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Mese: Novembre 2016

I consigli di Luca Mazzoleni dedicati agli scialpinisti

Luca Mazzoleni dedica a voi scialpinisti queste avvertenze nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale da leggere con molta attenzione.

Nella guida Scialpinismo in Appennino Centrale. La montagna incantata è specificato solo in casi particolari il periodo consigliato per le gite. Questo perché le condizioni adatte a ciascun itinerario possono verificarsi in qualunque periodo della stagione. Eccetto alcuni itinerari è possibile avere ottime condizioni a gennaio o addirittura dicembre e al contrario avere situazioni disastrose a primavera avanzata.

Sono da valutare caso per caso i bollettini della neve e delle valanghe, meglio ancora integrando le informazioni attingendo ai consigli di esperti del posto (guide, gestori di rifugio, uomini del soccorso alpino, scialpinisti locali, addetti degli impianti di risalita). Solo con un’attenta analisi dei bollettini delle valanghe, della situazione locale, dell’innevamento e della morfologia dei luoghi è possibile stimare quanto un dato itinerario sia o meno esposto a un rischio di valanghe.

Monte-Meta

Le difficoltà indicate con la scala Blanchére sono orientative: esse cambiano con il variare delle condizioni della montagna e la qualità della neve. La necessità di avere nello zaino la piccozza e i ramponi è evidenziata in quelle gite classificate come alpinistiche (MSA, BSA, OSA), il cui itinerario comporta passaggi con difficoltà alpinistiche o pendenze sostenute difficilmente superabili con gli sci ai piedi. Ma accade frequentemente che anche escursioni non classificate come alpinistiche richiedano tali attrezzature, specialmente in condizioni di innevamento non favorevoli e presenza di neve ghiacciata.

Esistono sul mercato attrezzi per tutte le esigenze, di foggia e peso i più disparati; la prudenza non è mai cattiva compagna, anche se appesantisce un pò lo zaino. Personalmente ho sempre nello zaino una corta piccozza e un paio di ramponi. Considero inoltre i coltelli da ghiaccio (rampant) parte integrante dell’indispensabile dotazione di uno scialpinista, al pari di pelli, artva, pala e sonda. Quando sia necessaria anche la corda ciò è specificato nelle note tecniche.

Sono stati inseriti itinerari che, pur non presentando difficoltà tecniche particolari, richiedono esperienza, senso dell’orientamento, abilità e pazienza nel districarsi da tratti boscosi o impervi. Quindi anche gite valutate MS possono risultare impegnative per chi sia un neofita dello scialpinismo. In questi casi viene specificato nella nota descrittiva le difficoltà che s’incontrano lungo il percorso (bosco fitto, difficile orientamento e identificazione della traccia migliore da seguire, ecc.).

Scialpinismo sì, ma con preparazione e prudenza!

La guida

La guida Scialpinismo in Appennino Centrale di Luca Mazzoleni.

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Save the date: Presentazioni della guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

Siamo lieti di invitarvi alle presentazioni della nuovissima guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo di Stefano Ardito e Angelo Monti!

È proprio d’inverno, quando le bianche e silenziose vette emergono dalle dense nebbie adagiate sulle pianure, che si creano visioni magiche, inaspettate, ai confini dell’immaginario, spettacoli che suscitano un intenso richiamo. È il momento di mettere le ciaspole ai piedi e di addentrarsi nei boschi che brillano con luccichii di gemme sfolgoranti, andando alla scoperta dell’anima dell’Appennino.

“Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo” vi guiderà alla scoperta di meravigliosi itinerari nell’Appenino Centrale, dal Gran Sasso alla Majella, passando per i Monti della Laga, il Velino, il Sirente e le giogaie del Parco d’Abruzzo, tra vette, valli, altopiani e faggete: emozioni straordinarie assicurate a tutti gli escursionisti tra i crinali innevati.

