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Mese: Febbraio 2017

L’itinerario da Ovindoli alla Serra di Celano ciaspole ai piedi

La classica e panoramicissima escursione alla Serra di Celano descritta da Stefano Ardito e Angelo Monti nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo.

La panoramica Serra di Celano, affacciata sul Fucino e sulle omonime Gole, è tra le vette più frequentate dell’Abruzzo e dell’intero Appennino centrale, e chiude il paesaggio dell’Altopiano delle Rocche per chi viaggia verso sud da Rocca di Mezzo e Rovere.
Oltre che dal paese di Ovindoli, dal quale inizia l’itinerario più comodo e frequentato, la montagna viene spesso raggiunta da Celano, per il faticoso sentiero, molto amato dagli escursionisti locali, che parte accanto alla chiesetta degli Alpini, tocca la piana erbosa di San Vittorino e poi s’inerpica per dei ripidissimi pendii di erba e rocce.
D’inverno l’itinerario che sale alla cima della Serra da Ovindoli inizia con un lungo tratto su una strada innevata, tocca il copioso Fontanile dei Curti prosegue con una salita a mezza costa su terreno a tratti abbastanza ripido (con neve dura qui possono essere necessari i ramponi) e si conclude con un centinaio di metri a carattere alpinistico su una cresta aerea e che è spesso ghiacciata.
Il vastissimo panorama dalla cima include le vette del massiccio del Velino, l’ondulato versante meridionale del Sirente e la distesa del Fucino chiusa dai monti Carseolani e Simbruini, e poi da quelli del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise.
È davvero impressionante il colpo d’occhio dall’alto sulle Gole di Celano, uno dei più grandi canyon dell’Appennino, sopra al quale si avvista spesso l’aquila reale in volo.
Nella traversata della conca, e dalla cresta sommitale della Serra, si vedono bene gli speroni calcarei e i canali della parete Nord della montagna, percorsa da numerosi itinerari alpinistici estivi e soprattutto invernali. Le prime di queste vie sono state aperte nei primi anni del Novecento. Altri itinerari impegnativi sono invece stati esplorati negli anni scorsi da cordate provenienti dall’Abruzzo e dal Lazio.

La scheda tecnica e la descrizione dettagliata dell’itinerario la trovate nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

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Scialpinismo sul Monte San Franco con l’itinerario di Luca Mazzoleni

Oggi proponiamo il piacevole e facile itinerario di scialpinismo sul Gruppo del Gran Sasso descritto da Luca Mazzoleni: il Monte San Franco (2132 m) per il versante sud da Acqua San Franco.

Facile gita al monte dedicato al santo eremita di Assergi. La provinciale del Vasto è chiusa al traffico nel pieno dell’inverno e anche oltre per pericolo di valanghe. Per fare la gita utilizzando questa comoda strada bisogna pertanto cogliere quei momenti, a inizio o fine stagione, quando l’innevamento della montagna sia sufficiente e la strada aperta al transito (oppure aggirarne abusivamente gli sbarramenti, come del resto fan tutti…). Bello il panorama sui Monti della Laga e il versante occidentale del Gran Sasso.

Località di partenza Strada del Vasto, bivio di Acqua San Franco 1470 m circa
Dislivello 700 m circa
Tempo di salita ore 2.30
Difficoltà MS
Esposizione sud
Cartografia Gran Sasso, CAI Aquila

Accesso

La strada del Vasto collega Assergi (casello omonimo A24) al Passo delle Capannelle, posto lungo la S.S. n°80 L’Aquila/Teramo. La strada del Vasto, come su accennato, è chiusa in inverno per pericolo di valanghe con sbarre in acciaio, peraltro aggirabili.

Salita

Si lascia l’auto presso il Colle della Croce, dove un cartello segnala il bivio della carrareccia che sale alla Sorgente San Franco. Si segue il tracciato della sterrata, che lievemente sale verso est fino al Colle del Vento 1692 m. Di qui bella vista di sguincio sulla lunga cresta che va dal Monte Ienca al Pizzo Cefalone. Dal Colle del Vento piegare a sinistra (nord/ovest) e rimontare il ripido costolone, che deciso prende quota arrivando sulla Cresta di Rotigliano e per questa comodamente sulla cima del Monte San Franco 2132 m (croce e ometto, ore 2.30). Dal colle è anche possibile, ma evidentemente più lungo, proseguire sempre a mezza costa verso il Passo del Belvedere, per piegare poi nettamente a sinistra (sud/ovest) e attraversare la Piana dei Cavallari, andando a prendere la facile Cresta di Rotigliano e guadagnare così la cima.

