  chiamano qui le marmitte dei giganti. SI tratta di laghetti scavati dall’acqua su un substrato lavico proveniente da colate del vicino vulcanello di Mojo, borgo ai piedi dei Peloritani. Il cono vulcanico è facilmente raggiungibile da Francavilla con una deviazione sulla statale 185 viaggiando in direzione Novara di Sicilia. Il territorio è caratterizzato da estese aree coltivate, soprattutto a vigneti, grazie alla sua notevole fertilità ed all’abbondanza di acqua. Verso la fine del sentiero si trovano i resti del Mulino Ciappa, adibito alla produzione di energia idroelettrica alla fine del XIX secolo, uno dei primi in Italia.

Scheda tecnica sentiero Gole dell’Alcantara

Quote da 300 a 426 m
Dislivello 250m
Tempo 1.15 ore
Difficoltà T
Segnaletica tabelle
Periodo tutto l’anno
Cartografia IGM 1:25.000 262 IV SE Castiglione di Sicilia

La guida

L’itinerario completo di descrizione dettagliata e mappa lo trovi nella guida I 50 sentieri più belli della Sicilia di Carmelo Sgandurra, Eduardo di Trapani e Marilisa Vassallo:

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Da Courmayeur al rifugio Bertone e al Mont de la Saxe

Nella guida I 50 sentieri più belli della Valle d’Aosta Stefano Ardito e Cesare Re descrivono l’escursione che raggiunge il rifugio Bertone e il Mont de la Saxe, la cui ampia ed erbosa cresta offre panorami straordinari.

“Una delle escursioni più piacevoli che si possono fare dovunque”. Così, nel 1893, descriveva l’escursione verso il Mont de la Saxe il grande alpinista inglese Edward Whymper, primo a salire le Grandes Jorasses, l’Aiguille Verte e il Cervino. Come l’inglese racconta nei suoi libri, la salita al Mont de la Saxe gli è servita per studiare le possibili vie di salita alle Jorasses e al Mont Dolent. Dalla larghissima cresta erbosa del Mont de la Saxe i panorami sono straordinari, e abbracciano tutto il versante italiano del Monte Bianco, dal Col de la Seigne sino alle Grandes Jorasses e al Dolent. Nelle acque dei numerosi laghetti di fusione (alcuni piccolissimi, altri più estesi) si specchiano le cime ghiacciate del massiccio.

Chi sale verso il Mont de la Saxe da Planpincieux e dalla Val Ferret scopre che le cime del Monte Bianco e delle Grandes Jorasses, mano a mano che si guadagna quota, sembrano diventare ancora più imponenti e slanciate, elevandosi dalle altre masse glaciali della catena.
L’escursione è eccellente anche se ci si ferma al rifugio Bertone, che la guida e apprezzato fotografo Renzino Cosson ha dedicato nel 1985 all’amico Giorgio Bertone, alpinista piemontese e guida del Monte Bianco. Le pareti del rifugio sono decorate da foto di Cosson, sia di paesaggi, sia di alpinismo. Il rifugio e i suoi immediati dintorni permettono di fotografare l’alba sul versante della Brenva del Monte Bianco.

La guida

Dei due sentieri per raggiungere il rifugio, il più breve, comodo e panoramico parte da Planpincieux, in Val Ferret. Qui proponiamo quello che proviene da Courmayeur, e utilizza un percorso storico che è anche l’inizio del Tour du Mont Blanc per chi lo prende dal versante italiano. L’itinerario completo è descritto nella nuova guida I 50 sentieri più belli della Valle d’Aosta