Ecco le date:

  • il primo appuntamento sarà a Roma, Mercoledì 14 Dicembre: a partire dalle ore 20.00 gli autori Stefano Ardito e Angelo Monti presenteranno il libro presso lo store Alta Quota, in Via Girolamo Benzoni 37, e saranno lieti di rispondere alle vostre domande e curiosità.
  • un secondo appuntamento sarà giovedì 29 dicembre nella Chiesa Sant’Andrea di Pretoro (Chieti) alle ore 21 nell’ambito della manifestazione Salotto Culturale
  • iniziamo il nuovo anno con la serata curata dalla Scuola di Escursionismo “S. Pietrostefani” della Sezione del Cai de L’Aquila prevista per sabato 14 gennaio 2017 alle ore 18 presso la sala conferenze del Gran Sasso Science Institute in viale Francesco Crispi, 7. Per una corretta fruizione dell’ambiente innevato, nel corso della serata la Scuola di Escursionismo darà informazioni utili su come programmare una escursione sulla neve in sicurezza.
  • venerdì 27 gennaio alle ore 19,30 torniamo a Roma e saremo ospiti presso la sezione del CAI di Roma in via Galvani.
  • un altro appuntamento romano lo terremo giovedì 2 febbraio alle ore 19,30 presso lo store RRTrek in via Ardea 3
  • chiuderemo il ciclo sabato 11 febbraio 2017 alle ore 17,30 saremo ad Ovindoli. La presentazione del volume è all’interno della manifestazione OVINDOLI WINTER FESTIVAL e si terrà presso il Centro Conferenze del PalaMagnola ai piedi della Stazione di Sci Monte Magnola Impianti.

Vi aspettiamo, non mancate!

Iter Edizioni a PiùLibri: vieni a scoprire le novità per le tue attività in montagna!

Iter Edizioni sarà presente dal 7 all’11 dicembre presso la fiera PiùLibri PiùLiberi al Palazzo dei Congressi di Roma. Tante le novità per gli appassionati di montagna, outdoor e viaggi! Vieni a scoprirle insieme a noi presso il nostro stand!

Troverai la Iter Edizioni, come ogni anno, presso lo stand H12/L21 del Gruppo Lozzi Editori: ci farà piacere se vorrai venirci a trovare! Per te che sei appassionato di viaggi e di attività outdoor come escursioni, trekking, alpinismo, sci, ciaspole, ecc, abbiamo tante novità da farti conoscere. In più, esibendo il biglietto di ingresso, avrai uno sconto del 10% su tutto il catalogo. Cogli l’occasione anche per fare qualche regalo di Natale ai tuoi amici amanti della montagna e appassionati di viaggi!

Ecco qualche idea tra le nostre novità fresche di stampa

Inoltre, la fiera, rivolgendosi a lettori, scrittori, editori, curiosi e appassionati, sarà anche l’occasione per informarti sulle novità del settore editoriale e per assistere a una grande varietà di convegni, incontri, presentazioni.

Per maggiori informazioni, scarica il programma completo sul sito www.piulibripiuliberi.it

Finalmente disponibile la guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

Preparatevi a un inverno da favola! Da oggi disponibile sul web, e a breve anche in libreria e in edicola, la nuovissima guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo di Stefano Ardito e Angelo Monti. Gli autorio ce la presentano così

L’escursionismo con le ciaspole è da qualche anno un’attività invernale sempre più praticata, e si pone in alcuni casi come alternativa allo sci di pista, più costoso e meno immerso nella natura. Si è diffuso anche grazie alla continua evoluzione della qualità tecnica delle ciaspole, che permettono oggi di essere usate facilmente, e di progredire là dove qualche anno fa era impensabile.

Ciaspole, più che racchette da neve. Il primo termine, infatti, anche se letterariamente meno ricercato, è diventato più colloquiale e usato. L’etimo è probabilmente di origine ladina e deriva da “ciaspe”, le racchette tradizionali usate dai valligiani della Val di Non, in Trentino, che assomigliavano a dei cesti.

Anche oggi, nonostante siano meno poetiche di quelle di una volta, le ciaspole moderne permettono comunque un forte contatto con la natura. Quando ci si sposta con le ciaspole, infatti, ci si lascia dietro una lunga traccia bianca, forse meno elegante e aggraziata di quella lasciata dagli sci, ma sicuramente più solitaria, perché non è il piacere di una discesa che si ricerca ma un’immersione profonda con la natura. Camminando con le ciaspole nella neve fonda che tutto copre e sommerge, ci si sente distanti da ogni cosa, isolati e dimenticati all’interno di un mondo primordiale.