Discesa

Volgendo lo sguardo dalla cima giù verso sud/ovest si vede un bel pendio, aperto e invitante, e in basso un grosso mammellone, sulla carta Colle Bianchino. A destra e sinistra di questo sono incisi due facili fossi: a preferenza scegliete quello di sinistra, Fosso Lumitti, che più diretto riporta precisamente al punto di partenza; o quello di destra, Fosso delle Serre, meno diretto ma impreziosito in basso da un bel boschetto misto di pini, larici e abeti.

La guida

L’itinerario proposto è tratto dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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Un itinerario da non perdere con le ciaspole sul Pizzo Deta per fantastiche emozioni!

Nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo non poteva mancare l’itinerario che da Rendinara sale verso la cima di Pizzo Deta passando per il Vallone del Rio. Questa straordinaria e impegnativa escursione invernale sugli Ernici ci viene descritta così dagli autori Stefano Ardito e Angelo Monti.

Gli Ernici erano un popolo italico, montanaro per eccellenza: il loro nome deriva dall’antica voce “Herna”, cioè rupe, che ben si adattava alla natura selvaggia del territorio in cui vivevano, ricco di boschi e rocce. Ancora oggi i monti di questa porzione di Appennino hanno conservato il nome dell’antico popolo, e il Pizzo Deta con il suo profilo aguzzo e roccioso ne è l’emblema. D’inverno, quando neve e ghiaccio la ricoprono abbondantemente, questa montagna diviene maestosa, quasi alpina. È uno spettacolo osservare dal borgo di Roccavivi il suo dirupato versante Est, che precipita per oltre mille metri sulla Val Roveto, scavata nei millenni dal Liri. L’impressione è di un mondo glaciale difficilmente accessibile, nel quale solo pochi alpinisti osano avventurarsi. Un profondo e selvaggio canalone rasenta a destra quelle pareti. È il Vallone di Peschiomacello che, nonostante il grande dislivello, offre un percorso abbordabile anche ad escursionisti esperti, soprattutto in estate.

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Dall’altra parte di questo grandioso versante ci si addentra verso il più accessibile Vallone del Rio. Radi boschi e silenziose radure conducono gradualmente da Rendinara al bellissimo circo glaciale ai piedi del Monte Pratillo, oltre il quale svetta il Pizzo Deta con la sua severa parete Nord. La neve qui in inverno è spesso profonda e le ciaspole divengono d’obbligo. I pendii sopra la valle raramente sono pericolosi, ma è bene prestare attenzione dopo abbondanti nevicate. La salita invernale del Vallone del Rio è sicuramente da consigliare per i magnifici e severi scorci godibili in tutta sicurezza, ma soprattutto per la profonda sensazione di wilderness che il luogo emana.

La descrizione dettagliata dell’itinerario, la mappa del percorso e la scheda tecnica la trovi nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

24-26 febbraio a Pistoia per il Social Trekking 2017

Il weekend 24-26 febbraio parte a Pistoia la sesta edizione del Social Trekking, il festival per camminare insieme tra trekking urbani, camminate a sorpresa e escursioni tra le colline pistoiesi.

Noi di Iter Edizioni siamo felici di essere tra i promotori del primo festival a impatto zero, dove ci si muove a piedi e sfruttando al massimo i mezzi pubblici; il primo festival di cammini dove, oltre al piacere della cultura, c’è il piacere dell’incontro con l’altro. La manifestazione è promossa da Walden viaggi a piedi in collaborazione con tanti altri amici. Pistoia, eletta a capitale europea della cultura per il 2017, quest’anno sarà protagonista anche del Social Trekking. Così il Social Trekking può trovare in Pistoia il luogo ideale per uomini e donne appassionati di cammino e interessanti, al tempo stesso, all’incontro, alla socializzazione, al dialogo.
Ecco il programma:
Venerdi 24
Alle 16.00 inizia il Social Trekking nel centro di Pistoia
Sabato 25
Mattina con escursione sulla Porrettana
Pomeriggio con passeggiate a sorpresa e di incontri al circolo Arci Le Fornaci
Cena e musica popolare
Domenica 26
Grande passeggiata collettiva da Pistoia a Serravalle Pistoiese

La partecipazione a tutte le attività in cammino e d’incontro è gratis, ma a prenotazione, e a numero chiuso fino a un certo numero di persone, per questioni organizzative. Le prenotazioni sono iniziate il 25 gennaio, e rimangono solo pochissimi posti!
Ci siamo quasi, inizia il count down per la sesta edizione dell’incontro tra i camminatori responsabili, sostenibili e consapevoli di tutta Italia! Non mancare!