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L’Appennino abruzzese in particolare, complice la sua varietà di ambienti e paesaggi, offre con le ciaspole innumerevoli itinerari. Molti di questi, nella loro semplicità, consentono anche dopo abbondanti nevicate di ammirare e godere in tutta sicurezza degli splendidi scenari di queste montagne. Altri permettono di effettuare degli anelli, o delle lunghe traversate con dislivelli rilevanti.

Percorsi impegnativi possono svilupparsi in aree isolate al di sopra dei 2000 metri. Necessitano, però, oltre che di un’adeguata preparazione fisica, anche di una buona esperienza tecnica, ovvero della capacità di sapersi orientare e di saper valutare la consistenza del manto nevoso quando le circostanze lo impongono, e soprattutto richiedono l’uso corretto di piccozza e ramponi.

Quando invece l’inverno si manifesta intensamente e il bollettino delle valanghe lo sconsiglia, è fondamentale saper rinunciare a salire in quota. Freddo e neve possono in poco tempo trasfigurare l’Appennino abruzzese in modo inimmaginabile, trasformando case, alberi e rocce in effimere e affascinanti architetture di ghiaccio, mutando completamente il paesaggio che si è conosciuto in estate o in autunno.

Gli itinerari da noi proposti invitano ad esplorare con le ciaspole ai piedi questo mondo incantato, scoprendo in silenzio e con riverente rispetto le dimensioni fiabesche dei suoi ambienti invernali, solenni e misteriosi. È questo che auguriamo a tutti coloro che si metteranno in cammino, con la consapevolezza delle proprie possibilità e l’entusiasmo di chi vede per la prima volta simili spettacoli o di chi riesce ancora a sorprendersi.

Stefano Ardito e Angelo Monti

I 50 itinerari più belli con le ciaspole in Abruzzo scelti da Stefano Ardito e Angelo Monti

Ciaspole in Abruzzo a volontà! Nella guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo di Stefano Ardito e Angelo Monti gli autori ci raccontano la straordinaria bellezza dell’Appennino abruzzese, un massiccio dopo l’altro.

Ciaspole in Abruzzo!

In arrivo la prima neve e allora pronti con le ciaspole in Abruzzo per una stagione divertente e entusismante!

Ciaspolate sul Gran Sasso

L’Appennino abruzzese è formato da diversi gruppi montuosi. Il più importante e più alto è certamente il Gran Sasso. Fiabesco e suggestivo, si eleva con imponenza sui territori circostanti attirando a sé lo sguardo. Un massiccio dai mille volti, da cogliere e immortalare nella fugacità delle albe, dei tramonti e nella mutevolezza delle stagioni. D’inverno, quando uno spesso strato di coltre bianca lo ricopre, si trasforma in un ambiente selvaggio, essenziale, che riporta indietro nel tempo, alle dimensioni antiche e allo spirito avventuroso dei primi esploratori.
Immergersi fra le nevi del Gran Sasso con le ciaspole ai piedi è sempre un’esperienza indimenticabile.

Ciaspolate sui Monti della Laga

Nel mondo immacolato dei Monti della Laga, d’inverno si avverte con forza il senso di lontananza dalla civiltà. Lungo creste e boschi abbondantemente innevati del versante orientale, si può vagare con le ciaspole per ore, sperduti sotto a cieli di solitudine. La varietà e la bellezza dei paesaggi innevati, i colori delle rocce, l’integrità degli ambienti, gli orizzonti sconfinati, la luce intensa dei cieli fanno della Laga uno degli ultimi paradisi dell’Appennino.

Ciaspolate sul Velino-Sirente

Il massiccio del Velino-Sirente, a differenza degli altri gruppi dell’Appennino abruzzese, non è formato da una sola catena montuosa, ma da varie piccole catene che compongono un territorio complesso e vario, ideale d’inverno per compiere stupende escursioni con le ciaspole. Quasi tutti gli itinerari presentati nella guida permettono di godere della luce del sole fin quasi alla fine della gita. Non è quindi raro nelle giornate più corte dell’anno di ritrovarsi, a pochi passi dall’auto, immersi in quella meravigliosa atmosfera che precede la sera, in cui il cielo si colora, e la magia della luce incontra l’incantesimo del buio. È un’esperienza sublime, si resta come sospesi tra sogno e realtà.