Per informazioni scrivete a: socialtrekking@waldenviaggiapiedi.it

Per maggiori info clicca qui

Con le ciaspole sul Parco d’Abruzzo per emozionanti avventure sulla neve

Oggi vi proponiamo una gita elementare ma lunga, priva di pericoli oggettivi, tra le faggete più belle del Parco Nazionale d’Abruzzo descritta nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo. Si tratta dell’itinerario che da Pescasseroli conduce al rifugio di Prato Rosso e a Terraegna. Ecco come gli autori Stefano Ardito e Angelo Monti ci introducono questa bellissima escursione invernale con le ciaspole.

La profonda Val Canala, circondata da meravigliose faggete, separa il massiccio del Monte Marsicano dalla dorsale del Monte Palombo, e offre in tutte le stagioni agli escursionisti uno degli itinerari più belli delle montagne del Parco. Un’ampia strada sterrata, che si può percorrere a piedi, in mountain-bike, con le ciaspole o sugli sci da fondo, conduce da Pescasseroli alla Fonte Canala, e prosegue tra faggi verso la radura sulla quale si affaccia il rifugio di Prato Rosso, che può essere utilizzato contattando in precedenza la Wildlife Adventures di Pescasseroli.

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Al bivio di fronte alla costruzione si lasciano a destra i ripidi itinerari verso la Serra del Campitello e Scanno, e si continua in ambiente altrettanto rilassante verso il vastissimo pianoro di Terraegna, dove pascolavano in passato dalla primavera all’autunno migliaia di capi di bestiame. Oggi l’allevamento si è ridotto ai minimi termini, e lo stesso vale per il taglio del bosco che ha costituito per secoli un’altra attività di grande rilevanza economica per i montanari delle valli del Sangro e del Giovenco.
Nei primi anni Ottanta, la mobilitazione di ambientalisti, escursionisti e alpinisti (anche il CAI ha svolto un ruolo importante, insieme al WWF, a Italia Nostra e ai responsabili del Parco Nazionale d’Abruzzo) ha bloccato il progetto di costruire un carosello di skilift nei valloni del Monte Marsicano. Oggi in queste valli integre vivono il cervo e il capriolo, ed è relativamente facile imbattersi nelle tracce dell’orso. La segnaletica è stata migliorata dai recenti interventi del Parco. I segnavia dipinti sui faggi possono essere visti e seguiti anche con innevamento abbondante. Se si dispone di due auto è possibile trasformare l’itinerario in una bella traversata verso il pianoro del Templo (sulla strada della Valle del Giovenco) o in direzione di San Sebastiano.

La descrizione dettagliata dell’itinerario, la mappa del percorso e la scheda tecnica la trovi nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

itinerari ciaspolate Abruzzo

Itinerario di scialpinismo: la Serra di Celano da Ovindoli

Proponiamo agli appassionati di scialpinismo l’itinerario che sale alla Serra di Celano proprio da Ovindoli scendendo per la Valle dei Curti.  Luca Mazzoleni lo descrive così nella sua guida Scialpinismo in Appennino Centrale.

Gita facile e breve, tanto da essere ben frequentata anche dai colleghi che praticano lo sci escursionismo. Infatti gli scialpinisti più bellicosi non troveranno qui ripide discese e terreno impegnativo. Tuttavia la Serra è un magnifico balcone panoramico da non disprezzare e merita un giretto con le pelli, magari in una tersa giornata di pieno inverno, quando i monti che cingono l’altopiano delle Rocche sono carichi di neve fresca. Con la discesa al bivio di Santo Iona poi diviene una gita di discrete soddisfazioni, ma trovare innevamento sufficiente è abbastanza poco frequente.

Località di partenza Pinetina di Ovindoli 1376 m
Dislivello 700 m
Tempo di salita ore 2,00/2,30
Difficoltà MS
Esposizione nord/ovest
Cartografia gruppo Velino-Sirente, CAI Abruzzo

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Accesso

Lungo la SS 5 bis L’Aquila-Celano fino a Ovindoli; dalla piazza del paese scendere verso L’Aquila e al primo tornante seguire la stradina tra le case fino a un colletto presso la pinetina (edicola con crocefisso). Scendere per la strada a destra verso una grande stalla. Poco prima di questa c’è altro bivio a destra con indicazioni per il Rifugio della Serra.