Ciaspolate sui Monti Carseolan, Simbruini ed Ernici

Più a ovest, i versanti abruzzesi dei Monti Carseolani, Simbruini ed Ernici presentano rilievi dalla natura selvaggia, ricca di sorgenti, boschi e pareti rocciose. Gli Ernici, in particolare, offrono all’escursionista con le ciaspole la possibilità di risalire selvaggi valloni e aeree creste con panorami mozzafiato, degni dell’alta montagna.

Ciaspolate sui Monti Marsicani

La vasta regione dei Monti Marsicani, che include il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, oltre ad essere un magnifico habitat naturale per molte specie di animali e piante, è anche uno straordinario terreno di avventura per il ciaspolatore. È meraviglioso nella fredda stagione addentrarsi al suo interno, tra boschi, radure e altopiani trasformati dalla neve e dal gelo. A ogni svolta si scoprono angoli di sorprendente bellezza, si provano sensazioni di infinita libertà, momenti di un bianco sogno glaciale che scalda l’anima.

Ciaspolate in Majella

Quella della Majella, infine, è la catena montuosa più affascinante di tutto l’Appennino abruzzese, vuoi per la sua natura selvaggia e grandiosa, vuoi per la sua storia. Questo massiccio a differenza di altri, non ha mai diviso ma ha sempre unito, offrendo a chiunque accoglienza e protezione. Qui nel grembo della “Montagna madre”, hanno convissuto nel corso dei secoli dimensioni antropologiche e sociali diverse e distanti anni luce tra loro. Santi, eremiti, pastori e briganti, hanno condiviso per oltre un millennio l’uso di grotte e ripari naturali. Oggi questo mondo non c’è più, ma la Majella continua lo stesso a fare innamorare di sé escursionisti, amanti del canyoning, scialpinisti e ciaspolatori.
D’inverno, muoversi con le ciaspole, risalire lentamente foreste di faggi, creste e valloni diventa un’esperienza fantastica. Il panorama man mano che ci si innalza verso i pianori sommitali spazia per chilometri e chilometri sui monti, sulla costa abruzzese e sul Gargano, e su una miriade di paesi.

L’escursionismo invernale richiede impegno e allenamento, e una conoscenza approfondita dei pericoli oggettivi e dei sottili equilibri naturali che regolano l’ambiente che visitiamo.

A tutti voi auguriamo strepitose ciaspolate con la guida Le 50 ciaspolate più belle d’Abruzzo

itinerari ciaspolate Abruzzo

Come comportarsi in caso di incidente in montagna

Luca Mazzoleni nella sua guida Scialpinismo in Appennino Centrale. La Montagna incantata fornisce preziose indicazioni sulle modalità di comportamento da adottare in caso di incidente in montagna. Leggiamole con attenzione!

Struttura e organizzazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS)

Il CNSAS si divide in Delegazioni, su base prevalentemente regionale, con compiti amministrativi e di coordinamento, e in Stazioni, distribuite generalmente secondo le province interessate dalle zone montuose, che hanno direttamente la responsabilità operativa sul campo. Queste strutture sono in contatto diretto e operano congiuntamente secondo le diverse necessità e le varie tipologie degli interventi.

Il numero dell’emergenza sanitaria 118 è ormai una realtà per richiedere l’intervento del Soccorso Alpino, è facile da ricordare e garantisce un buono standard d’efficienza. Non abbiate scrupolo a contattare il Soccorso Alpino anche in situazioni che non siano necessariamente drammatiche: problemi di orientamento, maltempo, piccoli incidenti se affrontati tempestivamente possono essere risolti senza ulteriori complicazioni. Avere pudore nel chiedere aiuto non è sempre un comportamento saggio.
Per quanto riguarda i canali radio VHF bisogna constatare purtroppo la mancanza di una legge che regolamenti la materia, senza essere punitiva come l’attuale. Attualmente, infatti, non è previsto un canale radio d’emergenza e soccorso per il territorio montano.