Salita

Seguire la carrareccia verso sud/est; oltre il rifugio ristorante La Serra (chiuso in inverno) si arriva ad affacciarsi da una lieve dorsale sulla Valle dei Curti, con bella vista sul dirupato versante nord della Serra di Celano. Lo stradello continua sul dossetto e subito traversa nella Valle dei Curti: ora si lascia la carrareccia che scende per dirigersi a vista alla visibile selletta subito a sinistra della rocciosa cresta est della Serra. Così si costeggia sul lato sinistro un fosso delimitato da una lunga recinzione. Poco sotto il crinale si taglia a destra una breve diagonale scavalcando la recinzione e si giunge presso la selletta. Qui può essere inevitabile lasciare gli sci e avviarsi con qualche attenzione lungo il filo della crestina, fino a toccare l’alta croce di vetta della Serra di Celano, anche chiamata Monte Tino 1923 m (ore 2,00/2,30).

Discesa

Veloce e divertente lungo la via di salita. Con condizioni d’innevamento particolarmente favorevoli è consigliabile scendere fin sulla SS 5 bis L’Aquila-Celano presso il bivio di Santo Iona 1017 m. Pur avendola fatta solo a piedi anni fa, ma innumerevoli volte, cerco di darne una descrizione almeno approssimata: dalla selletta all’inizio della cresta sciare nella vasta Valle dei Curti lungo il fossetto costeggiato a salire. Seguire l’impluvio per via evidente fino a una presa d’acqua con recinzione. Ora il tracciato del sentiero estivo scende a destra di una piccola forra, al lato di una fitta pineta: continuare lungo la traccia arrivando sulla statale presso il bivio suddetto.

La guida

L’itinerario alla Serra di Celano riportato sopra e le escursioni che saranno scelte e proposte per la due giorni di Ovindoli sono tratte dalla guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni, coordinatore del Raduno.

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Da Campo Felice al rifugio Sebastiani con le ciaspole: un itinerario da non perdere

Nel capitolo dedicato al massiccio del Velino nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo non poteva mancare l’itinerario che da Campo Felice sale al rifugio Sebastiani. Chi è esperto e attrezzato con piccozza e ramponi, può scegliere di proseguire fino al Costone. Gli autori Stefano Ardito e Angelo Monti ci descrivono così questa magnifica escursione invernale.

Due tra gli itinerari più classici dell’Appennino abruzzese conducono al rifugio Vincenzo Sebastiani, spartano e accogliente punto d’appoggio inaugurato nel 1922 dalla Sezione di Roma del CAI nel cuore del massiccio del Velino, ai piedi delle cime del Costone e all’inizio di un magnifico sentiero che conduce alla vetta più alta del massiccio. In estate l’itinerario più bello inizia dal Piano di Pezza, e si svolge in buona parte per ombrose faggete.
D’inverno, quando la strada di Pezza è chiusa, l’unico itinerario possibile è quello che inizia da Campo Felice, accanto alle piste da fondo, e poi risale la severa conca carsica del Puzzillo. La comodità di accesso, la pendenza contenuta e la mancanza di pericoli oggettivi fanno sì che questo percorso sia molto frequentato con la neve. Oltre che con le ciaspole o a piedi, viene spesso percorso da scialpinisti, e da chi pratica il fondo-escursionismo. In tutte le stagioni, molti escursionisti proseguono dal rifugio verso la cima orientale del Costone, balcone verso l’alta Valle di Teve e il Velino. D’inverno questa breve salita, che si svolge su terreno ripido, richiede spesso l’uso dei ramponi. Negli ultimi anni, grazie alla professionalità e all’entusiasmo di Eleonora Saggioro e dei suoi colleghi nella gestione, il Sebastiani accoglie in estate concerti e incontri culturali. Il rifugio, oltre che dalla tarda primavera a fine estate, viene aperto anche in molti weekend invernali. Con la montagna innevata e la chiusura della strada sterrata l’itinerario estivo si allunga, i segnavia sulle pietre scompaiono, e in caso di maltempo la conca del Puzzillo può porre seri problemi di orientamento. Per questo motivo, nei weekend di apertura invernale, si può salire da Campo Felice al rifugio, a piedi o con le ciaspole, insieme ad accompagnatori di media montagna professionisti.

N.B. rifugio Vincenzo Sebastiani (2102 m), gestito da Eleonora Saggioro e dalla cooperativa Equorifugio (339.1079741, 368.279463, www.rifugiovincenzosebastiani.it), non è sempre aperto in inverno: vi consigliamo di telefonare prima di mettervi in cammino.

La descrizione dettagliata dell’itinerario, la mappa del percorso e la scheda tecnica la trovi nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

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