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In caso di incidente

È fondamentale mantenere la calma e agire con lucidità. Rendetevi conto prima di tutto di quello che è successo, la confusione è una costante nelle situazioni difficili.
Prestate un primo soccorso alla o alle persone infortunate secondo le vostre possibilità e la gravità delle loro condizioni, anche solo delle parole di conforto con un tono rassicurante sono molto importanti.
Se si tratta di travolti da una valanga operate immediatamente una ricerca vista/udito e una ricerca con l’ARVA. I tempi per salvare i sepolti sono ridottissimi e il soccorso organizzato può arrivare troppo tardi, anche disponendo dell’elicottero.
Contemporaneamente allertate il 118 seguendo queste indicazioni:

  • comunicate le vostre generalità e il numero del telefono da cui chiamate;
  • comunicate informazioni sul tipo d’incidente e il luogo esatto dove questo è accaduto;
  • specificate il numero degli infortunati e le loro condizioni (se sono coscienti o meno, se hanno emorragie, fratture, traumi cranici o toracici, ecc.);
  • informate sulle condizioni meteo (nebbia, vento e visibilità in generale) e se vi sono cavi di teleferiche o linee elettriche nelle vicinanze;
  • non terminate la comunicazione senza l’assenso dell’operatore;
  • una volta agganciato lasciate libero il telefono dal quale avete chiamato per consentire ai soccorritori eventuali comunicazioni.

Durante l’attesa dei soccorritori

  • Se possibile posizionare l’infortunato su un tratto pianeggiante lontano da pareti incombenti, alberi, linee elettriche, cavi o tralicci in genere;
  • coprite bene l’infortunato con indumenti caldi e/o un telo termico;
  • fermate saldamente o eliminate tutto ciò che la corrente d’aria del rotore dell’elicottero possa fare volare via (attenti al telo termico!);
  • allontanate con decisione tutti i curiosi e le persone non strettamente necessarie.

Quando arrivano l’elicottero o le squadre di soccorso a piedi segnalate chiaramente la vostra posizione allargando le braccia al cielo a croce e rimanete fermi, possibilmente con il vento alle vostre spalle per favorire l’atterraggio dell’elicottero.

  • Quando l’elicottero atterra non avvicinatevi mai all’apparecchio.
  • Attenzione ai rotori, specialmente a quello di coda.
  • Attenzione soprattutto a non avvicinarvi da monte al mezzo, qui le pale dei rotori possono lambire il suolo.
  • Non prendete iniziative, aspettate che sia il personale dell’elicottero a dirvi come muovervi intorno al mezzo.

Se al contrario non siete voi ad avere bisogno di aiuto e un elicottero vi sorvola ripetutamente a bassa quota alzate al cielo un braccio solo, è questo il segnale per comunicare che non si ha bisogno di aiuto.

La guida

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Escursioni in montagna: cosa fare in caso di vento forte

Per le nostre escursioni in montagna, il vento rappresenta un pericolo sempre in agguato. Ecco come difenderci al meglio e soprattutto come non farci cogliere impreparati.

Uno dei fattori di rischio quando si cammina in montagna, specialmente su creste o pendii esposti, è il vento. Il vento forte è molto pericoloso perché destabilizza all’improvviso. Anche camminare in mezzo a un bosco durante una giornata molto ventosa può risultare pericoloso a causa del rischio di caduta di rami.

Il vento inoltre ci fa avvertire di più il freddo: anche a quote non eccessivamente elevate, si possono rilevare bruschi abbassamenti di temperatura. Spesso il problema viene sottovalutato soprattutto a causa di mancanza d’esperienza.

Cosa fare allora per evitare di trovarci impreparati di fronte a una giornata in montagna con vento forte? Innanzitutto, si deve consultare accuratamente il meteo prima di programmare un’uscita, prestando attenzione anche alle informazioni sulla forza e sulla direzione del vento. Consigliamo di rinunciare all’uscita se la forza del vento è superiore a 7 se l’itinerario si svolge su zone esposte.

Fondamentale è anche ragionare sul tipo di abbigliamento da indossare. Se non si è vestiti adeguatamente, in breve tempo si possono avvertire dei principi d’assideramento. La scelta degli indumenti è quindi importantissima. In commercio si trovano un’infinità di giacche e pantaloni antivento dai più economici ai più costosi, a seconda dei materiali di cui sono costituiti. Il nostro consiglio è quello di scegliere capi di abbigliamento che blocchino il vento ma sufficientemente traspiranti per permettere la regolazione della temperatura corporea.

Altri suggerimenti riguardano l’equipaggiamento. Portate sempre nello zaino un paio di occhiali da sole avvolgenti: in caso di vento sono preziosissimi perché ci riparano gli occhi da corpi estranei (sabbia, foglie e altri oggetti insidiosi per la vista). Infine, piccozza o bastoncini telescopici possono essere utilissimi per mantenere l’equilibrio. Se invece ci si trova già in montagna e si viene colti improvvisamente da raffiche di vento, è bene rinunciare a proseguire nella parte di cresta esposta e quindi di arrivare fino in vetta.

Andare in montagna è una attività bellissima, ma va fatta con preparazione… Buone escursioni!

Leggi anche:

 

foto © Matteo Mazzali

Escursioni d’autunno: cosa fare in caso di nebbia

Le escursioni in autunno possono avvolgerci in magiche atmosfere ovattate dalla nebbia. Ma ciò che ai nostri occhi appare fiabesco, può rappresentare un serio pericolo, specialmente in alta quota o su sentieri esposti. Ecco cosa sapere prima di cominciare un’escursione in sicurezza.

Nebbia in montagna = pericolo

La nebbia rappresenta uno dei maggiori problemi per l’escursionista, soprattutto in alta montagna quando si manifesta repentinamente in banchi improvvisi. La nebbia, infatti, si forma a seguito di variazioni meteorologiche, ad esempio dopo un temporale.
Ma perché è pericoloso incontrare nebbia durante il nostro cammino? Perché la comparsa di nebbia durante un’escursione mette a dura prova l’orientamento anche dei più esperti. Mantenersi sul sentiero risulta difficile e si può iniziare a vagare senza meta. Ciò aumenta notevolmente la probabilità di smarrirsi e, qualora sia necessario allertare il Soccorso Alpino, non si è più in grado di descrivere la propria posizione rendendo più difficili le ricerche.
Inoltre, in una situazione del genere può anche capitare che ci si trovi inaspettatamente davanti a pareti verticali impraticabili o altri terreni pericolosi, che comportano perdite di tempo e energie preziose, con l’inevitabile conseguenza di dover bivaccare la notte.

Come comportarsi in caso di nebbia

Delle buone norme sono quelle di camminare osservando costantemente il terreno e i mutamenti del tempo e orientandosi in modo da conoscere esattamente la propria posizione sul terreno, seguendo i riferimenti che via via si incontrano e consultando una mappa topografica in scala 1:25.000.
Se nonostante queste accortezze non si riesce a proseguire, la prima cosa è fermarsi ed aspettare che la nebbia diradi, guai a rischiare di perdere i punti di riferimento dell’escursione, e scrutare terreno e cielo laddove il terreno offra ancora una discreta visuale. Inoltre, può tornare utile tirare fuori dallo zaino il fischietto (da portare sempre nello zaino!) nella speranza che qualcuno lo senta!

Per non andare da soli

Dal momento che la nebbia è tra i fenomeni meteorologici meno prevedibili e che, soprattutto in montagna, si può presentare in qualsiasi stagione, l’unico consiglio che ci sentiamo di dare agli escursionisti poco esperti è quello di non avventurarsi in sentieri non segnati se non si è capaci di utilizzare molto bene bussolamappa escursionistica e GPS. Consigliamo inoltre di NON andare da soli e affidarsi a guide alpine, accompagnatori di media montagna e guide GAE.

Preparazione delle escursioni

Agli escursionisti esperti invece consigliamo di preparare accuratamente l’escursione fin dal giorno prima studiando bene la mappa e le relazioni descritte nelle guide escursionistiche in modo da memorizzare il più possibile il percorso.

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Letture consigliate:
Escursioni d’autunno: cosa fare in caso di pioggia e temporali
Escursioni in montagna: cosa fare in caso di vento forte
Escursioni sulla neve in sicurezza con l’ARVA
Come leggere una carta escursionistica

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